Dal 16 al 18 ottobre oltre cento espositori nel parco del Castello, a Caravino. Al centro della manifestazione i colori della stagione, il lavoro dei vivaisti e la cura del verde
Per tre giorni il parco del Castello di Masino è diventato un luogo d’incontro per appassionati di giardinaggio, vivaisti e operatori del settore.
Dal 16 al 18 ottobre, l’edizione autunnale della Tre Giorni per il Giardino ha riunito a Caravino, nel Canavese, oltre cento espositori provenienti da tutta Italia e alcuni dall’estero, attorno a un tema che ha accompagnato il percorso tra gli stand: "Il Potere delle Piante: forme, colori, profumi e sapori del giardino d’autunno".
Tra gli stand, i colori e i sapori dell’autunno
Nel grande prato collegato al parco, i gazebo hanno offerto un susseguirsi di piante da fiore, arbusti, aromatiche, rose e aceri.
A raccontare la stagione sono stati soprattutto i crisantemi, i frutti e gli ortaggi, accanto alle proposte per la concimazione e la cura delle piante. Una varietà che ha dato spazio tanto alla ricerca di nuovi esemplari quanto al confronto con chi li coltiva.
Proprio il lavoro dei vivaisti è stato uno degli elementi centrali della manifestazione. Dietro alcuni stand c’erano famiglie arrivate alla seconda o alla terza generazione: storie di competenze tramandate e di un’attività quotidiana che deve fare i conti con siccità, sbalzi climatici e infestanti.
La mostra è stata così anche un’occasione per raccogliere consigli e conoscere più da vicino le difficoltà di un mestiere che richiede continuità, pazienza e passione.
Cura del verde e attenzione alla Popillia japonica
In questo contesto si è inserito lo stand della Regione Piemonte dedicato alla Popillia japonica, con informazioni sui danni provocati dall’insetto e sulle pratiche per tentare di contenerne la diffusione.
Un tema concreto per chi si prende cura di un giardino o di un frutteto, che ha affiancato alla dimensione espositiva quella della divulgazione.
Tra le proposte hanno trovato posto anche gli arredi e gli oggetti per gli spazi esterni: lanterne, cesti, lampade, decorazioni in legno e metallo. Elementi capaci di trasformare giardini e terrazzi in un proseguimento della casa, con un’attenzione particolare alla tradizione e al recupero del gusto del passato.
Il Castello di Masino, cornice della manifestazione
A fare da cornice è stato il complesso del Castello di Masino, bene del FAI, che da un’altura della Serra di Ivrea domina la pianura del Canavese.
Legato per oltre nove secoli alla famiglia Valperga, il castello conserva saloni affrescati, appartamenti e una biblioteca di oltre 25mila volumi. Il suo parco, articolato tra giardini formali e paesaggio romantico all’inglese, ha dato alla manifestazione un’ambientazione strettamente legata ai suoi contenuti.
La Tre Giorni per il Giardino affonda le radici nel maggio del 1992, quando la prima edizione, nata da un’idea di Marella Agnelli e Paolo Pejrone, riunì meno di trenta espositori.
Il modello era quello delle giornate delle piante di Courson, in Francia: mettere al centro la qualità delle coltivazioni e l’incontro diretto tra produttori e pubblico.
Da allora, l’appuntamento di Masino ha costruito la propria identità anche attraverso le persone che lo hanno frequentato e animato. Tra queste, Bianca Micheletta e Maria Luisa Sotti, ricordate per il loro impegno nella scrittura e nella divulgazione e per la capacità di trasmettere conoscenze e passione.
Anche nell’edizione appena conclusa, tra colori autunnali e conversazioni ai banchi dei vivaisti, è emerso questo tratto della manifestazione: un luogo in cui le piante diventano occasione di incontro, scambio di esperienze e scoperta.