Da Pianezza un appello contro la criminalità organizzata: istituzioni, imprese e cittadini chiamati a rafforzare legalità, trasparenza e anticorpi democratici
“Le mafie cambiano ma non muoiono. È un problema da cui si può guarire?” È con questo interrogativo cruciale che sabato 11 aprile, presso il Cinema Lumiere, si è svolta una tavola rotonda di altissimo profilo istituzionale, organizzata dal Comune di Pianezza. Un incontro che non è stato solo una lezione di legalità, ma un profondo momento di autocritica collettiva e di analisi sul legame tra politica e territorio.
Il dibattito, moderato dal giornalista Martino Villosio, ha visto alternarsi voci della magistratura, del mondo accademico e delle forze dell’ordine. Al centro, la necessità di superare il “ritardo culturale” che per decenni ha colpito il Nord.
Mafia al Nord: il radicamento nel tessuto economico
Roberto Sparagna e Davide Corazzini hanno tracciato un quadro netto: la mafia al Nord non è un “corpo estraneo” arrivato per caso, ma un sistema che ha saputo radicarsi grazie alla sottovalutazione. Si pensava erroneamente che bastasse spostare un boss lontano dal Sud per neutralizzarlo; al contrario, quelle radici hanno trovato terreno fertile proprio nella nostra economia.
Rocco Sciarrone, ordinario dell’Università di Torino, ha sottolineato come la ’ndrangheta non cerchi solo il profitto, ma il consenso. Attraverso la struttura delle “locali” – un tempo incomprese persino dai magistrati – l'organizzazione si è insinuata nelle pieghe della politica e dell'imprenditoria piemontese.
Inchiesta Minotauro e il trauma per il territorio
Villosio ha poi ricordato come l’Inchiesta Minotauro, di cui ricorrono i quindici anni, abbia rappresentato un vero trauma per il territorio: «Ha squarciato un velo, costringendo l’opinione pubblica a fare i conti con amministrazioni locali condizionate e una rete di coperture insospettabili».
La riflessione si è spinta oltre la cronaca giudiziaria, toccando il cuore del rapporto tra politico e cittadino. In un contesto dove la politica vive di consensi, è altissima la tentazione di rispondere ai problemi con “soluzioni facili”.
Tuttavia, quando il politico trasforma un diritto in una “cortesia” personale, si innesca un meccanismo pericoloso. Il cittadino smette di essere titolare di un diritto e diventa beneficiario di un regalo, alimentando quel debito di gratitudine che è la base del voto di scambio. È in questo “vortice vizioso” che le mafie trovano spazio, offrendo pacchetti di voti in cambio di infiltrazioni future.
Il cambiamento parte dal basso: patto tra politica e cittadini
La “guarigione” invocata dal titolo della conferenza non può passare solo dalle aule di tribunale. Il vero e primo cambiamento deve partire dal basso, dalla cittadinanza stessa. Oltre alla necessaria consapevolezza culturale, emerge l'urgenza di creare una rete solida: un patto di onestà tra politica e cittadino.
Questo impegno deve partire soprattutto dai comuni più piccoli, contesti in cui la relazione con le amministrazioni è più immediata e personale. È proprio in questa vicinanza che va ricostruita la fiducia, trasformando la relazione elettorale da uno scambio di favori a un’alleanza per il bene comune.
La guarigione definitiva avverrà quando il cittadino smetterà di cercare la “scorciatoia”, preferendo un'amministrazione che garantisce diritti uguali per tutti anziché privilegi per pochi, e lo Stato dovrà diventare un “erogatore di diritti”; semplificare e garantire la massima trasparenza nelle pratiche burocratiche. Essere al fianco del cittadino, presente con spazi e servizi. Solo così il cittadino si sentirà protetto dalla legge e non dovrà cercare protezione altrove.
«Questa è stata un'occasione di grande valore civico e culturale – ha dichiarato il sindaco di Pianezza Antonio Castello – che abbiamo voluto organizzare per informare, sensibilizzare e coinvolgere i nostri cittadini su un tema che riguarda la società contemporanea».
All'evento hanno partecipato gli assessori Luigi Piccolo, Francesco Tauriello, Lucianella Presta, Riccardo Gentile, il Consigliere Regionale Mario Salvatore Castello e i Consiglieri Comunali Patrizia Pensato e Giancarlo Ricciardi.
Un ringraziamento particolare per il contributo organizzativo è andato al Colonnello Giorgio De Donno e al sostituto Commissario Antonio Mennuti.