Beato Federico Albert, Lanzo Torinese celebra i 150 anni dalla morte

Beato Federico Albert, Lanzo Torinese celebra i 150 anni dalla morte

Concerti, incontri, celebrazioni e iniziative per i giovani: Lanzo Torinese ricorda Federico Albert a 150 anni dalla morte e ripercorre l’eredità lasciata alla città

Ci sono figure che appartengono alla storia e altre che, pur entrando nei libri, continuano ad abitare i luoghi in cui hanno vissuto. 

A Lanzo Torinese, quella del Beato Federico Albert è una presenza che attraversa ancora la città: nel nome delle scuole, nelle opere nate dal suo impegno, nella memoria religiosa e soprattutto in un’idea di attenzione verso i più fragili che ha superato il tempo.

Il 30 settembre saranno trascorsi esattamente 150 anni dalla sua morte. Lanzo ha scelto di ricordarlo non soltanto con una commemorazione, ma con un percorso che prova a riportare al presente ciò che Federico Albert rappresentò per la comunità.

Un mese di appuntamenti, tra settembre e ottobre, accompagnerà così la città sulle tracce del suo antico parroco, intrecciando musica, storia, fede, cultura e nuove generazioni. Le celebrazioni si inseriscono inoltre nell’anno dedicato ai 25 anni di Lanzo Città.

A Lanzo gli anni che cambiarono la vita di Federico Albert

Nato a Torino il 16 ottobre 1820 e ordinato sacerdote nel 1843, Federico Albert fu cappellano alla corte di Carlo Alberto e collaborò con San Giovanni Bosco a Valdocco.

Ma è nel 1852 che la sua storia cambia direzione e, soprattutto, si lega definitivamente a quella di Lanzo, dove viene nominato vicario e parroco.

Qui Albert non si limita all’attività pastorale. Guarda alla realtà sociale che lo circonda e concentra buona parte delle proprie energie sulle persone più vulnerabili.

Nel 1858 apre una casa per bambini; l’anno successivo ne fonda un’altra destinata alle ragazze abbandonate e, nel 1866, offre loro anche una scuola.

Nel 1869 nasce una delle opere destinate a sopravvivergli: le Suore Vincenzine di Maria Immacolata, successivamente conosciute come Albertine, chiamate ad assistere i poveri e a proseguire l’attività iniziata dal sacerdote.

Il legame con Lanzo diventa anche una scelta personale. Quando gli viene proposta la nomina a vescovo di Pinerolo, Federico Albert decide di rimanere accanto alla propria parrocchia.

Quella caduta nella Cappella di San Giuseppe

Anche gli ultimi giorni della sua vita restano legati a un luogo della città.

Federico Albert muore il 30 settembre 1876, in seguito a una caduta da un’impalcatura mentre sta lavorando nella Cappella di San Giuseppe. Aveva 55 anni.

Quasi centootto anni più tardi, nel 1984, Giovanni Paolo II lo proclama Beato. A un secolo e mezzo dalla scomparsa, proprio quei luoghi tornano al centro del racconto.

Organalia apre le celebrazioni nella chiesa di San Pietro in Vincoli

Il percorso per il 150° anniversario ha preso il via con la musica. Sabato 19 settembre, nella chiesa parrocchiale di San Pietro in Vincoli, Organalia ha aperto il programma con il Coro Eufoné, diretto da Alessandro Ruo Rui, accompagnato da Gianfranco Luca all’organo Giuseppe Mola del 1894.

Non soltanto un concerto, quindi, ma l'inizio di un itinerario che accompagnerà Lanzo verso la data simbolo del 30 settembre.

“Federico Albert ci parla ancora”: la storia incontra il presente

Il secondo appuntamento porta già nel titolo il senso dell’intero anniversario.

Oggi, venerdì 25 settembre alle 20.45, la Cappella di San Giuseppe (via Cottolengo a Coste), ospita “Federico Albert ci parla ancora”, conferenza affidata a Pierfortunato Raimondo.

La scelta del luogo non è casuale: è proprio la cappella alla quale è legato l’incidente che condusse alla morte del Beato.

