Dom, 1 Mar, 2026

Cento trattori in piazza a Caselle: la festa di Sant’Antonio Abate rinnova la tradizione agricola e unisce la comunità

Quando i trattori iniziano a riempire le strade, a Caselle Torinese si capisce subito che non è una domenica come le altre. È il segnale più concreto che la Festa di Sant’Antonio Abate è tornata: un appuntamento atteso, riconoscibile, che parla di lavoro, di tradizione e di comunità. Un rito collettivo che, con semplicità e autenticità, continua a tenere vivo il legame tra il paese e la sua anima agricola.

Una manifestazione che, anno dopo anno, continua a rappresentare un pilastro identitario per il territorio, capace di intrecciare spiritualità, tradizione e senso di appartenenza.

Fin dalle prime ore di ieri, domenica 11 gennaio, via Cravero, di fronte alla chiesa parrocchiale di Santa Maria, e piazza Boschiassi si sono trasformate in un suggestivo colpo d’occhio: circa un centinaio di trattori ordinatamente schierati hanno testimoniato il legame profondo tra la comunità casellese e la sua vocazione agricola. Un’immagine potente, simbolo di lavoro, sacrificio e rispetto per la terra.

Dopo la Santa Messa, la tradizionale benedizione dei mezzi agricoli e degli animali ha rappresentato il momento più atteso ed emozionante. Un rito che va oltre il gesto religioso: è un augurio collettivo di protezione, prosperità e sicurezza per chi ogni giorno lavora nei campi e custodisce il paesaggio rurale del territorio.

A guidare l’intera manifestazione sono stati i Priori 2026, Francesco Nepote Fus e Stefano Giubergia, che hanno voluto dedicare l’edizione di quest’anno alla madrina Adriana Chiabotto e al padrino Riccardo Costa Medic, sottolineando con forza il valore comunitario e partecipativo dell’evento.

Alla solennità religiosa è seguito il pranzo conviviale al Palatenda del Prato della Fiera, autentico momento di incontro e dialogo tra agricoltori, famiglie, associazioni e istituzioni. Qui, tra convivialità e tradizione, sono stati annunciati anche i Priori del prossimo anno: Stefano Sergnese e Stefano Casetti, chiamati a raccogliere il testimone di una festa che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.

Durante il pranzo è stato inoltre ufficializzato che i padrini della manifestazione 2027 saranno il presidente provinciale di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici, e la moglie Laura, a conferma dello stretto legame tra la Festa di Sant’Antonio Abate e il mondo agricolo organizzato.

Numerose le presenze istituzionali e associative che hanno voluto testimoniare la loro vicinanza alla comunità: tra queste il sindaco Giuseppe Marsaglia, l'assessore all'Agricoltura, Stefano Sergnese, il comandante della stazione dei Carabinieri, Fabio Fornaiolo, la consigliera regionale Paola Antonetto, il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici e il segretario di zona Piermario Barbero. Una partecipazione che rafforza il valore pubblico e sociale di una manifestazione che non è solo celebrazione, ma anche identità condivisa.

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