La preziosa scultura lignea è stata presentata alla comunità durante la tradizionale festa del 16 agosto. Gli studi la collocano alla fine del XV secolo
Per secoli è rimasto lì, nella cappella di San Rocco, attraversando silenziosamente generazioni di volpianesi.
Un Crocifisso ligneo segnato dal tempo, dalla devozione e anche dagli interventi che, epoca dopo epoca, ne avevano modificato l'aspetto. Oggi quel Cristo scolpito nel legno è tornato a mostrare gran parte della sua fisionomia originaria. E Volpiano ha scoperto di custodire un piccolo grande tesoro della propria storia.
È stato proprio il Crocifisso restaurato, attribuibile alla fine del Quattrocento, il protagonista della tradizionale Festa di San Rocco del 16 agosto, celebrata come ogni anno nell'area esterna della cappella dedicata al Santo.
Un appuntamento religioso molto sentito che, nonostante il periodo di vacanze, ha richiamato ancora una volta numerosi fedeli. Ma questa volta, accanto alla devozione e alla tradizione, c'era la curiosità di vedere da vicino un'opera che il restauro ha restituito alla comunità sotto una luce completamente nuova.
Un Cristo di oltre cinque secoli fa
A raccontare per la prima volta pubblicamente il valore del Crocifisso è stato Valerio Mosso, storico dell'arte del Ministero della Cultura, che ha invitato alla prudenza sulla datazione definitiva ma ha fornito indicazioni molto precise.
«Direi che possiamo collocarlo alla fine del quindicesimo secolo, quindi alla fine del Quattrocento», ha spiegato.
A suggerirlo sono diversi particolari. Da una parte il panneggio del perizoma, con caratteristiche che rimandano ancora al gusto gotico; dall'altra, soprattutto, la rappresentazione del corpo di Cristo.
È qui che la scultura sembra già guardare al Rinascimento.
Il corpo mostra infatti una sorprendente attenzione all'anatomia: tendini, muscoli e proporzioni restituiscono un Cristo profondamente umano, lontano da una rappresentazione esclusivamente simbolica. Elementi che, secondo Mosso, permettono di collocare l'opera nell'ultima parte del XV secolo, anche se saranno necessari ulteriori approfondimenti per restringere la datazione.
Un'opera importante anche perché, essendo rimasta nella sua sede e poco conosciuta fuori da Volpiano, è sostanzialmente ancora da studiare.
«È giusto che lo si conosca – ha sottolineato Mosso – perché è un'opera davvero meritevole».
Il restauro che ha fatto riemergere l'opera originale
Il lavoro è stato eseguito dal restauratore torinese Filippo Rava e ha riservato una sorpresa.
Sotto quella che appariva come la superficie del Crocifisso si nascondeva infatti una ridipintura realizzata in un'epoca successiva. Procedendo con la rimozione graduale dello strato più recente, è riemersa in buona parte la superficie originale della scultura.
Il legno presentava i segni inevitabili dei secoli: piccoli fori provocati dagli insetti xilofagi, una frattura centrale e alcune limitate mancanze. Tutto è stato consolidato e risanato seguendo un criterio conservativo.
Dove mancavano piccoli elementi – come una parte di un dito – si è scelto di non ricostruire ciò che non era possibile documentare con certezza, lasciando leggibile anche la storia materiale dell'opera.
È stata inoltre rimossa la più recente tabella con la scritta INRI. Un altro particolare emerso durante l'intervento rende ancora più interessante il manufatto: anche il legno della croce è antico e non si tratta di un supporto moderno aggiunto successivamente.
Panichelli: «È un pezzo della storia di Volpiano»
Ad ascoltare la presentazione c'erano tanti cittadini e fedeli. Con loro il sindaco Giovanni Panichelli, il presidente del Consiglio comunale Emanuele De Zuanne, l'assessore Luca Ferrero e la consigliera Antonietta Maggisano.
Panichelli, come ormai da tradizione, ha interrotto anche quest'anno alcuni giorni di vacanza con la famiglia per essere presente alla celebrazione di San Rocco.
«Il 16 agosto è un momento particolare – ha ricordato –. Siamo in pieno periodo di vacanze e tanti potrebbero non esserci. Anche il sindaco interrompe le proprie vacanze con la famiglia per essere presente. Lo faccio veramente con piacere».
Quest'anno, però, c'era «un motivo in più».
Il sindaco ha voluto ringraziare in particolare l'Associazione San Rocco, dalla quale è partita la proposta di intervenire sul Crocifisso e che, con determinazione, ha accompagnato il percorso che ha portato al restauro.
Ma nelle parole di Panichelli il valore dell'operazione va oltre la tutela di un'opera d'arte.
«Un Crocifisso databile intorno al Quattrocento è un pezzo di Volpiano che ha attraversato diversi secoli. Rappresenta un pezzo della storia di Volpiano, ma non soltanto della storia: anche del nostro presente e, permettetemi, del nostro futuro».
Il punto, per il sindaco, è quello della responsabilità verso ciò che una comunità riceve dal proprio passato: custodirlo oggi significa poterlo consegnare domani alle nuove generazioni.
Ora l'idea di valorizzarlo il 14 settembre
La presentazione durante la Festa di San Rocco potrebbe quindi rappresentare soltanto il primo passo.
Si sta infatti pensando a un'iniziativa per il prossimo 14 settembre, in occasione della ricorrenza dell'Esaltazione della Santa Croce, una giornata che potrebbe diventare l'occasione per accendere nuovamente i riflettori sul Crocifisso, approfondirne la storia e soprattutto valorizzare pubblicamente il lavoro di restauro.
Un appuntamento ancora da definire nei dettagli, ma che avrebbe anche un altro significato: portare fuori dall'ombra un'opera che, proprio perché custodita per così tanto tempo nella piccola cappella di San Rocco, è rimasta pressoché sconosciuta anche agli studiosi.
Potrebbe essere l'occasione per raccontare non soltanto come è stato restaurato il Crocifisso, ma ciò che gli studi futuri potranno ancora rivelare sulla sua origine, sulla bottega che lo realizzò e sul percorso che, oltre cinque secoli fa, lo portò a Volpiano.
Perché il restauro ha risanato il legno e riportato alla luce particolari nascosti. Ma ha fatto soprattutto un'altra cosa: ha restituito una storia alla curiosità della comunità.
E forse la scoperta più affascinante comincia proprio adesso.
Per chi lo desidera tutti i sabati mattina di settembre dalle 10 alle 12 la chiesa di San Rocco sarà aperta per permettere la visita al crocifisso restaurato e alla mostra sui particolari del restauro.