Il caso delle cosiddette “5 forchette” infiamma il clima politico in Piemonte alla vigilia del Consiglio regionale di domani, martedì 31 marzo, trasformandosi in un vero e proprio terreno di scontro tra maggioranza e opposizione.
A guidare il contrattacco è Carlo Riva Vercellotti, capogruppo di Fratelli d’Italia, che respinge con forza le accuse e rilancia l’offensiva politica contro le opposizioni.
“Dimissioni non dovute”: la difesa di Elena Chiorino
Al centro della polemica c’è l'assessora Elena Chiorino, che ha rassegnato le dimissioni da vicepresidente della Regione. Una scelta che, secondo Fratelli d’Italia, rappresenta un gesto di responsabilità politica, non un’ammissione di colpa.
«Serve serietà per fare un passo indietro, e non è mai scontato – attacca Riva Vercellotti –. Chiorino lo ha fatto pur non essendo obbligata, per una vicenda marginale. Altri, invece, anche da imputati, sono rimasti incollati alle poltrone».
Una linea difensiva che punta a ribaltare la narrazione: non uno scandalo, ma un esempio di correttezza istituzionale.
Attacco frontale a M5S, AVS e PD
Il tono si alza ulteriormente quando il capogruppo FdI prende di mira le opposizioni, accusandole di ipocrisia e doppia morale. Nel mirino finiscono il Movimento 5 Stelle, reo – secondo FdI – di chiedere oggi dimissioni che non avrebbero preteso in passato.
Critiche anche all’area di Alleanza Verdi e Sinistra, accusata di incoerenza per la partecipazione a manifestazioni controverse, e al Partito Democratico, definito “moralista a targhe alterne”.
«Non accettiamo tribunali speciali né lezioni morali da chi ha scheletri ben più pesanti negli armadi» incalza Riva Vercellotti, alzando ulteriormente il livello dello scontro.
Il caso “5 forchette” e i nomi coinvolti
La vicenda riguarda anche l'ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, che ha già lasciato il proprio incarico, oltre al consigliere regionale Davide Zappalà. Tutti esponenti di Fratelli d’Italia.
Un intreccio politico che rende la seduta del Consiglio regionale un passaggio cruciale, trasformato di fatto in una “chiamata alle armi” per la maggioranza.
Nuovi equilibri: Marrone vicepresidente
Nel frattempo, la maggioranza prova a ricompattarsi con la nomina di Maurizio Marrone a vicepresidente della Regione.
Una scelta definita da FdI “solida e di rigore”, pensata per dare continuità all’azione di governo e spegnere le polemiche.
Verso il Consiglio regionale: tensione alle stelle
La seduta del 31 marzo si preannuncia ad alta tensione. L’opposizione è pronta a chiedere chiarimenti e responsabilità politiche, mentre Fratelli d’Italia rilancia la propria linea: difesa compatta, attacco frontale e nessun arretramento.
«Nessuna intimidazione – conclude Riva Vercellotti –. Andiamo avanti a lavorare per i piemontesi»
Il PD alza il livello dello scontro: “Difendiamo le istituzioni”
Ma è il Partito Democratico a rilanciare con forza, passando dall’attacco politico alla mobilitazione pubblica.
«Non si resta a guardare mentre viene minata la credibilità delle nostre istituzioni» è l’appello lanciato dai dem piemontesi.
Nel mirino la permanenza in giunta di Chiorino: «Se Delmastro si è dimesso, perché Chiorino resta al suo posto come se nulla fosse? L’etica delle istituzioni non può essere un optional».
Il PD chiama cittadini e militanti a una mobilitazione domani, sotto il Consiglio regionale, mentre è attesa l’informativa ufficiale della giunta.

