I Carabinieri Forestali e la Città Metropolitana scoprono il mancato rilascio del deflusso ecologico. Bloccata anche la scala per la risalita dei pesci: multa da 3.333 euro
In un torrente già messo in ginocchio dalla siccità, l’acqua che avrebbe dovuto continuare a scorrere a valle non c’era. È quanto hanno accertato i Carabinieri Forestali durante un controllo effettuato sul torrente Ceronda, nel territorio di Venaria Reale. Una verifica che si è conclusa con una sanzione amministrativa da oltre 3mila euro nei confronti del legale rappresentante della società concessionaria della derivazione idrica.
L'intervento assume un peso particolare in queste settimane, mentre il Torinese sta facendo i conti con una pesante crisi idrica e corsi d'acqua ridotti dalla prolungata scarsità di precipitazioni.
Il controllo sul Ceronda e la scoperta
I militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Torino, impegnati nella vigilanza sulle derivazioni idriche, sono arrivati all'opera di presa insieme ai tecnici della Città Metropolitana di Torino.
Gli accertamenti hanno riguardato il rispetto del Deflusso Ecologico, cioè la quantità d'acqua che deve essere lasciata nel corso d'acqua a valle di una captazione per permettere al sistema fluviale di continuare a funzionare.
Ed è proprio qui che, secondo quanto accertato dagli operatori, è emersa la violazione.
Il rilascio necessario alla vita del torrente non sarebbe stato garantito. Il blocco interessava sia gli stramazzi principali sia la scala di risalita dell'ittiofauna, la struttura realizzata proprio per consentire ai pesci di superare gli ostacoli artificiali e muoversi lungo il corso d'acqua.
Una situazione particolarmente delicata perché, quando la portata di un torrente è già ridotta dalla siccità, ogni ulteriore sottrazione d'acqua può aumentare la pressione sull'ecosistema.
La scala dei pesci senza acqua
È probabilmente questo l'aspetto ambientalmente più significativo dell'accertamento: la mancanza del flusso nella scala di risalita avrebbe impedito di fatto lo spostamento dei pesci, compromettendo una struttura che dovrebbe invece garantire la continuità ecologica del torrente.
Il Deflusso Ecologico non rappresenta infatti soltanto una quantità d'acqua da lasciare nell'alveo. La disciplina regionale lo inserisce tra gli strumenti destinati al raggiungimento e al mantenimento degli obiettivi ambientali dei corsi d'acqua, in attuazione anche della normativa europea.
In Piemonte le regole sono state progressivamente aggiornate proprio per adeguare la gestione delle derivazioni alle condizioni ambientali dei fiumi e agli scenari di scarsità idrica.
La sanzione da 3.333 euro
Al termine dell'ispezione è scattato il provvedimento amministrativo. Al legale rappresentante della società concessionaria è stata contestata la violazione della normativa regionale, con una sanzione di 3.333,33 euro.
La legislazione piemontese prevede sanzioni specifiche per il concessionario che non rispetta, totalmente o parzialmente, l'obbligo di rilasciare a valle dell'opera di presa la quantità d'acqua prevista dalla disciplina sul deflusso.
Siccità, i controlli si stringono sui corsi d'acqua
Il caso di Venaria va oltre la singola violazione amministrativa. Con i corsi d'acqua sotto pressione, il rispetto delle quantità minime da lasciare negli alvei diventa infatti una questione di sopravvivenza degli ecosistemi fluviali.
La scarsità d'acqua può trasformare tratti normalmente vitali dei torrenti in ambienti sempre più fragili, con conseguenze sulla fauna ittica e sull'intera catena ecologica.
Per questo i Forestali di Torino annunciano la prosecuzione dei controlli sulle derivazioni in tutta la provincia: sotto osservazione c'è l'utilizzo di una risorsa che, nell'estate della siccità, diventa ancora più preziosa.
Sul Ceronda l'intervento si è concluso con una multa. Ma l'immagine che resta è soprattutto quella di un torrente al quale, secondo gli accertamenti, non veniva restituita neppure l'acqua necessaria a continuare a vivere.