Torino, villeggiature e vita contadina: il Canavese dimenticato rivive nelle immagini di “Caro al nostro cuor”

Torino, villeggiature e vita contadina: il Canavese dimenticato rivive nelle immagini di “Caro al nostro cuor”

Fotografie e memorie riportano alla luce il Canavese di un tempo, tra villeggianti torinesi, lavoro nei campi e quotidianità rurale, raccontando un mondo scomparso 

Un ritrovamento quasi miracoloso di 1.400 lastre stereoscopiche ha dato vita a Caro al nostro cuor, il volume curato da Nadia Bontempo e pubblicato da Baima & Ronchetti Editore. 

Le immagini inedite dell’archivio fotografico Caretto-Ceresa, risalenti ai primi del Novecento e agli anni ’30, restituiscono uno spaccato vivido della vita tra Torino e il Canavese: dalle gite in città ai momenti di svago nella mezza montagna, tra famiglie numerose, scuole rurali e tradizioni comunitarie. La tecnica della stereoscopia, antesignana del cinema, permette di rivivere quelle scene in una sorprendente tridimensionalità.

Il lavoro di Bontempo non è solo fotografico ma anche di ricerca storica, arricchito da documenti come i quaderni di Fulvio Croce e dalle fonti degli archivi torinesi. Proprio la famiglia Croce, con il medico condotto Giovanni e il figlio Fulvio, emerge tra i protagonisti: figure di grande umanità, rimaste nel ricordo collettivo.

«Quelle immagini – spiega la curatrice – non raccontano solo storie familiari, ma la vita di un’intera comunità. C’era un forte senso di appartenenza e di solidarietà, che oggi possiamo riscoprire grazie a queste testimonianze».

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