Un atto formale, ma dal forte valore politico e simbolico. Il consigliere Endrio Milano ha presentato una proposta di mozione a sostegno delle giornaliste, dei giornalisti e di tutte le lavoratrici e i lavoratori de La Stampa, lanciando un appello alla difesa di quello che viene definito “un patrimonio di informazione e cultura essenziale per Torino e per il Piemonte”.
Il documento parte da una premessa netta: da mesi regna “la più totale incertezza” sul futuro del quotidiano torinese. Una situazione che, secondo Milano, non può essere sottovalutata, perché La Stampa rappresenta molto più di un’azienda editoriale: è un presidio di pluralismo e un punto di riferimento nazionale radicato nel territorio. «Non è ammissibile anche solo pensare che una città come Torino - spiega Milano - possa essere privata del suo quotidiano nazionale».
Milano chiede al Consiglio comunale di esprimere “sostegno e vicinanza” a tutte le lavoratrici e i lavoratori della testata e manifesta “preoccupazione” per le incertezze che gravano sul futuro del giornale. Viene inoltre condivisa e sottoscritta la posizione della redazione e delle Rsu, che nei giorni scorsi hanno denunciato la mancanza di chiarezza sul processo di vendita e chiesto garanzie sui livelli occupazionali, sui contratti e sui tempi della trattativa.
E domani è prevista anche una fiornata di sciopero con presidio sotto il municipio di Torino.
Non manca un passaggio critico nei confronti dell’attuale proprietà, il cui comportamento viene definito «da condannare per la mancanza di rispetto verso le lavoratrici e i lavoratori e verso la città tutta». Un giudizio politico che alza il livello dello scontro e chiama in causa la responsabilità delle istituzioni.
La mozione impegna l’Amministrazione casellese ad inoltrare il testo al presidente della Regione Piemonte, al sindaco di Torino, ai consiglieri regionali e metropolitani, nonché a tutti i parlamentari piemontesi, nazionali ed europei. L’obiettivo è sollecitare un impegno corale della politica piemontese per difendere “il nostro quotidiano” e ribadire, in tutte le sedi istituzionali, la necessità di tutelare una realtà storica del territorio.
In un momento segnato da voci e trattative sul futuro della testata, da Caselle arriva così un segnale chiaro: la partita su La Stampa non riguarda solo un’azienda, ma l’identità informativa e culturale di un intero territorio.

