I Carabinieri entrano nelle attività e iniziano le verifiche: due titolari denunciati e oltre 6mila euro tra sanzioni e ammende contestate
Una porta si apre, entrano i Carabinieri e quella che sembrava una normale giornata di lavoro cambia improvvisamente volto.
Non ci sono sirene né inseguimenti. Questa volta la cronaca si consuma tra documenti da esibire, ambienti da controllare, telecamere da verificare e norme sulla sicurezza che devono essere rispettate.
È quanto accaduto nelle scorse settimane tra Borgaro Torinese e Castellamonte, dove i Carabinieri del Comando Provinciale di Torino, insieme agli specialisti del Nucleo Ispettorato del Lavoro, hanno passato al setaccio due attività.
Alla fine delle verifiche il conto è pesante: due titolari denunciati a piede libero, un’attività sospesa e oltre 6.600 euro complessivi tra sanzioni e ammende contestate.
Borgaro, manca il documento fondamentale: attività fermata
A Borgaro Torinese sono i militari del NIL, insieme ai Carabinieri della Stazione di Caselle, a varcare la soglia di una ditta individuale.
Comincia l'ispezione. Gli ambienti vengono controllati, la documentazione verificata. Ed è proprio tra le carte che, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, emerge il problema più serio.
Il Documento di Valutazione dei Rischi non c'è.
Tre lettere, DVR, dietro alle quali si nasconde però uno dei cardini della sicurezza sul lavoro: individuare preventivamente i pericoli ai quali può essere esposto chi lavora e stabilire come ridurli.
Secondo gli accertamenti, quella valutazione risultava completamente assente.
A quel punto il controllo cambia passo.
Gli ispettori applicano quanto previsto dalla normativa e dispongono la sospensione immediata dell'attività imprenditoriale.
La serranda potrà tornare ad alzarsi regolarmente soltanto dopo la messa in regola e l'adempimento degli obblighi previsti.
Per il titolare arriva anche il deferimento all'Autorità giudiziaria, oltre a 2.278 euro di ammenda penale e 2.500 euro di sanzione amministrativa. Totale: 4.778 euro.
Castellamonte, è ora di pranzo quando arrivano i militari
Qualche giorno più tardi lo scenario cambia.
Siamo a Castellamonte ed è circa l'ora di pranzo. Questa volta il controllo porta i Carabinieri della Stazione cittadina e gli specialisti del NIL all'interno di una pizzeria-kebab.
Un normale accertamento amministrativo. Almeno all'inizio.
Poi arrivano le verifiche.
Secondo quanto contestato, nel locale manca il presidio obbligatorio di primo soccorso. Un'assenza tutt'altro che secondaria: se un dipendente si ferisce o viene colto da un malore, devono essere disponibili gli strumenti necessari per garantire una prima assistenza.
Ma non è tutto.
Durante il sopralluogo gli occhi degli ispettori si spostano sulle telecamere installate nel locale.
L'impianto di videosorveglianza è in funzione, ma dagli accertamenti risulterebbe privo della preventiva autorizzazione prevista dalla normativa quando dalle telecamere può derivare un controllo a distanza dell'attività dei dipendenti.
Un confine delicato, quello tra sicurezza del locale e tutela della riservatezza di chi ci lavora, disciplinato dallo Statuto dei Lavoratori.
Per la titolare scatta così la denuncia a piede libero alla Procura di Ivrea, mentre sanzioni e ammende contestate raggiungono complessivamente 1.850 euro.
Quello che il cliente non vede
I due episodi raccontano una parte del lavoro dei Carabinieri che raramente finisce sotto i riflettori.
Perché la sicurezza non riguarda soltanto ciò che accade dopo un incidente.
Si gioca molto prima: in una valutazione dei rischi compilata correttamente, in una cassetta di primo soccorso pronta all'uso, nelle autorizzazioni necessarie per una telecamera puntata all'interno di un luogo di lavoro.
Ed è proprio dietro le porte di attività apparentemente ordinarie che i controlli cercano ciò che, passando davanti a una vetrina o sedendosi al tavolo di un locale, nessun cliente potrebbe vedere.
A Borgaro il controllo si è concluso con un'attività sospesa. A Castellamonte con una pizzeria-kebab finita sotto la lente degli investigatori.
Due interventi diversi, inseriti nello stesso dispositivo di prevenzione dell'Arma per la tutela della salute, della sicurezza e dei diritti dei lavoratori.