Hospice: il centrodestra boccia l'aumento delle tariffe. Canalis (Pd): "Scelta che penalizza malati e famiglie"

Hospice: il centrodestra boccia l'aumento delle tariffe. Canalis (Pd): "Scelta che penalizza malati e famiglie"

Assestamento di Bilancio, respinto l'Ordine del giorno del Partito Democratico. Al centro del dibattito cure palliative, fondi sanitari e sostegno agli hospice

Tariffe ferme da venticinque anni, costi in continuo aumento e una proposta per adeguare i finanziamenti che viene bocciata. 

È su hospice e cure palliative che si consuma uno dei confronti più duri dell'ultimo Consiglio regionale del Piemonte. La maggioranza guidata da Alberto Cirio ha detto no all'Ordine del giorno presentato dalla consigliera del Partito Democratico Monica Canalis, aprendo un nuovo fronte di scontro sulla gestione delle risorse sanitarie e sull'assistenza ai pazienti più fragili.

Una decisione che ha immediatamente innescato la polemica, con il Partito Democratico che accusa la Giunta di aver voltato le spalle a uno dei settori più delicati della sanità pubblica.

«Tariffe ferme da 25 anni: così si mette a rischio l'assistenza»

Secondo Canalis, il nodo principale riguarda un sistema di finanziamento ormai superato.

«Le tariffe degli hospice sono ferme da 25 anni - denuncia la consigliera dem - mentre i costi di gestione sono cresciuti enormemente. La Regione continua a rimborsare 258 euro al giorno per paziente, quando il costo reale supera i 370 euro e le linee guida ministeriali indicano una tariffa di almeno 299 euro».

Il confronto con altre realtà italiane, secondo l'esponente dem, sarebbe ancora più impietoso: la Lombardia riconosce circa 300 euro al giorno per paziente, mentre la Valle d'Aosta arriva a 400 euro.

Il tema sanitario: cure palliative ancora insufficienti

Oltre allo scontro politico, Canalis richiama l'attenzione su un problema sanitario che riguarda migliaia di cittadini piemontesi.

Le cure palliative, ricorda, non sono destinate esclusivamente ai malati terminali, ma rappresentano un livello essenziale di assistenza (LEA) per numerosi pazienti affetti da patologie croniche e inguaribili.

La consigliera evidenzia come l'assistenza domiciliare e quella ambulatoriale risultino ancora insufficienti rispetto al fabbisogno reale e denuncia il progressivo alleggerimento dei contributi destinati agli enti che garantiscono questi servizi.

I numeri della spesa regionale

Secondo i dati illustrati dalla consigliera regionale: nel 2018 il Piemonte ha destinato alle cure palliative circa 19,6 milioni di euro; nel 2023 la spesa è salita a 22,4 milioni; nel biennio 2024-2025 sono stati investiti complessivamente 45,7 milioni di euro, sostanzialmente in linea con il livello del 2023.

Per il Pd, però, queste risorse non sarebbero sufficienti rispetto all'invecchiamento della popolazione piemontese e al crescente fabbisogno assistenziale.

Il giudizio di Monica Canalis sulla scelta della maggioranza è netto.

Secondo la consigliera, la Giunta Cirio avrebbe perso l'occasione di rafforzare concretamente la rete delle cure palliative, scaricando parte del peso assistenziale sugli enti del Terzo Settore, come Faro e Cottolengo.

«Quando si passa dalle dichiarazioni ai finanziamenti reali - afferma Canalis - questo centrodestra mostra le proprie priorità. Hospice e cure palliative meritavano ben altra attenzione».

La bocciatura dell'Ordine del giorno riapre così il confronto politico su uno dei temi più sensibili della sanità piemontese: garantire assistenza dignitosa ai pazienti più fragili e alle loro famiglie, in un sistema che, secondo le opposizioni, necessita ormai di un profondo aggiornamento economico e organizzativo.

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