Il treno che ha riportato Lanzo indietro di 150 anni: migliaia di persone per rivivere la storia della ferrovia

Il ritorno del treno storico richiama migliaia di visitatori per celebrare il secolo e mezzo della ferrovia

C'è stato un momento, domenica mattina, 26 luglio, in cui il tempo ha smesso di scorrere. Sul binario della stazione di Lanzo, tra il suono della banda musicale e gli occhi rivolti verso i binari, centocinquant'anni di storia si sono annullati in pochi istanti. Non è stato soltanto l'arrivo di un treno storico: è stato il ritorno simbolico di quel convoglio che, nel XIX secolo, cambiò per sempre il destino delle Valli di Lanzo.

Famiglie, appassionati di ferrovie, turisti e tanti cittadini hanno affollato fin dalle prime ore del mattino il centro storico. C'è stato chi stringeva in mano il cellulare pronto a immortalare l'arrivo del convoglio, chi ricordava i racconti dei nonni e chi, semplicemente, non voleva perdere l'occasione di assistere a un pezzo di storia che tornava a vivere.

Il giorno in cui la storia è tornata sui binari

Quando il locomotore elettrico è entrato lentamente nella stazione, accolto dalla Banda Musicale di Lanzo, un lungo applauso ha accompagnato uno dei momenti più emozionanti dell'intera giornata. Da lì è iniziato un viaggio nel tempo che ha trasformato la città in un grande palcoscenico della memoria.

A bordo del treno sono saliti anche i figuranti della Filodrammatica "Il Ribaltino" e del Comitato Ponte del Diavolo, protagonisti della rievocazione dell'inaugurazione della ferrovia avvenuta nel 1876.

Tra gli abiti d'epoca hanno ripreso vita personaggi che segnarono quel giorno storico: il presidente del Consiglio Agostino Depretis, i ministri Giovanni Nicotera e Giuseppe Zanardelli, don Giovanni Bosco e il teologo don Federico Albert, parroco di Lanzo, che allora benedisse la locomotiva inaugurale.

Vottero: «La ferrovia ha cambiato il destino delle Valli»

La rievocazione ha lasciato spazio agli interventi istituzionali. Il sindaco Fabrizio Vottero ha ricordato il valore di una linea ferroviaria che non rappresentò soltanto un primato ingegneristico per l'epoca, ma divenne il motore dello sviluppo economico e sociale delle Valli.

«Per noi essere qui oggi significa tornare indietro di centocinquant'anni e rivivere un momento che ha cambiato la storia del nostro territorio», ha dichiarato il primo cittadino.

Accanto al vicesindaco Fabrizio Casassa, agli assessori Tina Assalto, Paolo Gisolo ed Erika Zanellato e al consigliere Cesare Lamberto, Vottero ha sottolineato come la Torino-Lanzo-Ceres abbia consentito per decenni a generazioni di studenti di raggiungere le scuole cittadine, contribuendo in maniera decisiva alla crescita delle comunità locali.

Una città trasformata in un museo a cielo aperto

Per l'intera giornata Lanzo si è trasformata in un autentico museo a cielo aperto. Migliaia di visitatori hanno potuto visitare la mostra "150 anni dopo", l'esposizione dell'Osservatorio Torino-Ceres, partecipare alle visite guidate della stazione organizzate con il Gruppo Storico Ferrovie del Piemonte 1866, passeggiare tra gli stand del mercatino "Le Stazioni dell'Eccellenza" promosso da GAL e CNA, assistere agli spettacoli del Gruppo Folk Corale Rododendro e visitare, grazie alle aperture straordinarie, il Museo Etnografico, il Museo dell'Arte Tessile Lanzese e il Museo dell'Alpinismo.

"La Pita", il gioiello ferroviario che continua ad affascinare

Tra le protagoniste assolute della manifestazione c'è stata la storica elettromotrice FTC16, conosciuta da tutti come "La Pita". Nonostante i suoi 102 anni, il convoglio si è presentato in perfette condizioni, attirando centinaia di curiosi desiderosi di salire a bordo, osservare gli interni originali e fotografare quello che oggi rappresenta l'unico esemplare superstite delle due automotrici costruite nel 1924 dal TIBB di Milano e dalle Officine Moncenisio di Condove per la linea Torino-Ceres.

Grazie alla collaborazione con il Gruppo Storico Ferrovie GTT, "La Pita" rimarrà esposta nel piazzale della stazione anche nei prossimi due fine settimana, offrendo a residenti e turisti un'ulteriore occasione per ammirare un autentico simbolo della storia ferroviaria piemontese.

Migliaia di visitatori per celebrare la Torino-Lanzo-Ceres

Le celebrazioni hanno visto anche la partecipazione della Regione Piemonte, rappresentata dall'assessore al Patrimonio Gian Luca Vignale e dalla consigliera regionale Paola Antonetto.

Vignale ha evidenziato come la Torino-Lanzo-Ceres costituisca un patrimonio storico e culturale dell'intero Piemonte e come il successo dell'iniziativa, con quasi 300 passeggeri a bordo del treno storico e migliaia di visitatori arrivati a Lanzo, dimostri il valore della tutela e della valorizzazione del patrimonio pubblico.

Associazioni e volontari, il motore della grande festa

Dietro la riuscita della manifestazione c'è stato il lavoro di decine di associazioni e volontari. Dal Comitato Ponte del Diavolo alla Filodrammatica Il Ribaltino, dalla Pro Loco alla Banda Musicale, dal Gruppo Folk Corale Rododendro ai volontari della San Vincenzo, della Fondazione FARO, della Protezione Civile, dei Cadetti dei Vigili del Fuoco, passando per il personale comunale, la Polizia Locale e tutti coloro che hanno contribuito all'organizzazione e all'accoglienza del pubblico.

Un ringraziamento speciale è stato rivolto dal sindaco anche ad Andrea Trovato, che ha curato l'intero percorso di comunicazione delle celebrazioni, accompagnandole dalla presentazione fino al racconto della giornata conclusiva.

Una storia che continua a viaggiare nel futuro

La festa per i 150 anni della ferrovia non è stata soltanto una commemorazione. È stata la dimostrazione che una linea ferroviaria può diventare parte dell'identità di un territorio, unire generazioni diverse e continuare a suscitare emozioni dopo un secolo e mezzo.

E forse il significato più autentico della giornata è racchiuso proprio nelle parole finali del sindaco Vottero: se, a distanza di centocinquant'anni, migliaia di persone hanno scelto di ritrovarsi per accogliere ancora quel treno, significa che quella storia non è rimasta chiusa nei libri.

Continua a viaggiare sui binari della memoria collettiva e appartiene ancora oggi a tutta la comunità.

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