Disidrosi. Quando mani e piedi si riempiono di piccole vescicole pruriginose e fastidiose. Accade in primavera e estate

Disidrosi. Quando mani e piedi si riempiono di piccole vescicole pruriginose e fastidiose. Accade in primavera e estate

Dalle vescicole pruriginose ai possibili fattori scatenanti, come riconoscere l’eczema disidrosico, quali sono le cure e i consigli per prevenirlo

La disidrosi, conosciuta anche come eczema disidrosico palmoplantare o pompholix, è una malattia infiammatoria della pelle, non contagiosa, caratterizzata dalla comparsa di piccole vescicole pruriginose soprattutto sulle mani e sui piedi.

Le manifestazioni tendono generalmente a regredire nell’arco di alcune settimane, ma in alcuni soggetti possono ripresentarsi periodicamente.

Si tratta di un disturbo cutaneo che può avere un impatto significativo sulla qualità della vita, soprattutto quando prurito, irritazione e lesioni interessano le mani e rendono più difficili le normali attività quotidiane.

Disidrosi: chi colpisce e quando compare

La disidrosi può interessare sia uomini sia donne ed è osservata soprattutto nella fascia di età compresa tra i 20 e i 40 anni.

Gli episodi possono manifestarsi con maggiore frequenza durante la primavera e l’estate, nei periodi caratterizzati da maggiore stress oppure in seguito al contatto con sostanze irritanti.

La comparsa delle vescicole può essere improvvisa e il prurito rappresenta uno dei sintomi più caratteristici.

Quali sono i sintomi della disidrosi?

Il segno più tipico è rappresentato dalla comparsa di piccole vescicole, spesso intensamente pruriginose, localizzate prevalentemente sulle mani, sulle dita e sui piedi.

Le lesioni possono persistere per alcune settimane e successivamente regredire. Nei casi più importanti l'infiammazione può provocare notevole fastidio e interferire con le attività quotidiane.

È importante ricordare che la disidrosi non è contagiosa e quindi non può essere trasmessa attraverso il contatto con un'altra persona.

Come viene diagnosticato l’eczema disidrosico

La diagnosi della disidrosi è generalmente clinica e può essere effettuata dal medico di famiglia o dal dermatologo attraverso l'osservazione delle caratteristiche delle lesioni e una visita ambulatoriale.

Nella maggior parte dei casi non sono necessari esami strumentali o di laboratorio specifici per confermare la diagnosi.

In presenza di manifestazioni atipiche o persistenti, tuttavia, sarà il medico a valutare l'opportunità di ulteriori approfondimenti per escludere altre patologie dermatologiche.

Come si cura la disidrosi?

Il trattamento dipende dalla gravità e dall'estensione delle manifestazioni cutanee.

Nelle forme più importanti il medico può indicare l'utilizzo, per periodi limitati, di corticosteroidi topici, utili per contrastare l'infiammazione e ridurre il prurito.

Quando il prurito è particolarmente persistente, può essere valutato anche il ricorso a farmaci antistaminici per via orale.

In determinate situazioni e sempre sotto controllo medico, tra le ulteriori possibilità terapeutiche possono rientrare la fototerapia, i corticosteroidi sistemici o altri farmaci in grado di modulare la risposta immunitaria.

Nelle forme lievi o asintomatiche, invece, potrebbe non essere necessario ricorrere a una terapia farmacologica specifica.

Disidrosi e prevenzione: come proteggere mani e piedi

Alcuni comportamenti possono contribuire a proteggere la pelle e ridurre l'esposizione ai possibili fattori scatenanti.

È consigliabile evitare, per quanto possibile, il contatto diretto con detergenti e altre sostanze irritanti, utilizzando guanti protettivi adeguati quando necessario.

È inoltre importante mantenere la cute ben idratata, utilizzando prodotti emollienti che aiutino a contrastare secchezza e irritazione.

Anche la gestione dello stress può essere utile nei soggetti nei quali le manifestazioni tendono a comparire o peggiorare durante periodi particolarmente impegnativi.

Farmaci e disidrosi: attenzione al fai da te

È sempre opportuno evitare l'abuso e l'utilizzo non appropriato dei farmaci. Alcuni medicinali possono essere associati, in determinate circostanze, a manifestazioni cutanee e per questo eventuali sospetti devono essere discussi con il proprio medico.

Non bisogna però interrompere autonomamente una terapia prescritta pensando che sia responsabile della disidrosi: la valutazione deve essere effettuata da un professionista sanitario.

Il fumo può peggiorare la disidrosi?

Anche il fumo di sigaretta può rappresentare un fattore in grado di influire negativamente sulla salute della pelle e viene indicato tra gli elementi potenzialmente associati al peggioramento delle manifestazioni.

Smettere di fumare rappresenta quindi un'ulteriore scelta positiva non soltanto per la cute, ma soprattutto per la salute generale.

Quando rivolgersi al dermatologo

Una visita medica è particolarmente indicata quando le vescicole sono molto diffuse, il prurito è intenso, gli episodi tendono a ripetersi frequentemente oppure compaiono dolore, secrezioni, croste o altri possibili segni di infezione.

Una diagnosi corretta permette infatti di distinguere la disidrosi da altre patologie che possono provocare manifestazioni simili e di individuare il trattamento più appropriato.

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