La città rende omaggio a tre protagonisti della Liberazione nelle Valli di Lanzo. Alla cerimonia familiari, Anpi e centro “Nicola Grosa”
Due strade, tre nomi e una storia che torna a incontrare la vita quotidiana della città. Lanzo ha dedicato due vie a Natale Rolando, Mario Foieri ed Erasmo Pieri, protagonisti della Resistenza nelle Valli: i primi due nelle formazioni partigiane, il terzo attraverso un impegno medico che accompagnò la lotta di Liberazione e proseguì nel dopoguerra.
Le intitolazioni sono state celebrate sabato 3 ottobre, nel corso di una mattinata organizzata con il centro di documentazione di storia contemporanea e della Resistenza nelle Valli di Lanzo “Nicola Grosa” e la sezione Anpi di Lanzo. Accanto alle istituzioni e alle associazioni c’erano cittadini, figli e nipoti dei tre uomini ricordati.
Due strade per ricordare la Liberazione
Il viale che collega via Vittime dei Lager Nazisti a via Tesso porta ora i nomi di Natale Rolando e Mario Foieri. Al dottor Erasmo Pieri è stata invece dedicata la strada tra via Monte Angiolino e Regione Cates.
Una scelta che inserisce le loro vicende nella geografia cittadina e affida alle nuove targhe una funzione precisa: suscitare domande, far conoscere le persone dietro i nomi e avvicinare anche i più giovani alla storia della Resistenza.
«Questi uomini hanno affrontato decisioni difficili e forti in un periodo particolarmente complesso», ha sottolineato il sindaco Fabrizio Vottero, ricordando come tutti e tre abbiano messo capacità, tempo e competenze al servizio degli altri, rischiando la propria incolumità.
«È un messaggio che vorrei arrivasse soprattutto ai ragazzi: ciascuno di noi possiede talenti e conoscenze, e una parte del loro valore sta nel saperli mettere al servizio degli altri».
Le testimonianze dei familiari al Teatro Don Flecchia
La cerimonia si è aperta al Teatro Don Flecchia, dove il racconto storico ha incontrato la memoria delle famiglie. A intervenire sono stati Anna, figlia di Mario Foieri; Massimo Rolando, nipote di Natale; e il dottor Francesco Pieri, figlio di Erasmo.
Le loro testimonianze hanno restituito una dimensione personale ai protagonisti della giornata, attraverso ricordi e vicende tramandati tra generazioni.
La presidente del centro “Nicola Grosa”, Anna Nepote, ha spiegato che la proposta delle intitolazioni è maturata durante le celebrazioni dell’80° anniversario della Liberazione. L’intento è ricordare, attraverso queste tre figure, anche gli altri combattenti e quella parte della popolazione che rese possibile la Resistenza.
«Un nome, però, rende la memoria più concreta: può suscitare interesse, far partire una ricerca e, dalla vicenda di un uomo, portare alla conoscenza di un intero periodo», ha osservato Nepote.
Chi erano Natale Rolando, Mario Foieri ed Erasmo Pieri
A ripercorrere i tre profili è stato Alessandro Finotti, componente del comitato scientifico del centro Grosa, in rappresentanza di Istoreto.
Natale Rolando, conosciuto come “Rolandino”, fu comandante della XIX Brigata Garibaldi “Eusebio Giambone” e successivamente della 103ª Brigata Nannetti. La sua abitazione, la “Cà d’Rolandin”, divenne uno dei primi centri operativi della zona.
Mario Foieri aderì alle forze di Liberazione nel 1943. Guidò il distaccamento di bassa valle e assunse poi incarichi di comando nella XIX Brigata e nella 1ª Divisione “Leo Lanfranco”.
Erasmo Pieri, medico civile e militare, fece parte della XX Brigata Garibaldi e fu capo del servizio sanitario nelle Valli di Lanzo dall’ottobre 1944 al giugno 1945. Conclusa la guerra, continuò a esercitare sul territorio, lavorando a lungo anche all’ospedale Mauriziano.
La memoria della Resistenza nei luoghi della città
Le nuove intitolazioni si aggiungono ai richiami alla Liberazione e alla storia del Novecento già presenti a Lanzo: via della Libertà, viale Vittime dei Lager Nazisti, via Perucca, la palestra Sandro Pertini e la pietra d’inciampo.
Per Finotti, dedicare una strada significa compiere una scelta capace di interrogare il presente. «La memoria non può essere un cassetto da aprire soltanto durante le cerimonie, ma deve restare qualcosa di vivo, capace di interrogare il presente e parlare alla cittadinanza».
Un obiettivo ribadito dal sindaco, che ha ringraziato il centro Grosa, l’Anpi, le associazioni e i familiari: «Da oggi chi passerà lungo queste strade potrà leggere quei nomi e magari domandarsi chi fossero Natale Rolando, Mario Foieri ed Erasmo Pieri».
È a quella domanda che le nuove targhe affidano il futuro della memoria: riportare la storia della Liberazione nei percorsi quotidiani di Lanzo.