Mappano, la “nonna investigatrice” colpisce ancora: finge di cadere nella truffa e fa arrestare un ventenne

Mappano, la “nonna investigatrice” colpisce ancora: finge di cadere nella truffa e fa arrestare un ventenne

A 85 anni riconosce per la terza volta il raggiro del falso carabiniere. Telefona alla figlia, avverte l’Arma e poi recita la parte della vittima

Il telefono di casa squilla all’ora di pranzo. Dall’altra parte della cornetta c’è un uomo che si presenta come un militare dell’Arma. Le parole sono quelle capaci di gelare qualsiasi genitore: «Sua figlia ha avuto un grave incidente».

Poi arriva la richiesta. Servono soldi, oro, oggetti preziosi. Bisogna raccogliere tutto in fretta per affrontare le presunte spese legali.

Una storia studiata per creare paura e impedire alla vittima di ragionare. Ma questa volta i truffatori avrebbero scelto la persona sbagliata.

Perché la donna che ascolta quella voce ha 85 anni e, soprattutto, conosce già il copione.

È quella che ormai potrebbe essere ribattezzata la “nonna investigatrice” di Mappano: già nel 2024 e poi nuovamente pochi mesi fa era riuscita a riconoscere tentativi di truffa e ad avvertire tempestivamente le forze dell’ordine, contribuendo all'arresto dei presunti responsabili.

Il 1° settembre la storia si ripete. Ma stavolta l'anziana decide non soltanto di non cadere nella trappola: prova a rovesciarla contro chi l'ha chiamata.

«Mia figlia ha avuto un incidente»: ma lei capisce subito il raggiro

La telefonata arriva attorno all’ora di pranzo. Il sedicente militare racconta che la figlia della donna sarebbe rimasta coinvolta in un grave incidente stradale e sostiene che occorrano oro e beni preziosi per far fronte alle conseguenze legali.

È uno degli schemi più insidiosi utilizzati nelle truffe agli anziani: fare leva sull'angoscia per un figlio o un nipote e spingere la vittima ad agire immediatamente, prima che abbia il tempo di verificare quanto le viene raccontato.

L’85enne, però, non si lascia travolgere dalla paura. Qualcosa non torna e l'esperienza delle precedenti truffe fa scattare l'allarme.

Contatta immediatamente la figlia.

La donna, a sua volta, avverte i Carabinieri della Centrale Operativa di Venaria.

A quel punto comincia la seconda parte della storia.

Perché l’anziana non chiude la porta ai truffatori. Fa esattamente il contrario: finge di aver creduto alla telefonata.

L'obiettivo è convincere chi si trova dall'altra parte che il piano stia funzionando e fare in modo che qualcuno si presenti a casa per ritirare i preziosi.

La trappola cambia direzione

Passano circa due ore.

Intorno alle 14, alla porta dell’85enne arriva l’uomo incaricato, secondo la ricostruzione investigativa, di recuperare quanto la donna avrebbe dovuto consegnare.

Probabilmente pensa di essere arrivato alla conclusione del raggiro. Ma fuori dall'abitazione la situazione è ormai sotto il controllo dei Carabinieri. Scatta il blitz dei militari.

Il giovane viene fermato: si tratta di un ventenne torinese, incensurato, arrestato nell'ambito dell'operazione. Per lui scattano le manette.

Le indagini portano inoltre all'individuazione di altri quattro presunti complici: due ventenni e due minorenni, denunciati in stato di libertà.

L'arrestato viene successivamente accompagnato agli arresti domiciliari, a disposizione della Procura di Ivrea. Per uno dei due minorenni viene invece disposto l'accompagnamento presso la propria abitazione, secondo quanto stabilito dalla Procura per i Minorenni di Torino.

Tre tentativi e un copione che ormai conosce a memoria

L'aspetto più curioso della vicenda è proprio la protagonista.

Non è infatti la prima volta che l'85enne di Mappano si trova davanti a un tentativo di raggiro. Era già successo nel 2024 e ancora pochi mesi fa. Anche in quelle occasioni la sua prontezza aveva consentito di allertare le forze dell'ordine e intervenire sui presunti responsabili.

Tre episodi che trasformano una normale storia di cronaca in qualcosa di insolito: la potenziale vittima che, invece di limitarsi a respingere il tentativo, riesce a mantenere il sangue freddo abbastanza a lungo da consentire ai Carabinieri di intervenire.

Dietro l'episodio resta però un fenomeno tutt'altro che leggero.

Le truffe agli anziani puntano spesso proprio sulle emozioni più profonde: un incidente improvviso, un parente nei guai, un'emergenza che richiede denaro immediatamente. Il falso appartenente alle forze dell'ordine serve a rendere credibile la storia e a conquistare in pochi secondi la fiducia della persona contattata.

Per questo la vicenda di Mappano racconta anche l'importanza della prevenzione: riconoscere i segnali del raggiro, non consegnare denaro o preziosi agli sconosciuti, verificare direttamente con i familiari e contattare immediatamente le forze dell'ordine.

Questa volta sono bastati una telefonata sospetta, una donna di 85 anni che non ha perso la lucidità e il rapido coordinamento con i Carabinieri.

I truffatori pensavano di aver trovato un'altra vittima.

Non sapevano di aver telefonato, per la terza volta, alla “nonna investigatrice”.

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