Aeroporto, fusione Caselle-Milano, una mozione chiede garanzie per il territorio

Aeroporto, fusione Caselle-Milano, una mozione chiede garanzie per il territorio

Dopo la lettera del sindaco Giuseppe Marsaglia, il tema approda in Consiglio comunale. La proposta del capogruppo Endrio Milano: incontro con Sagat e fronte comune dei Comuni aeroportuali

Prima la lettera del sindaco Giuseppe Marsaglia, adesso una mozione per portare il futuro dell'aeroporto direttamente in Consiglio comunale.

L'ipotesi di integrazione societaria tra Sagat, che gestisce Torino-Caselle, e Sea, alla guida di Malpensa e Linate, continua a tenere alta l'attenzione nella città che ospita lo scalo. Dopo l'intervento del primo cittadino, che aveva scritto all'indomani delle prime notizie circolate sui giornali, arriva ora la proposta di mozione di Endrio Milano (Progetto Caselle 2027).

Il documento non chiude la porta all'operazione, ma chiede soprattutto trasparenza, coinvolgimento delle istituzioni locali e garanzie sulle ricadute per il territorio.

«Il punto non è soltanto quale sarà l'interesse delle società coinvolte – è il senso della posizione espressa da Milano – ma quale sarà l'interesse pubblico per il Piemonte e, in particolare, per le comunità che ogni giorno vivono l'aeroporto».

Il nodo della rappresentanza piemontese

Tra le principali perplessità indicate nella mozione c'è la futura governance. Nella nuova compagine societaria il Comune di Milano manterrebbe una forte presenza pubblica, mentre Torino e il Piemonte non avrebbero istituzioni locali tra gli azionisti.

Una differenza che, secondo Endrio Milano, non può essere ignorata anche alla luce degli ingenti investimenti pubblici realizzati negli anni su Caselle, ultimo fra tutti quello sui collegamenti ferroviari.

E tutto questo avviene mentre l'aeroporto torinese continua a crescere: nell'estate 2026 Caselle conta 54 destinazioni in 24 Paesi, nuove rotte e un traffico che, secondo le previsioni a fine 2026, sfiorerà i sei milioni di passeggeri.

«Caselle non può limitarsi ad assistere a una trasformazione così importante», è la posizione che emerge dalla mozione, che rivendica per il Comune il diritto a essere «compiutamente informato» e a poter rappresentare gli interessi della propria comunità.

Un tavolo con Sagat e tutti i Comuni dell'aeroporto

La proposta impegna il sindaco e l'amministrazione a chiedere un incontro a Sagat, con la partecipazione del primo cittadino e dei capigruppo consiliari, per conoscere nel dettaglio il progetto.

Milano propone inoltre un Consiglio comunale congiunto con gli altri Comuni del Distretto aeroportuale (San Francesco al Campo e San Maurizio Canavese), così da arrivare a una posizione condivisa sul futuro dello scalo e sulla rappresentanza delle comunità locali.

Dopo la lettera di Marsaglia, dunque, Caselle prova ad alzare ulteriormente il livello del confronto istituzionale.

Non per mettere un veto preventivo alla fusione, ma per chiedere che, prima di disegnare il nuovo sistema aeroportuale del Nord-Ovest, venga chiarito quale posto sarà riservato a Torino e al suo territorio.

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