Bevanda al mirtillo senza zuccheri aggiunti: cosa contiene davvero e come leggere l'etichetta

Bevanda al mirtillo senza zuccheri aggiunti: cosa contiene davvero e come leggere l'etichetta

Tra succhi da concentrato, zuccheri naturalmente presenti e percentuale reale di mirtillo, ecco cosa controllare davvero in etichetta

Tra gli scaffali del supermercato è facile imbattersi in bevande al mirtillo presentate con richiami al naturale, al biologico e, soprattutto, con la dicitura “senza zuccheri aggiunti”.

Una combinazione che può indurre il consumatore ad associare immediatamente il prodotto a una bevanda povera di zuccheri. Ma è davvero così?

La risposta richiede qualche distinzione importante.

“Senza zuccheri aggiunti” non significa “senza zuccheri”

Il primo errore da evitare è considerare le due espressioni equivalenti.

Secondo la normativa europea, l'indicazione “senza zuccheri aggiunti” può essere utilizzata quando al prodotto non sono stati aggiunti monosaccaridi o disaccaridi oppure altri alimenti utilizzati per le loro proprietà dolcificanti. Quando gli zuccheri sono naturalmente presenti, l'etichetta deve riportare anche l'indicazione prevista dalla normativa.

Quindi un prodotto può essere “senza zuccheri aggiunti” e contenere comunque una quantità significativa di zuccheri.

Per sapere quanti ce ne sono realmente bisogna guardare la tabella nutrizionale, alla voce “carboidrati, di cui zuccheri”, espressa generalmente per 100 ml.

Succo di mela da concentrato: è zucchero aggiunto?

Qui occorre correggere una convinzione piuttosto diffusa.

Affermare che il succo di mela da concentrato sia semplicemente “zucchero aggiunto” non è tecnicamente corretto.

Il succo da concentrato viene prodotto concentrando il succo e successivamente ricostituendolo secondo le modalità previste dalla normativa. Non può quindi essere equiparato automaticamente all'aggiunta di zucchero da tavola, sciroppo di glucosio o fruttosio.

Di conseguenza, se una bevanda contiene, per esempio:

  • 40% succo di mela da concentrato;
  • 15% succo di mirtillo da concentrato;
  • 25% purea di mirtillo;
  • acqua per la parte restante,

non possiamo concludere che il 55% della bottiglia sia composto da zuccheri.

Quel 55% rappresenta la percentuale degli ingredienti costituiti da succhi da concentrato, non la quantità di zuccheri contenuta nella bevanda.

È una differenza sostanziale.

Il vero punto critico: gli “zuccheri liberi”

Questo, però, non significa che dal punto di vista nutrizionale la questione degli zuccheri scompaia.

L'OMS considera infatti zuccheri liberi non soltanto quelli aggiunti dal produttore o dal consumatore, ma anche gli zuccheri naturalmente presenti nei succhi di frutta e nei concentrati di succhi di frutta.

È quindi possibile avere contemporaneamente due affermazioni vere:

il prodotto può essere legalmente “senza zuccheri aggiunti”, ma contenere comunque zuccheri liberi in quantità da tenere in considerazione nella dieta.

L'OMS raccomanda di mantenere l'assunzione degli zuccheri liberi al di sotto del 10% dell'apporto energetico giornaliero, indicando ulteriori possibili benefici sotto il 5%.

E la stessa OMS ricorda che anche i succhi di frutta senza zuccheri aggiunti possono contenere quantità significative di zuccheri liberi e che il loro consumo dovrebbe quindi essere limitato.

Mirtillo in etichetta: attenzione alla composizione reale

C'è poi un secondo aspetto interessante per il consumatore.

Una bevanda può richiamare fortemente il mirtillo nella denominazione o nella confezione, mentre la sua composizione comprende anche quantità importanti di altri frutti, spesso mela o uva.

Questo non rende automaticamente il prodotto scorretto o poco salutare, ma rende fondamentale leggere l'elenco degli ingredienti anziché fermarsi all'immagine frontale della confezione.

Se, per esempio, il succo di mela rappresenta il 40% e la purea di mirtillo il 25%, è utile saperlo prima dell'acquisto.

Anche l'ordine degli ingredienti fornisce un'informazione importante: gli ingredienti sono normalmente indicati in ordine decrescente di peso.

Il mirtillo fa bene, ma la bevanda non equivale al frutto intero

Altro luogo comune da ridimensionare riguarda le proprietà del mirtillo.

I mirtilli sono certamente alimenti interessanti dal punto di vista nutrizionale e contengono, tra l'altro, composti polifenolici. Ma questo non significa che qualsiasi bevanda contenente mirtillo possieda automaticamente le stesse caratteristiche nutrizionali del frutto intero.

Il frutto intero conserva infatti la propria matrice alimentare e le fibre in misura diversa rispetto a un succo.

Le indicazioni dell'OMS privilegiano infatti frutta e verdura nell'ambito di una dieta equilibrata e sottolineano che, sebbene il succo possa essere consumato, molte varietà contengono quantità significative di zuccheri liberi anche quando non sono stati aggiunti zuccheri.

Quindi la scritta “senza zuccheri aggiunti” è ingannevole?

Non necessariamente. Definirla a priori “ingannevole” o “scorretta” sarebbe un'affermazione eccessiva.

La normativa europea stabilisce condizioni precise per utilizzare il claim “senza zuccheri aggiunti”. Nel caso specifico dei nettari di frutta, la disciplina europea prevede espressamente che il claim possa essere utilizzato soltanto in assenza di mono o disaccaridi aggiunti o di altri alimenti impiegati per le loro proprietà dolcificanti, prevedendo inoltre l'indicazione relativa agli zuccheri naturalmente presenti.

La questione più interessante è dunque un'altra: come viene interpretata quella frase dal consumatore?

“Senza zuccheri aggiunti” può essere facilmente letto, nella fretta della spesa, come sinonimo di “con pochi zuccheri” o addirittura “senza zucchero”.

Ma non significa questo.

Come scegliere una bevanda al mirtillo

Più che lasciarsi convincere da una singola frase sulla parte frontale della confezione, conviene controllare quattro informazioni:

1. La denominazione dell'alimento
Succo, nettare e bevanda a base di frutta non sono necessariamente la stessa cosa.

2. L'elenco degli ingredienti
Permette di capire quali frutti sono realmente presenti e in quali proporzioni, quando indicate.

3. Gli zuccheri per 100 ml
È il dato più utile per confrontare prodotti diversi.

4. La percentuale effettiva di mirtillo
Una confezione dominata graficamente dai mirtilli non implica necessariamente che siano l'ingrediente principale.

In conclusione

La vecchia equazione “55% di succo da concentrato = 55% di zuccheri aggiunti” è sbagliata e va corretta.

Ma rimane valido un messaggio importante per il consumatore: “senza zuccheri aggiunti” non significa “senza zuccheri” e nemmeno necessariamente “povero di zuccheri”.

La distinzione più utile nel 2026 è quella tra zuccheri aggiunti e zuccheri liberi. I primi possono essere assenti, consentendo – quando sono rispettate tutte le condizioni previste dalla legge – l'utilizzo del relativo claim; i secondi possono invece essere presenti in quantità significative attraverso succhi e concentrati di frutta. L'OMS raccomanda infatti di limitarne il consumo.

Per questo, davanti a una bevanda al mirtillo, la parte più interessante dell'etichetta non è necessariamente quella scritta a caratteri più grandi: sono l'elenco degli ingredienti e la tabella nutrizionale a raccontarci davvero cosa stiamo bevendo.

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