Emergenze in Piemonte: procedure più rapide, fondi ai Comuni e poteri straordinari per affrontare calamità e maltempo

Emergenze in Piemonte: procedure più rapide, fondi ai Comuni e poteri straordinari per affrontare calamità e maltempo

La Regione accelera sulla gestione delle calamità con iter semplificati, risorse agli enti locali e strumenti straordinari per intervenire più rapidamente sui territori colpiti

Il Piemonte si dota di nuove regole per affrontare calamità naturali ed eventi meteo straordinari. Il Consiglio regionale ha approvato la Legge 141 sulle disposizioni urgenti per la dichiarazione e la gestione dello stato di emergenza di rilievo regionale, introducendo strumenti straordinari per intervenire rapidamente in caso di alluvioni, frane, incendi e dissesti che non rientrano tra le emergenze di interesse nazionale.

La norma consente alla Giunta regionale di dichiarare lo stato di emergenza, attivare procedure accelerate e adottare ordinanze urgenti per tutelare la popolazione e mettere in sicurezza i territori colpiti.

«Negli ultimi anni abbiamo visto crescere frequenza e intensità degli eventi estremi - commenta Mauro Fava. - Le comunità locali non possono attendere i tempi delle procedure ordinarie. Questa legge mette il Piemonte nelle condizioni di reagire subito, con strumenti adeguati e maggiore efficacia».

Il ruolo dei Comuni e la risposta ai territori

Un aspetto centrale del provvedimento riguarda il ruolo degli enti locali, che potranno segnalare tempestivamente le criticità alla Regione.

«I sindaci sono il primo presidio sul territorio -  aggiunge Fava. "- Valorizzare il loro contributo significa rendere più efficiente tutta la macchina dei soccorsi».

"Un aiuto concreto soprattutto ai piccoli Comuni"

Soddisfazione anche da parte del presidente della V Commissione Ambiente, Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente), che ha seguito l'iter del testo.

«Grazie a questo provvedimento la Regione potrà accedere al relativo Fondo regionale, nuovamente finanziato. Per i Comuni si tratta di un'opportunità in più per ripristinare opere che altrimenti avrebbero difficoltà a rimettere in sicurezza, soprattutto nei piccoli centri con risorse sempre più limitate».

Bartoli definisce la legge «una risposta concreta alle esigenze degli amministratori locali chiamati ogni giorno a gestire le conseguenze di eventi atmosferici sempre più frequenti e intensi». e ringrazia commissari, uffici regionali e l'assessore Marco Gabusi per il lavoro svolto.

"Finalmente un quadro normativo certo"

Anche Marina Bordese, consigliere regionale di Fratelli d'Italia, evidenzia il valore del provvedimento.

«Con il voto in Consiglio ci siamo dotati di un quadro normativo certo e organico per la gestione di emergenze che non possono essere affrontate con gli ordinari strumenti di intervento».

La legge prevede che lo stato di emergenza abbia una durata massima di dodici mesi, prorogabile per altri dodici, individuando con precisione territorio interessato, misure urgenti e struttura regionale di coordinamento.

«Questo strumento consentirà alla Giunta di intervenire tempestivamente attraverso poteri straordinari e procedure derogatorie, garantendo la salvaguardia della pubblica incolumità -  sottolinea Bordese. -Rappresenta un aiuto concreto per tutti gli enti locali piemontesi».

Un Piemonte più resiliente

Per Fava si tratta di una scelta strategica: «Non possiamo limitarci a rincorrere le emergenze. Dobbiamo costruire un Piemonte più resiliente, capace di prevenire, intervenire e accompagnare le comunità nella ripartenza».

Con l'approvazione della Legge 141, il Piemonte rafforza così il proprio sistema di Protezione civile, dotandosi di uno strumento pensato per dare risposte rapide ai territori e ai cittadini colpiti da eventi calamitosi sempre più frequenti.

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