Un secolo di ricordi e affetti: la comunità volpianese festeggia lo speciale traguardo di Lucrezia, testimone di cent’anni di storia
Una comunità riunita attorno a una storia lunga un secolo. Emozione, affetto e riconoscenza hanno accompagnato, ieri, lunedì 23 marzo, i festeggiamenti per i 100 anni di Lucrezia Delfina Dho, ospite della RSA Arnaud di Volpiano, dove istituzioni, operatori e familiari si sono stretti simbolicamente attorno a lei per rendere omaggio a un traguardo straordinario.
A portare il saluto dell’Amministrazione comunale è stato il sindaco Giovanni Panichelli, che si è intrattenuto con la festeggiata in una conversazione cordiale e partecipata, sottolineando il valore umano di momenti come questo: «È sempre bello rendere omaggio a una cittadina che rappresenta un esempio autentico di forza e dignità, in un momento di festa che è soprattutto umano e unisce istituzioni, operatori e familiari in un grande abbraccio collettivo».
Una vita che attraversa la storia del territorio
Nata a Demonte, in provincia di Cuneo, Lucrezia Delfina ha trascorso i primi anni della sua vita a Roccaforte Mondovì, dove è cresciuta fino al 1950. Successivamente il trasferimento a Torino ha segnato l’inizio di un lungo percorso lavorativo nel settore della sartoria, attività che ha svolto con dedizione e spirito di sacrificio per tutta la vita.
Le sue giornate iniziavano all’alba e terminavano solo in serata, ritmi intensi che raccontano molto di una generazione abituata a costruire il proprio futuro con impegno costante e grande senso del dovere.
Dal 2019 vive a Volpiano, dove è arrivata dopo una frattura all’anca che ha reso necessario un supporto assistenziale maggiore. Nella RSA Arnaud ha trovato un ambiente accogliente e attento, diventando nel tempo un punto di riferimento affettivo per operatori e ospiti.
“Una donna sempre forte e presente quando serviva”
Accanto a lei, nel giorno del centenario, il figlio Giorgio Casalegno, che ha condiviso ricordi e riflessioni sulla figura della madre: «Ha sempre lavorato tantissimo, con orari lunghi e impegnativi. Da bambino non era sempre presente proprio per il lavoro, ma quando avevo bisogno c’era. È stata una donna forte, determinata, che ha fatto tanti sacrifici per la famiglia».
Lucrezia è la terza di otto fratelli, e oggi sono rimasti in vita soltanto lei e altri due, più giovani di dieci e dodici anni: un ulteriore segno della lunga strada percorsa e delle trasformazioni vissute nel corso del Novecento.
Il sorriso di chi guarda avanti
Nonostante l’importanza del traguardo raggiunto, la festeggiata ha affrontato la giornata con grande serenità e una punta di ironia che ha conquistato tutti i presenti: «Il primo secolo me lo sono tolto… adesso vediamo come andiamo avanti».
Parole semplici, pronunciate con il sorriso, che hanno chiuso simbolicamente una giornata intensa e carica di significato. Un messaggio di speranza e leggerezza che ha emozionato familiari, operatori e rappresentanti delle istituzioni, trasformando la celebrazione del centenario in un momento autentico di comunità.
Con uno sguardo lucido e determinato verso il futuro, la centenaria ha voluto salutare tutti con un’ultima frase spontanea e sincera:
“Grazie a tutti per questa bella festa.”
La storia di Lucrezia Delfina Dho resta così un patrimonio umano prezioso per Volpiano, un esempio concreto di resilienza, lavoro e amore familiare capace di attraversare il tempo e continuare a unire generazioni diverse.