San Mauro, due PD e una sola crisi. Lazzarini: «Bene il commissariamento, adesso cambiamo pagina»

San Mauro, due PD e una sola crisi. Lazzarini: «Bene il commissariamento, adesso cambiamo pagina»

Dopo il duro attacco di Luca Rastelli alla decisione della segreteria provinciale, il consigliere comunale Rudy Lazzarini offre la lettura opposta della crisi democratica

Stesso commissariamento, due fotografie politiche quasi opposte. 

Se per Luca Rastelli l'intervento della segreteria provinciale rappresenta una «coercizione senza una valida motivazione», per Rudy Lazzarini potrebbe essere invece l'occasione per rimettere insieme i pezzi di un Partito Democratico sanmaurese che da mesi sembra aver smarrito persino un vocabolario comune.

A meno di un anno dalle elezioni amministrative del 2027, il commissariamento del circolo continua così a produrre onde politiche. E questa volta a parlare è Lazzarini, consigliere comunale ed ex capogruppo del PD, che sceglie di schierarsi senza troppi giri di parole.

«Considero un fatto positivo il commissariamento del Circolo del Partito Democratico di San Mauro e mi auguro che possa rappresentare davvero l'inizio di una fase nuova».

Una frase che, da sola, racconta quanto profonde siano diventate le distanze dentro il partito.

Da «coercizione» a «fase nuova»: le due anime del PD

Come abbiamo raccontato nell'articolo sul commissariamento del circolo, la decisione della segreteria provinciale di affidare il PD sanmaurese a Domenico Ravetti era stata accolta con parole durissime da Luca Rastelli, che aveva parlato di un atto «unilaterale senza precedenti» e di una maggioranza del circolo delegittimata.

San Mauro, resa dei conti nel PD: il circolo viene commissariato a nemmeno un anno dalle elezioni

Lazzarini guarda lo stesso provvedimento dalla prospettiva esattamente opposta.

«La scelta di affidare il Circolo ad un commissario, con la responsabilità diretta delle decisioni, può consentire di superare una situazione che da troppo tempo era diventata difficile da governare».

Per il consigliere serve ora «una figura autorevole, esterna alle dinamiche locali», capace certamente di ascoltare tutti, ma anche di decidere quando il confronto non riesce più a produrre una sintesi.

Ed è probabilmente qui che passa la linea di frattura più interessante: da una parte chi considera il commissariamento una decisione calata dall'alto contro gli organismi locali, dall'altra chi vede proprio nell'intervento esterno l'unico modo per uscire da una lunga paralisi.

«Il PD torni a essere una casa, non un campo di battaglia»

Lazzarini non nasconde la durezza della crisi. Anzi, utilizza un'immagine destinata a pesare nel dibattito interno.

«Il PD di San Mauro deve tornare a essere una casa aperta, non un campo di battaglia. Una comunità politica ha senso quando unisce, ascolta e costruisce; non quando viene piegata a logiche personali o utilizzata come strumento per portare avanti interessi di parte».

Il riferimento ai personalismi è esplicito. Secondo Lazzarini, negli ultimi anni dinamiche interne e interessi politici locali avrebbero progressivamente indebolito «l'autonomia e la capacità» del partito di esercitare pienamente il proprio ruolo.

Una crisi che, nella sua ricostruzione, negli ultimi mesi avrebbe investito direttamente anche la segretaria cittadina Anna Maria Barbero.

«Si è trovata sottoposta a fortissime pressioni politiche – sostiene Lazzarini – in un clima reso ancora più difficile dall'azione di una parte dell'opposizione di destra in Consiglio comunale».

Un passaggio politicamente pesante, perché allarga il perimetro dello scontro: non più soltanto una resa dei conti interna al PD, ma un clima politico cittadino che, secondo il consigliere, avrebbe finito per condizionare anche la capacità del partito di assumere decisioni autonomamente.

Le dimissioni da capogruppo: «Impossibile continuare»

Lazzarini riporta poi la crisi alla propria esperienza personale e alle ragioni che lo avevano portato a lasciare l'incarico di capogruppo democratico in Consiglio comunale.

«È diventato per me impossibile continuare a svolgere quel ruolo in presenza di continui condizionamenti e di interessi politici locali non sempre coincidenti con il percorso e gli obiettivi della maggioranza di cui facciamo parte».

Parole che confermano come la frattura del PD non possa essere confinata nelle stanze del circolo. Il partito è infatti una delle colonne della maggioranza che sostiene la sindaca Giulia Guazzora e la crisi democratica si è intrecciata negli ultimi mesi con quella dell'Amministrazione comunale.

È questo il nodo che rende il commissariamento qualcosa di molto più politico di una semplice questione organizzativa.

«Meno rumore interno e più voce alla città»

Ora, secondo Lazzarini, il compito del PD è soprattutto uno: uscire dalla propria guerra.

«Serve meno rumore interno e più voce sui bisogni reali delle persone e della città; meno interessi di parte e più responsabilità collettiva».

Il confronto, precisa, può anche essere duro. Ma non può diventare permanente: «Un partito deve essere capace, dopo essersi confrontato, di decidere e di rispettare le decisioni assunte».

È quasi un manifesto per la fase che dovrebbe aprirsi con Ravetti. Ma è anche, inevitabilmente, una presa di posizione dentro una battaglia che il commissariamento non ha ancora chiuso.

Lazzarini tende la mano a Ravetti

Il consigliere conclude mettendosi direttamente a disposizione del nuovo commissario.

«Con questo spirito metto a disposizione del commissario Ravetti e del Partito la mia esperienza, il mio impegno e la mia conoscenza della realtà politica e sociale di San Mauro».

L'obiettivo è «ricostruire un Partito Democratico autonomo, credibile, aperto e soprattutto utile alla nostra comunità e all'Amministrazione comunale di cui facciamo parte».

Ed è proprio quest'ultima frase a riportare la questione al cuore politico della vicenda.

Perché a San Mauro il problema, ormai, non è soltanto stabilire chi avesse ragione dentro il circolo prima del commissariamento. La vera domanda è quale PD uscirà dalla cura Ravetti e quale rapporto avrà con l'Amministrazione Guazzora in vista delle comunali del 2027.

Rastelli vede nell'intervento provinciale la delegittimazione di una maggioranza democraticamente costituita. Lazzarini lo considera la possibilità di liberare il partito da personalismi e condizionamenti.

Due visioni contrapposte della stessa crisi. E, soprattutto, due idee molto diverse di come il PD di San Mauro debba arrivare al prossimo appuntamento con le urne.

Il commissario Ravetti, adesso, dovrà provare a fare ciò che il partito locale non è riuscito a fare negli ultimi mesi: farle tornare a parlare.

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