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Alpini di Bosconero, cinquant’anni di storia: festa e memoria per le penne nere

Oltre 50 gagliardetti per l’anniversario del gruppo fondato nel 1976. Il capogruppo guarda al futuro: coinvolgere i giovani per dare continuità all’impegno degli alpini

Cinquant’anni di storia, un paese in festa e una domanda che guarda al domani: come trasmettere alle nuove generazioni i valori e l’impegno delle penne nere. Il Gruppo Alpini di Bosconero ha celebrato domenica 18 ottobre il suo 50° anniversario di fondazione, riunendo alpini, rappresentanti dell’ANA e amministratori in una mattinata scandita dalla memoria e dal senso di appartenenza alla comunità.

A rendere omaggio al gruppo guidato da Alessandro Savio sono arrivati oltre cinquanta gagliardetti, mentre la Fanfara Montenero della sezione ANA di Torino ha accompagnato i diversi momenti della manifestazione.

La sfilata e l’omaggio agli alpini scomparsi

La giornata è cominciata con il ritrovo nella sede del gruppo, seguito dall’alzabandiera e dall’ingresso del vessillo sezionale, scortato dal presidente dell’ANA Torino Alessandro Trovant e dal consiglio sezionale.

Il corteo ha quindi attraversato le vie del paese per raggiungere i luoghi simbolo della storia alpina bosconerese. Al cimitero è stata deposta una corona, mentre una delegazione ha portato un omaggio floreale ai capigruppo e alle madrine scomparsi.

Un ricordo che ha accompagnato tutta la celebrazione, legando il traguardo dei cinquant’anni alle persone che hanno costruito e sostenuto il gruppo nel corso del tempo.

La manifestazione è proseguita con la messa celebrata dal parroco don Alberto Carlevato. Prima dell’uscita dalla chiesa, Savio ha letto la Preghiera dell’Alpino, sulle note di “Signore delle cime”. Il successivo ritorno in sede, con la deposizione della corona al monumento ai Caduti, ha aperto il momento degli interventi ufficiali.

Savio: il futuro del gruppo passa dalle nuove generazioni

Nel suo discorso, Alessandro Savio è ripartito dalle origini del sodalizio, nato nell’ottobre del 1976 per volontà di alcuni alpini già iscritti ai gruppi dei paesi vicini.

A quei fondatori il capogruppo ha rivolto un ringraziamento per aver lasciato un insegnamento che continua a orientare l’attività delle penne nere: essere alpini significa proseguire anche dopo il congedo un impegno di lavoro, solidarietà e disponibilità verso gli altri, soprattutto nei momenti difficili.

Accanto all’orgoglio per la ricorrenza, Savio ha posto il tema del ricambio generazionale. La progressiva diminuzione delle nuove adesioni, ha osservato, incide sulla forza operativa dei gruppi e impone un lavoro sempre più attento di coinvolgimento dei giovani.

«Il futuro associativo dipenderà dalla capacità di accogliere le nuove generazioni permettendo loro di diventare i protagonisti del domani», ha sottolineato.

Un passaggio del suo intervento è stato dedicato ai soci scomparsi, con un pensiero particolare per i capigruppo Ezio Merlo e Mario Grandi e per le madrine Osvalda Giovannini Merlo e Ausilia Boffa.

Savio ha poi ringraziato la sezione di Torino, il presidente Trovant, il consiglio sezionale e il vicepresidente vicario Filippo Giovannini, alpino bosconerese, per l’impegno nell’associazione e la vicinanza al gruppo. Un riconoscimento è andato anche all’amministrazione comunale per il sostegno alle attività.

Il grazie della sindaca Paola Forneris

A portare il saluto del Comune è stata la sindaca Paola Forneris, che ha ricordato il percorso iniziato il 31 ottobre 1976 e il contributo offerto dagli alpini al territorio in questi cinquant’anni.

Nel suo intervento, la prima cittadina ha richiamato il significato del cappello con la penna nera: un simbolo che porta con sé una storia di fatica, responsabilità e servizio, resa concreta dai gesti quotidiani.

«Un grazie a tutti voi per quello che fate per il nostro territorio», ha detto Forneris, estendendo il riconoscimento a quanti hanno contribuito alla vita del gruppo dalla fondazione a oggi.

A Filippo Giovannini l’intervento conclusivo

Durante la cerimonia, Alessandro Trovant ha consegnato all’amministrazione comunale il volume “La cunta d’la Veja”. Il presidente sezionale ha poi riservato un omaggio a Filippo Giovannini, affidandogli l’orazione finale nella sua Bosconero.

Con l’uscita del vessillo sezionale si è conclusa la celebrazione ufficiale del cinquantenario: un anniversario che ha riunito il ricordo dei fondatori, il riconoscimento per il servizio svolto e l’impegno a dare continuità alla presenza delle penne nere nella comunità.

 

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