La mancata fermata del Treno Storico riaccende il dibattito sul futuro della stazione
Il Treno Storico sferraglia lungo la Torino-Lanzo tra applausi, rievocazioni e stazioni in festa. A bordo salgono autorità, amministratori e appassionati. Sui marciapiedi di Venaria, Ciriè e Lanzo si celebra un secolo e mezzo di storia ferroviaria. A Caselle, invece, il treno non si ferma. Ed è proprio da questa mancata fermata che la polemica.
Il consigliere Endrio Milano (Progetto Caselle 2027) punta il dito contro il sindaco Giuseppe Marsaglia e la sua maggioranza, accusandoli di aver lasciato sfuggire un'occasione che avrebbe potuto proiettare la storica stazione casellese nel futuro del turismo ferroviario piemontese.
"Avete fatto perdere il treno a Caselle"
L'accusa è netta. Secondo l'opposizione, la responsabilità sarebbe politica. Più volte in Consiglio comunale era stata proposta l'adesione della vecchia stazione – restaurata dopo oltre venticinque anni di degrado – al progetto del Museo Ferroviario Diffuso Piemontese, il grande piano promosso dalla Regione per trasformare decine di stazioni storiche in una rete culturale e turistica.
Una proposta che, sostiene Milano, sarebbe stata respinta dalla maggioranza "senza nemmeno aprire il confronto".
Da qui anche un'interrogazione che chiede conto dell'esclusione di Caselle dalle celebrazioni del 150° anniversario della Torino-Lanzo, domanda se il Comune abbia mai candidato la stazione al progetto museale regionale e propone una grande assemblea pubblica sul futuro dello storico edificio ferroviario del 1868.
Ma i fatti raccontano una storia diversa
La polemica, però, si scontra con un dato oggettivo.
Dire che Caselle non abbia partecipato alle celebrazioni non è del tutto corretto.
Ieri, domenica 26 luglio, infatti, tra gli amministratori saliti sul convoglio storico c'era anche Marsaglia, presente con tanto di fascia tricolore. Inoltre il programma predisposto dalla Regione Piemonte, insieme a Visit Piemonte, non prevedeva una sosta in tutte le stazioni della linea.
Le fermate ufficiali erano infatti soltanto tre: Venaria Reale, Ciriè e Lanzo Torinese.
Una scelta simbolica, non una bocciatura di Caselle
La scelta degli organizzatori rispondeva a una precisa logica.
Venaria e Ciriè rappresentano i due principali centri della tratta, mentre Lanzo è il luogo simbolo dell'anniversario: proprio lì, il 26 luglio 1876, venne inaugurata la linea ferroviaria Torino-Lanzo. Una pagina di storia rievocata ieri grazie al Comitato Ponte del Diavolo e alla compagnia teatrale Il Ribaltino, che hanno riproposto il taglio del nastro di 150 anni fa.
In questo contesto, l'assenza di Caselle tra le fermate non può essere automaticamente interpretata come una scelta politica o come una bocciatura del Comune.
Il vero nodo è un altro
Ciò non significa che l'interrogazione dell'opposizione sia priva di fondamento.
La questione più interessante non riguarda infatti il mancato stop del Treno Storico a Caselle, ma il futuro della stazione ottocentesca.
Dopo il recupero dell'edificio, la domanda è legittima: l'Amministrazione si è davvero attivata per far entrare la stazione nel nascente Museo Ferroviario Diffuso Piemontese? Esiste una candidatura? Sono stati avviati contatti con la Regione?
Sono questi gli interrogativi ai quali la maggioranza sarà chiamata a rispondere.
Le celebrazioni passano, le scelte restano
Le celebrazioni del 150° anniversario dureranno il tempo di qualche viaggio del Treno Storico.
La vera partita, però, si giocherà nei prossimi mesi. Attorno alla stazione storica di Caselle si parla da tempo di progetti e ipotesi di valorizzazione, ma resta da capire quale sarà il suo ruolo nel disegno complessivo che Regione e Comune riusciranno a costruire. È su questo terreno, più che sulla polemica per una mancata fermata, che si misureranno le scelte dell'Amministrazione.