Mer, 21 Gen, 2026

Crisi Konecta: oltre 1.100 posti a rischio, tra Ivrea e Asti. Mobilitazione il 13 gennaio davanti alla Regione

La crisi Konecta esplode con tutta la sua gravità e mette in allarme istituzioni, sindacati e territori. Oltre 1.100 lavoratrici e lavoratori rischiano un trasferimento forzato che potrebbe trasformarsi, nei fatti, in una perdita di lavoro mascherata. Una prospettiva che fa tremare Ivrea, Asti e l’intero Piemonte, già segnati da anni di deindustrializzazione e precarizzazione.

La Città metropolitana di Torino ha preso posizione in modo netto, schierandosi al fianco dei dipendenti dell’azienda di customer care Konecta, che a inizio dicembre ha annunciato nel piano industriale l’accorpamento delle sedi di Asti e Ivrea su Torino. Una decisione che coinvolge direttamente centinaia di famiglie: 700 lavoratori solo a Ivrea, cuore di un territorio che rischia un nuovo, drammatico impoverimento sociale.

Istituzioni in allarme: «Ricadute sociali devastanti»

Il grido d’allarme è stato rilanciato con forza durante l’incontro svoltosi a Ivrea, nella sede di Officine H, convocato dal sindaco di Ivrea Matteo Chiantore. Al tavolo, insieme alle Rsu aziendali, le organizzazioni sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, oltre ai rappresentanti degli enti pubblici.

A rappresentare la Città metropolitana è stata la consigliera delegata allo sviluppo economico Sonia Cambursano, che non ha usato mezzi termini: «Le ricadute sociali della perdita di lavoro sono enormi. Parliamo di territori che rischiano di svuotarsi, di famiglie messe di fronte a scelte impossibili. Non possiamo accettare che un piano industriale cancelli anni di equilibrio sociale».

Sciopero e protesta: il 13 gennaio la mobilitazione davanti alla Regione

La tensione sale anche sul piano della mobilitazione. Martedì 13 gennaio è stato proclamato lo sciopero, con una manifestazione davanti al Consiglio regionale del Piemonte. Una presenza che vedrà anche le istituzioni locali in prima linea.

«Saremo fisicamente accanto ai lavoratori – ha ribadito Cambursano – nei presìdi, nelle piazze e ai tavoli di coordinamento. La politica deve assumersi la responsabilità di difendere il lavoro».

Il rischio concreto: trasferimenti forzati e licenziamenti indiretti

Dietro la parola “accorpamento” si nasconde un rischio concreto: trasferimenti logistici insostenibili, soprattutto per chi ha famiglie, mutui e radicamento sul territorio. Una scelta che potrebbe tradursi in licenziamenti indiretti, aggravando una crisi occupazionale già profonda.

Le istituzioni chiedono ora un cambio di rotta: commesse pubbliche locali, investimenti sul territorio e formazione dei lavoratori alle nuove tecnologie, per evitare che Ivrea e Asti diventino l’ennesimo simbolo di un Piemonte che perde lavoro e futuro.

La vertenza Konecta non è più solo aziendale: è diventata una emergenza sociale e politica, e il tempo per intervenire si sta rapidamente esaurendo.

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Torino e area metropolitana

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