La decisione della Procura di Ivrea dopo il drammatico episodio di questa mattina. Quattro ciclisti feriti, uno resta in prognosi riservata
È agli arresti domiciliari il 73enne accusato di aver trasformato una lite sulla strada in una drammatica aggressione contro un gruppo di ciclisti.
È questo l’ultimo sviluppo della vicenda avvenuta nella mattinata di sabato 8 agosto a Lanzo Torinese e sulla quale stanno lavorando i Carabinieri. L’uomo è stato arrestato per tentato omicidio e, su disposizione della Procura della Repubblica di Ivrea, collocato agli arresti domiciliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Una svolta arrivata poche ore dopo quei minuti concitati che hanno lasciato sull’asfalto biciclette e persone ferite e trasformato una normale uscita del sabato mattina in un grave fatto di cronaca.
Il bilancio, aggiornato nel corso della giornata, è di quattro ciclisti feriti. Uno di loro è in prognosi riservata.
Prima la lite, poi l’investimento
Tutto sarebbe cominciato intorno alle 9.45, quando tra il conducente dell’automobile e un gruppo di ciclisti sarebbe scoppiata una discussione per motivi che, secondo le prime informazioni, sarebbero stati del tutto banali.
Parole, tensione, una lite sulla strada. Poi la situazione sarebbe precipitata.
Secondo la ricostruzione attualmente al vaglio degli investigatori, il 73enne avrebbe investito volontariamente alcuni dei ciclisti con la propria automobile. È proprio l’ipotesi della volontarietà del gesto uno degli elementi centrali dell’inchiesta e quello che ha portato all’arresto dell’uomo con la pesantissima accusa di tentato omicidio.
Alcune delle ricostruzioni emerse nelle ore successive riferiscono inoltre di una dinamica ancora più inquietante: dopo un primo investimento, l’automobilista avrebbe effettuato una manovra tornando verso il gruppo. Una sequenza che dovrà essere ricostruita con precisione attraverso testimonianze, rilievi e tutti gli elementi raccolti dai Carabinieri.
Quattro ciclisti feriti, uno in prognosi riservata
Inizialmente le informazioni parlavano di tre persone investite. Il bilancio è stato successivamente aggiornato: i feriti sono quattro. Per uno di loro le conseguenze dell’impatto sono particolarmente serie. Il ciclista è ricoverato e resta in prognosi riservata.
Una mattinata iniziata sulle strade delle Valli di Lanzo si è così trasformata, nel giro di pochi istanti, in una corsa dei soccorritori e in un'indagine per ricostruire cosa sia realmente accaduto prima e durante l'investimento.
Dopo i fatti il 73enne si presenta ai Carabinieri
C’è poi un altro passaggio della vicenda sul quale si concentrano le attenzioni investigative. Dopo quanto accaduto, infatti, il 73enne si è presentato spontaneamente ai Carabinieri.
Sono quindi iniziati gli accertamenti e, sulla base degli elementi raccolti, nei suoi confronti è scattato l’arresto per tentato omicidio. La Procura della Repubblica di Ivrea ha successivamente disposto per l’uomo il regime degli arresti domiciliari, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Nei confronti del conducente saranno inoltre eseguiti accertamenti di natura tossicologica, un ulteriore tassello che potrà contribuire a definire il quadro nel quale si è consumato il drammatico episodio.
Le indagini sulla manciata di minuti che ha cambiato tutto
Ora resta da ricostruire, secondo per secondo, ciò che è successo sulla strada. Da chiarire ci sono l’origine esatta della discussione, il comportamento delle persone coinvolte e soprattutto la dinamica delle manovre compiute dall'automobilista.
Saranno le indagini coordinate dalla Procura di Ivrea a stabilire l’esatta sequenza degli eventi e le relative responsabilità. Al centro dell’inchiesta resta quel passaggio rapidissimo dalla lite all’investimento, con quattro persone rimaste ferite e un ciclista ancora in prognosi riservata.
Per il 73enne, intanto, la giornata si è conclusa con l’arresto per tentato omicidio e il trasferimento agli arresti domiciliari. L’accusa formulata nei suoi confronti dovrà naturalmente essere verificata nel corso del procedimento e la responsabilità dell’indagato potrà essere definitivamente accertata soltanto con sentenza irrevocabile.