Gio, 19 Feb, 2026

Medici di famiglia, buco nero a Settimo Torinese: il PD attacca la Giunta Cirio. “È il fallimento della sanità pubblica”

Medici di famiglia, buco nero a Settimo Torinese: il PD attacca la Giunta Cirio. “È il fallimento della sanità pubblica”

La crisi dei medici di famiglia in Piemonte esplode a Settimo Torinese e diventa un caso politico. Dopo la comunicazione dell’Asl TO4 che ha annunciato la cessazione dell’attività della dottoressa Sara Capogrecosenza alcun sostituto disponibile, il Partito Democratico attacca frontalmente la Giunta guidata da Alberto Cirio.

Per i consiglieri regionali PD Daniele Valle e Alberto Avetta, quanto accaduto in una città di 45mila abitanti «è una dichiarazione di fallimento della sanità pubblica».

Il dato è politico prima ancora che sanitario. Se una grande città dell’hinterland torinese resta senza medico di base, il problema non riguarda più soltanto le aree interne, le zone montane o i piccoli Comuni. Riguarda il cuore urbano della Regione.

«Se addirittura una città di 45mila abitanti resta senza un medico di famiglia – dichiarano Valle e Avetta – evidentemente siamo davanti a un sistema che non regge più».

La situazione è stata tamponata dall’Asl TO4 con una soluzione provvisoria: assistenza, visite e prescrizioni garantite a rotazione dai medici disponibili. Ma per il PD si tratta solo di una “toppa”.

I numeri rendono la questione ancora più inquietante: nel 2026 in Italia andranno in pensione 11.400 medici di famiglia; in Piemonte 765 medici di base hanno già raggiunto o raggiungeranno i 70 anni, età pensionabile. Non si tratta dunque di un’emergenza improvvisa, ma di una crisi annunciata. Una dinamica demografica prevedibile che – secondo i consiglieri regionali dem – non è stata affrontata con la necessaria programmazione.

«Non si può garantire il diritto alla salute a un’intera città basandosi sulla disponibilità di qualche volenteroso» affondanoValle e Avetta.

Medicina territoriale: promessa dimenticata?

Il nodo politico è evidente. Durante la pandemia da Covid-19 la medicina territoriale era stata indicata come pilastro imprescindibile del sistema sanitario. Oggi, secondo il PD, quella priorità si è smarrita. Le nuove Case della Salute, più volte celebrate dalla maggioranza regionale, rischiano di diventare contenitori vuoti se non viene garantito il personale necessario. «La Giunta Cirio pensa di affrontare il problema oppure preferisce fare spallucce e limitarsi a tagliare nastri?» è l’affondo polemico.

Sul caso di Settimo Torinese è stata presentata un’interrogazione in Consiglio regionale. L’obiettivo dichiarato è aprire un confronto politico serio, oltre gli annunci e le rassicurazioni.

Per il Partito Democratico, il “caso Settimo” non è un episodio isolato ma il sintomo di un modello sanitario sotto pressione. E la domanda che aleggia è una sola: la Regione Piemonte ha un piano concreto per affrontare la carenza dei medici di famiglia?

Intanto, a Settimo Torinese, i cittadini restano in attesa di risposte. E soprattutto di un medico.

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