Wanderlust, la sindrome...senza conseguenze del viaggiatore: il desiderio irresistibile di partire

Wanderlust, la sindrome...senza conseguenze del viaggiatore: il desiderio irresistibile di partire

La Wanderlust è desiderio di scoperta, libertà ed emozioni, ma anche quella nostalgia speciale che ci spinge a tornare nei luoghi che sono diventati parte di noi

Una sindrome senza conseguenze pericolose... la Wanderlust.

Di derivazione tedesca (da wandern, camminare/vagare, e lust, piacere/desiderio), viene spesso definita anche come la “sindrome del viaggiatore”, uno stato emotivo in cui la voglia e la nostalgia per luoghi inesplorati, il desiderio profondo, quasi irrefrenabile, di viaggiare, esplorare il mondo e conoscere nuove culture spingono a partire continuamente, con una passione smodata per l’avventura.

Viaggiare per staccare dalla routine e dallo stress

Il viaggio può offrire un temporaneo sollievo dallo stress e stimolare il rilascio di dopamina attraverso nuove esperienze; può aiutare a staccare dalla routine.

È qualcosa che fa parte di noi, del nostro essere. Il problema può presentarsi quando la nostra situazione professionale, familiare o di salute è di impedimento ai nostri spostamenti.

A quel punto subentra uno stato di stress proprio legato al non poter soddisfare la specifica esigenza.

Il valore del viaggio: conoscere nuove culture e superare i pregiudizi

Come sottolineato da diverse riflessioni, il vero valore del viaggio non sta solo nello spostarsi fisicamente, ma nell’approccio con cui ci si immerge nella realtà locale, lasciando a casa i propri preconcetti.

Esplorare nuovi luoghi costringe a uscire dalla routine e dalla propria zona di comfort, permettendo di toccare con mano culture diverse e superare i pregiudizi. Questo stimola il cervello a “pensare fuori dagli schemi” e migliora l’adattabilità e la creatività.

Il viaggio inizia con un sogno: dove si va?

Il tempo del viaggio inizia con un sogno e una domanda: dove si va?

A seguire c’è la sua fattibilità, le verifiche e l’ottimizzazione dei tempi, l’itinerario migliore, poi si parte: da soli, in un gruppo organizzato, con dei fidati compagni di viaggio.

Possiamo adattare ad alcune variabili con chi divideremo il nostro tempo e i nostri passi.

Sarà importante, anzi fondamentale: compagni di viaggio non proprio affini possono condizionarlo o addirittura rovinarlo

Quei luoghi che ci chiamano e nei quali desideriamo tornare

Per ognuno di noi, anche se ci sentiamo “cittadini del mondo” e vorremmo vederlo tutto, sono necessarie delle scelte e delle rinunce, ma ci sono anche luoghi che, anche se visti e rivisti, hanno su di noi un grande richiamo.

Ci andiamo e ci torniamo ogni volta che ci è possibile, ne subiamo un richiamo a cui non sappiamo sottrarci: iniziato con un luogo particolare in un momento particolare, continuato con una ricorrenza da festeggiare e da ricordare, proseguito, quando la situazione di partenza si è completamente modificata, con un po’ di nostalgia e il peso di ricordi che non si cancellano, si ripropongono, ci permettono di ricreare emozioni passate ma mai sopite.

Dolomiti e Val di Fassa: il richiamo della montagna

Mi riferisco all’ultimo luogo dove sono stata di recente, le Dolomiti, la Val di Fassa, con alcune escursioni sui monti circostanti: Sass Pordoi; per sopraggiunti limiti, in primis quello anagrafico, ho preferito rinunciare alla Forcella Pordoi, molto a malincuore, ma la montagna va affrontata sul serio, senza incertezze; Passo San Pellegrino e Passo Rolle con le Pale di San Martino.

Ciampedie, Rosengarten e Catinaccio: panorami che tolgono il respiro

Dall’altopiano di Ciampedie si ha una vista a 360° sul Rosengarten, la montagna della leggenda più romantica di Re Laurino, e sul Catinaccio.

Torri di pietra che tolgono il respiro, clima perfetto, fresco anche in estate, malghe curatissime che offrono i cibi e le bevande del territorio, luoghi dove le emozioni non finiscono mai, mille sentieri che sarebbe bello percorrere, laghetti a specchio, purtroppo sempre più a corto di acqua.

Il desiderio di ritornare: quando un luogo diventa parte di noi

Qui ogni volta mi dico: “Appena posso ritorno”.

Ci sono angoli dove una sola visita non basta, si crea un legame, l’esigenza di ritornare, sentire gli stessi profumi, vedere gli stessi riflessi, ripercorrere gli stessi sentieri, sapendo che tornare ci priva di altri angoli di mondo.

“Tra vent’anni non sarai deluso dalle cose che avrai fatto, ma da quelle che non avrai fatto. Quindi molla gli ormeggi, esci dal porto sicuro e lascia che il vento gonfi le tue vele”. Cit. Mark Twain

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