L’incontro proverà così a spostare lo sguardo dalla semplice ricostruzione storica alla domanda che accompagna le celebrazioni: che cosa può raccontare oggi Federico Albert a una comunità profondamente diversa da quella dell’Ottocento?

Sabato 26 settembre, Lanzo entra nel cuore delle celebrazioni

Il programma diventa particolarmente intenso domani, sabato 26 settembre, con un pomeriggio che unisce informazione, scuola, riflessione, fede e convivialità.

Alle 16, nella Scuola Media Federico Albert (via San Giovanni Bosco 47), sarà inaugurata la mostra “Torino ieri, oggi e domani”, dedicata ai 150 anni dalla fondazione del giornale diocesano La Voce e Il Tempo.

Alle 16.30 sarà invece il momento della tavola rotonda dedicata all’attualità del Beato Federico Albert e dei santi torinesi. Interverranno Alberto Riccadonna, direttore de La Voce e Il Tempo; Stefano Capello, delegato diocesano per gli insegnanti di religione cattolica e referente della pastorale scolastica; e suor Carmela Busia, responsabile della pastorale giovanile.

Un confronto che guarda ancora una volta oltre la commemorazione, mettendo al centro ciò che di quelle esperienze può parlare al presente.

Il cardinale Roberto Repole celebra la Messa

Alle 18, la comunità si sposterà nella parrocchia di San Pietro in Vincoli. Qui sarà celebrata la santa messa presieduta dal cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, alla presenza delle autorità religiose, civili e militari, delle associazioni e delle Abbadie.

Sarà uno dei momenti centrali delle celebrazioni, in una chiesa che conserva una parte importante della memoria religiosa della città.

La giornata continuerà alle 20 con un momento conviviale che coinvolgerà direttamente il mondo della scuola.

Gli allievi e i docenti dell’IIS Federico Albert – indirizzo Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera prepareranno infatti la cena ospitata nei locali della scuola media di via San Giovanni Bosco 47.

Per informazioni e prenotazioni sono disponibili i numeri 340 8399882 e 339 7953240.

Il 30 settembre, 150 anni esatti dalla morte

Poi arriverà il giorno della memoria. 

Mercoledì 30 settembre, esattamente 150 anni dopo la morte di Federico Albert, Lanzo tornerà a riunirsi nella chiesa di San Pietro in Vincoli.

Alle 11 sarà celebrata l’Eucaristia nel 150° anniversario della scomparsa e a 42 anni dalla beatificazione.

È il momento simbolicamente più forte dell’intero programma: stessa città, stessa comunità e un secolo e mezzo di storia a separare il presente da quel 30 settembre 1876.

La musica chiude il viaggio nel ricordo

Come era iniziato, il percorso si concluderà con la musica.

Sabato 10 ottobre alle 21, San Pietro in Vincoli ospiterà il concerto conclusivo di Organalia, con il mezzosoprano Rossella Giacchero e l’organista Davide Benetti.

Sarà l’ultimo appuntamento pubblico di un calendario costruito non soltanto per ricordare una figura religiosa, ma per riportare alla luce il rapporto tra un uomo e la comunità alla quale decise di dedicare una parte fondamentale della propria esistenza.

Federico Albert raccontato anche alle nuove generazioni

Il programma non si esaurisce negli appuntamenti aperti al pubblico.

Sono previsti anche incontri rivolti agli studenti dell’Istituto Albert, dedicati alla sua storia e, soprattutto, all’attualità del messaggio lasciato alle generazioni successive.

È forse qui che il 150° anniversario trova uno dei suoi significati più profondi.

Perché Federico Albert, a Lanzo, non è soltanto un nome appartenente all’Ottocento. È il protagonista di una storia fatta di scuole, assistenza, attenzione agli ultimi, educazione e responsabilità verso la comunità.

Centocinquant’anni dopo quel 30 settembre 1876, Lanzo torna sulle sue tracce. Non soltanto per ricordare ciò che Federico Albert fece, ma per interrogarsi su ciò che della sua eredità continua ancora oggi a vivere nella città.

Image

Non Solo Contro

Il giornale è a cura dell'Associazione Culturale onlus NonSoloContro.
Registrazione n. 2949 del 31/01/2019 rilasciata dal Tribunale di Torino
Direttore responsabile: Nadia Bergamini

Area riservata