L'allarme riguarda risorse destinate agli enti del Terzo Settore: le opposizioni chiedono alla Giunta regionale di accelerare le procedure per evitare la perdita dei finanziamenti
Il Piemonte rischia di perdere oltre 1,4 milioni di euro destinati al Terzo Settore. Non per mancanza di risorse, ma per l’inerzia della Giunta regionale. È questo l’allarme politico, lanciato da Alternativa Verdi e Sinistra, che ha chiuso il 2025 in Regione Piemonte, dove il bando a sostegno delle attività di interesse generale degli enti del Terzo Settore è fermo al2023, ultimo atto di una programmazione ormai scaduta.
I fondi ci sono: il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha stanziato 4.940.150 euro per il Piemonte. Ma senza la firma sugli accordi di programma, la Regione non può metterli a bando. E il decreto ministeriale del 7 agosto 2025 è esplicito: se l’accordo non arriva, i fondi verranno dirottati su progetti nazionali. La quota 2025, pari a 1.413.687 euro, è dunque appesa a un filo.
A pagare il prezzo di questi ritardi sarebbero organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, enti filantropici e società di mutuo soccorso: pilastri del welfare territoriale, già messi in difficoltà da finanziamenti intermittenti e politiche pubbliche sempre più precarie.
A denunciare la situazione è Alice Ravinale, capogruppo di AVS in Consiglio regionale del Piemonte: «Il Terzo Settore piemontese non può permettersi di rinunciare, per colpa dei ritardi della Giunta, a risorse così importanti».
La questione è ormai tutta politica: la Regione agirà in tempo o lascerà evaporare fondi vitali per le comunità locali? Il silenzio istituzionale, intanto, rischia di trasformarsi nell’ennesima occasione persa.