Il rally piemontese ricorda Francesco De Pasquale: annullata la festa finale del Torino-Valli di Lanzo

Il rally piemontese ricorda Francesco De Pasquale: annullata la festa finale del Torino-Valli di Lanzo

Il 63enne di Caselle Torinese è morto sabato al Rally 1000 Miglia nel Bresciano. Motorevent lo ricorda: «Un grande appassionato, sempre presente. Un amico di questo sport»

Il mondo dei rally piemontesi si stringe attorno alla famiglia di Francesco De Pasquale. A ventiquattro ore dalla tragedia avvenuta al Rally 1000 Miglia, nel Bresciano, anche il Rally Torino-Valli di Lanzo ha voluto ricordare il 63enne di Caselle Torinese, grande appassionato di automobilismo e fotografia, decidendo di annullare la festa finale prevista oggi, domenica 6 settembre, all’arrivo della manifestazione, in segno di rispetto e cordoglio.

Una scelta che va ben oltre il gesto formale. Francesco, per molti semplicemente Franco, apparteneva infatti a quel mondo fatto non soltanto di piloti, navigatori e addetti ai lavori, ma anche di appassionati che seguono le gare, conoscono gli equipaggi, percorrono chilometri per assistere alle prove e contribuiscono, con la loro presenza, a creare quell’atmosfera particolare che accompagna ogni rally.

Gli organizzatori di RTMotorevent, impegnati proprio in queste ore nel Rally Torino-Valli di Lanzo, lo hanno ricordato con grande affetto.

«Era un grande appassionato, sempre presente. Non mancava mai di venire in sala stampa per avere l’adesivo della manifestazione e della gara. Era un amico di questo sport», è il ricordo Massimo Grosso.

Parole semplici, ma capaci di raccontare meglio di tante altre chi fosse Francesco De Pasquale e quanto fosse conosciuto nell’ambiente. Quegli adesivi cercati ad ogni appuntamento erano piccoli ricordi da conservare, testimonianze di una passione vissuta gara dopo gara, lungo le prove speciali e nei luoghi dove il mondo dei motori si ritrova.

La tragedia al Rally 1000 Miglia

La notizia della morte di De Pasquale ha profondamente colpito Caselle Torinese, la città dove risiedeva. Sabato 5 settembre il 63enne si trovava in Valsabbia per assistere al 49° Rally 1000 Miglia, uno degli appuntamenti più conosciuti del panorama rallistico italiano.

Era arrivato dal Piemonte per seguire la competizione e dedicarsi anche all’altra sua grande passione, la fotografia. Una macchina fotografica in mano e le auto da rally davanti all'obiettivo: una giornata che avrebbe dovuto essere dedicata a ciò che amava si è trasformata in tragedia.

L’incidente si è verificato nel pomeriggio durante la sesta prova speciale “Bione”. Secondo la ricostruzione diffusa dall’organizzazione, alle 14.56 la Skoda Fabia numero 42, condotta da Alessandro Zorzi con Fabio Berisonzi come copilota, è uscita di strada sul tornante destro situato dopo il punto di fine prova speciale, investendo De Pasquale.

Accanto a Francesco c’era anche la moglie, Carla Tedesco, con la quale aveva raggiunto il Bresciano dal Piemonte per seguire la manifestazione. Sulle condizioni della donna, nelle ore successive alla tragedia, sono circolate ricostruzioni differenti: alcune fonti hanno riferito che sarebbe rimasta ferita nell’incidente, pur non essendo in pericolo di vita, mentre altre l’hanno indicata come illesa. Un particolare sul quale, dunque, le informazioni disponibili non risultano ancora univoche.

Per Francesco De Pasquale, invece, non c’è stato nulla da fare. La direzione di gara ha immediatamente fermato le partenze e attivato i soccorsi, ma, secondo i primi accertamenti del medico di gara, il 63enne sarebbe morto sul colpo a causa delle gravissime lesioni riportate.

Di fronte alla gravità dell’accaduto, gli organizzatori, d’intesa con la Federazione e le autorità competenti, hanno deciso di interrompere definitivamente il Rally 1000 Miglia. I concorrenti ancora in gara sono stati indirizzati verso il parco assistenza di Montichiari.

L’Automobile Club d’Italia e l’Automobile Club Brescia hanno espresso il proprio profondo cordoglio e la vicinanza ai familiari della vittima.

Il presidente di Aci Brescia, Aldo Bonomi, ha sintetizzato lo sgomento di quelle ore: «Vogliamo esprimere profondo cordoglio alla famiglia della vittima. Non ci sono molti commenti da fare. Il dolore è grande».

Da Brescia alle Valli di Lanzo, il cordoglio del mondo dei rally

La notizia ha attraversato rapidamente l’intero ambiente rallistico, arrivando inevitabilmente anche in Piemonte. E oggi, domenica 6 settembre, sulle strade del Rally Torino-Valli di Lanzo, il pensiero è tornato più volte a Franco.

Da qui la decisione degli organizzatori di rinunciare alla festa conclusiva all’arrivo. La gara può avere un vincitore e una classifica, ma in una giornata segnata da un lutto così vicino al mondo dei rally non poteva esserci spazio per i festeggiamenti.

Un gesto di rispetto, ma soprattutto un saluto a una persona che quel mondo lo frequentava da anni con discrezione ed entusiasmo.

Perché Francesco De Pasquale non era un pilota e non sedeva accanto a un navigatore. Era uno di quelli che i rally li amano davvero, seguendoli da una strada all’altra, aspettando il passaggio delle vetture, macchina fotografica in mano, alla ricerca di uno scatto, di un incontro e magari di quell’adesivo della manifestazione da portare a casa come ricordo.

Un volto familiare anche nelle sale stampa, dove arrivava con quella richiesta che nel tempo era diventata quasi un piccolo rito.

Oggi, al Rally Torino-Valli di Lanzo, al posto della festa è rimasto il ricordo e un doveroso minuto di silenzio.

Quello di Franco, appassionato di motori e fotografia, ma soprattutto «un amico di questo sport», come lo hanno voluto salutare coloro che tante volte lo avevano incontrato sulle strade dei rally.

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