Sport, Resistenza e memoria si intrecciano nel racconto di Vittorio Staccione, il calciatore torinese deportato e ucciso a Mauthausen diventato simbolo della lotta contro il nazifascismo
Proseguono le iniziative promosse dall’ANPI “Santina Gregoris” Caselle-Mappano in occasione dell’80° anniversario della Liberazione.
Oggi, sabato 8 novembre alle 16, la Sala Lea Garofalo ospita la narrazione “Il mediano di Mauthausen”, tratta dal libro di Francesco Veltri e ispirata alla storia vera di Vittorio Staccione, calciatore e resistente antifascista.
Una storia di sport, coraggio e libertà
La vita di Vittorio Staccione, nato a Torino nel 1904, attraversa uno dei periodi più difficili della storia italiana. Cresciuto nella Torino operaia, divenne un calciatore affermato, indossando le maglie del Torino, della Cremonese e della Fiorentina.
Ma accanto al talento sportivo, Staccione coltivò un profondo impegno politico e sociale. Schierato a fianco degli operai e dei perseguitati, non volle mai piegarsi alla dittatura fascista. Questa scelta di libertà gli costò la deportazione nel campo di concentramento di Mauthausen, dove perse la vita nel 1945.
La voce della memoria
A raccontare la sua vicenda saranno Federico Molinario, nipote del calciatore, e il giornalista Stefano Tubia, in un incontro che intreccia storia, memoria e passione civile.
L’evento vuole rendere omaggio a chi, come Staccione, ha difeso i valori della libertà e della giustizia “a testa alta”, anche nei momenti più bui della storia.
L’iniziativa fa parte del percorso di eventi commemorativi che l’ANPI, guidato dalla presidente Giusy Chieregatti, ha ideato per celebrare l’80° della Liberazione, un anniversario che invita a riflettere sul significato profondo della Resistenza e sulla necessità di trasmetterne la memoria alle nuove generazioni.
Un pomeriggio dedicato alla memoria e al coraggio, per ricordare che la libertà non è mai scontata e che ogni gesto di resistenza merita di essere raccontato.