Violenza sulle donne, la prevenzione parte dai territori: tre incontri per costruire comunità più giuste

Violenza sulle donne, la prevenzione parte dai territori: tre incontri per costruire comunità più giuste

La Città metropolitanapromuove la seconda edizione di “In Comune contro la Violenza”. Dal 17 settembre al 15 ottobre, un percorso online affronta molestie sul lavoro, povertà mestruale, tratta e sfruttamento

La violenza non comincia e non finisce con un episodio di cronaca. Può nascondersi in un luogo di lavoro, nella dipendenza economica, nella difficoltà di accedere a beni essenziali o nelle condizioni di sfruttamento di persone che non riescono a chiedere aiuto.

Per contrastarla servono strumenti, conoscenza e una rete capace di riconoscere anche ciò che resta invisibile.

È da questa consapevolezza che prende forma la seconda edizione di “In Comune contro la Violenza”, il ciclo di incontri online promosso dalla Città metropolitana di Torino per rafforzare la prevenzione della violenza sulle donne, promuovere la parità di genere e sostenere le azioni concrete nei territori.

Il percorso si svolgerà tra settembre e ottobre 2026 con tre appuntamenti dedicati ad amministratori, operatori e cittadinanza. L’obiettivo è trasformare la sensibilizzazione in una responsabilità condivisa, capace di coinvolgere istituzioni, associazioni e comunità locali.

Molestie sul lavoro: il rispetto è un diritto, non una concessione

Il primo incontro è in programma giovedì 17 settembre, dalle 14.30 alle 16, con il titolo “Rispetto e dignità sul lavoro: prevenire e contrastare le molestie”. A curarlo sarà l’avvocata Elisa Raffone, consigliera di parità della Città metropolitana di Torino.

Il tema riguarda una dimensione della violenza spesso difficile da denunciare, perché può intrecciarsi con rapporti di potere, precarietà e timore di perdere il proprio impiego.

Prevenire le molestie significa promuovere ambienti professionali nei quali la dignità delle persone sia tutelata e nei quali chi subisce comportamenti inappropriati possa trovare ascolto e strumenti di protezione.

Povertà mestruale: un bisogno essenziale diventa disuguaglianza

Mercoledì 30 settembre, dalle 14.30 alle 16, il percorso proseguirà con “Oltre il tabù. Conoscere la povertà mestruale per agire nei territori”, con l’intervento di Paola Ciafardoni, presidente dell’Associazione Almaterra.

La povertà mestruale non riguarda soltanto il costo dei prodotti igienici, ma anche l’accesso all’informazione, a servizi adeguati e alla possibilità di vivere le mestruazioni senza stigma.

È una questione che intreccia salute, dignità, condizioni economiche e partecipazione sociale. Portarla all’attenzione dei Comuni significa riconoscere che anche i bisogni considerati privati possono diventare un tema di giustizia collettiva.

Tratta e sfruttamento: far emergere chi resta invisibile

L’ultimo appuntamento si terrà giovedì 15 ottobre, dalle 14.30 alle 16, e sarà dedicato a “Far emergere l’invisibile: il ruolo dei Comuni nel contrasto alla tratta e allo sfruttamento lavorativo”. Interverrà Rosanna Paradiso, esperta Antitratta della Procura della Repubblica di Torino.

La tratta e lo sfruttamento colpiscono persone che possono trovarsi in condizioni di forte vulnerabilità, isolamento e dipendenza da chi le sfrutta. Il ruolo degli enti locali è importante per favorire il riconoscimento delle situazioni di rischio, la collaborazione con i servizi competenti e l’accesso ai percorsi di tutela.

La sfida è fare in modo che nessuna persona sia considerata invisibile soltanto perché non riesce a far sentire la propria voce.

Schillaci: «La lotta alla violenza richiede azioni costanti»

«La lotta alla violenza non può limitarsi a momenti simbolici, ma richiede azioni costanti, collaborazione tra enti, associazioni e comunità locali, oltre a un forte investimento nella prevenzione e nella sensibilizzazione», dichiara Rossana Schillaci, consigliera metropolitana delegata alle Politiche sociali e di parità.

La seconda edizione intende rafforzare una rete di consapevolezza che sappia affrontare le diverse forme di prevaricazione, dalla violenza economica alla tutela dei diritti sul lavoro, fino alla tratta e allo sfruttamento.

«Informare e formare gli amministratori, gli operatori e la cittadinanza è il primo grande passo per costruire comunità davvero eque e inclusive», sottolinea Schillaci.

Il messaggio del progetto è chiaro: la prevenzione non è un appuntamento sul calendario, ma un impegno quotidiano. Significa riconoscere le disuguaglianze, intervenire prima che diventino emergenze e costruire territori nei quali i diritti non restino soltanto dichiarazioni di principio.

La partecipazione al ciclo online prevede l’iscrizione attraverso il modulo messo a disposizione dalla Città metropolitana di Torino. È possibile compilare il form al seguente indirizzo: Iscriviti a In Comune contro la Violenza .

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