Il talento genovese domina la tappa finale tra Strambino e il Lago Serrù e si prende il Tour de l’Avenir 2026. A quasi 20 anni firma la storica doppietta con il Giro d’Italia Next Gen
Il futuro del ciclismo italiano ha già un nome: Lorenzo Mark Finn. E sulle rampe che da Ceresole Reale salgono verso il Lago Serrù, nel cuore del Gran Paradiso, quel futuro ha assunto i contorni di una certezza.
Il genovese, campione del mondo Juniores e Under 23, ha conquistato la tappa conclusiva del Tour de l’Avenir 2026 con un attacco nel tratto finale della salita lungo la Strada Provinciale 50 del Colle del Nivolet.
Un affondo da leader, non soltanto per difendere la maglia gialla che indossava da due giorni, ma per mettere il proprio sigillo sulla corsa a tappe che da oltre sessant’anni rappresenta uno dei principali trampolini verso il grande ciclismo.
Finn vince così il Tour de l’Avenir 2026 e riporta l’Italia sul gradino più alto dopo 53 anni. L’ultimo azzurro capace di conquistare la classifica generale era stato Gianbattista Baronchelli nel 1973. Anche lui giovanissimo, anche lui destinato a diventare uno dei grandi protagonisti del ciclismo italiano.
Per Finn il successo assume un peso ancora maggiore perché arriva nella stagione che lo ha consacrato definitivamente tra i talenti più importanti della nuova generazione. Dopo aver vinto il Giro d’Italia Next Gen, il ligure completa infatti una straordinaria doppietta Giro Next Gen-Tour de l’Avenir.
E lo fa proprio nell’ultima gara della sua carriera nella categoria Under 23, come aveva annunciato alla vigilia. Un modo difficilmente immaginabile per chiudere un capitolo e spalancarne immediatamente un altro.
L’attacco decisivo verso il Lago Serrù
La giornata che consegna Finn alla storia del Tour de l’Avenir è quella di mercoledì 26 agosto.
La frazione decisiva prende il via alle 12 dal centro storico di Strambino. A dare la partenza è la sindaca e consigliera metropolitana delegata al Turismo Sonia Cambursano.
Ma è sulle montagne che la corsa scrive il suo verdetto.
Sulla salita verso il Lago Serrù, Finn non si limita a controllare gli avversari. Nel tratto conclusivo della SP50 del Colle del Nivolet passa all’attacco e mette ancora una volta in mostra le qualità che ne hanno accompagnato l’ascesa: capacità di leggere la corsa, resistenza e soprattutto la personalità necessaria per colpire quando la strada diventa più dura.
Il risultato è una giornata perfetta: vittoria di tappa e vittoria finale del Tour de l’Avenir.
Un successo che vale molto più di una maglia gialla.
Finn, da promessa a certezza del ciclismo italiano
A rendere ancora più impressionante l’impresa è l’età. Lorenzo Mark Finn compirà 20 anni soltanto il prossimo 19 dicembre, ma il suo palmarès ha già assunto dimensioni importanti.
Il titolo mondiale Juniores, quello Under 23, il Giro d’Italia Next Gen e ora il Tour de l’Avenir raccontano la crescita di un corridore sul quale il ciclismo italiano guarda con aspettative sempre maggiori.
Il Tour de l’Avenir, del resto, non è una corsa qualunque. Dal 1961 rappresenta uno dei più prestigiosi banchi di prova internazionali per i giovani e la sua storia è legata a campioni che, dopo essersi messi in luce tra i talenti emergenti, hanno scritto pagine importanti del ciclismo mondiale.
Per questo il successo di Finn sulle montagne piemontesi ha un significato che va oltre il risultato di giornata.
La maglia gialla consegnata da Bernard Hinault
A rendere ancora più suggestiva la premiazione è stata la presenza di una leggenda delle due ruote come Bernard Hinault.
È stato proprio il grande campione francese a consegnare a Finn la maglia gialla del vincitore.
Sonia Cambursano, che durante la giornata ha seguito la tappa da un’auto dell’organizzazione proprio insieme a Hinault, ha poi premiato il ligure per la vittoria di tappa: «Quella di oggi è stata una giornata storica, la giornata di Lorenzo Mark Finn, che è una grande promessa per il ciclismo italiano per i prossimi anni, in un panorama giovanile veramente incoraggiante».
Cambursano ha sottolineato anche il valore simbolico della premiazione affidata a Hinault, che da anni mette la propria esperienza al servizio del ciclismo giovanile.
L’immagine conclusiva è così quella di un grande campione del passato che consegna la maglia gialla a uno dei volti più attesi del futuro.
Ma dopo quello che Lorenzo Mark Finn ha fatto sulle rampe del Lago Serrù, chiamarlo soltanto “promessa” comincia probabilmente a stargli stretto.
A neppure vent’anni, il ragazzo genovese ha appena riportato l’Italia sul tetto del Tour de l’Avenir 53 anni dopo Baronchelli.
Il futuro può aspettare. Finn ha già cominciato a vincere nel presente.