Cinque giorni di eventi, stand gastronomici, musica, celebrazioni religiose
Sono tanti gli elementi che contribuiscono al successo di una festa patronale. Impossibili individuarli tutti. Capacità organizzativa. Qualità degli eventi promossi. Impegno dei volontari. Enogastronomia impeccabile, anche per i palati più esigenti.
Per la Borgata di Sant’Anna di Caselle Torinese, sicuramente, queste ed altre caratteristiche sono alla base del suo innegabile successo.
Poi c’è quel mix, unico e quasi impalpabile, che coniuga l’amore verso la propria borgata, la sua storia, insieme al desiderio di valorizzare tutto questo. Così è stato anche quest’anno, in un crescendo di successi.
Dal 24 al 28 luglio oltre 3.000 partecipanti
Dal 24 al 28 luglio, ancora una volta, questa minuscola borgata, adagiata nella pianura casellese, si è trasformata nella location perfetta, in grado di ospitare eventi musicali ed enogastronomici di altissima qualità.
Non è bastata la canicola estiva a fermare i partecipanti.
Più di tremila. Famiglie con bambini, giovani, coppie, compagnie di amici. In tanti hanno pazientemente atteso il loro turno, per accedere agli stand gastronomici. Attese spesso non brevi. Lunghe code che terminavano nei campi aperti. Eppure mai uno sbuffo. Una polemica. Una contestazione.
Lo spirito della Borgata Sant’Anna
Perché questo è lo spirito di Sant’Anna: trovarsi insieme, talvolta ritrovarsi, in uno spirito di amicizia e cordialità.
A Sant’Anna, se cerchi le giostre rutilanti, le musiche assordanti, le luci stroboscopiche, stai certo che non le troverai. Ma la serenità di un tempo. Quell’incedere calmo, sottratto alla frenesia dei tempi moderni, quella avrai modo di sperimentarla positivamente.
Ognuno è libero di andare alle feste patronali che più desidera. Ma appena si entra nello spazio di Sant’Anna, si percepisce di aver varcato un’altra dimensione.
Sarà la cordialità dei volontari, oltre una sessantina, fra giovanissimi e adulti, come ricorda Bruno Mecca Cici, della sempre squisita carne alla griglia: dieci quintali di carne e sei quintali di patatine, cotta con esperienza e passione, delle serate musicali che registrano il tutto esaurito, ma a Sant’Anna c’è sempre una marcia in più.
Come sottolinea il presidente del Comitato organizzatore, Stefano Autretto: «L’edizione appena conclusa è stata veramente una edizione strepitosa, sotto tutti i punti di vista. Ormai la festa patronale di Sant’Anna è diventata un appuntamento fisso, e non dico solo per i borghigiani ed i casellesi, ma da persone che provengono un po’ da tutto il Canavese e dalla provincia di Torino, e che anno dopo anno ritornano. Segno che ormai siamo diventati un punto di riferimento per l’estate di tante persone».
Le novità dell’edizione 2026
L’edizione del 2026 si è chiusa con alcune novità. La prima edizione delle Corali di Sant’Anna: “I Provvisori”, “Marco Zeta”, “Veronica Cuneo”, Elisa Pisotti, Marco Pichiottino e i Piccoli Cantori della Valle Sacra.
Non sono mancati naturalmente gli aspetti più religiosi legati alla patronale. La Borgata è inserita da tempo negli itinerari salesiani. In questi luoghi San Giovanni Bosco soggiornò spesso, ospite del Barone Bianco di Barbania.
Nella mattinata di domenica, infatti, il parroco di Caselle, don Alessandro Martini, ha celebrato nella cappella borghigiana la funzione religiosa. Presenti la vicesindaco Giuliana Aghemo, l’assessora Antonella Passaretti ed il comandante della Stazione dei Carabinieri di Caselle, Fabio Fornaiolo.
Durante la funzione sono state ricordate tutte le persone scomparse, legate in vita alla piccola borgata, tra le quali Marcello Bergamo, presidente dell’associazione, scomparso dieci anni fa, ma la cui figura è sempre presente nella memoria di tanti borghigiani e non solo.