San Mauro, Guazzora chiude la crisi di Giunta: entrano  Germana Lionello e Antonio Camillo

San Mauro, Guazzora chiude la crisi di Giunta: entrano Germana Lionello e Antonio Camillo

Dopo il terremoto politico di maggio e oltre tre mesi di esecutivo ridotto, la sindaca completa la squadra per il finale di mandato. Si chiude anche il caso sull'equilibrio di genere

Due nuovi assessori, una raffica di deleghe redistribuite e una crisi politica che, almeno sulla carta, può considerarsi chiusa.

Dopo oltre tre mesi di attesa, la sindaca Giulia Guazzora completa la sua Giunta: entrano Germana Lionello e Antonio Camillo.

È l'ultimo capitolo di un rimpasto cominciato ben prima dell'estate e nato non per scelta, ma dopo il terremoto che a fine maggio aveva improvvisamente cambiato gli equilibri dell'Amministrazione sanmaurese.

Il terremoto di maggio

Prima le dimissioni dell'assessora Daisy Miatton, il 28 maggio. Ventiquattro ore più tardi la decisione di Guazzora di revocare le deleghe all'allora vicesindaco Luca Rastelli. Due uscite in rapida successione che avevano lasciato l'esecutivo con appena tre assessori oltre alla sindaca e aperto una fase politicamente delicata per la maggioranza.

Da allora sono passati più di cento giorni.

Adesso Guazzora prova a voltare pagina e lo fa quando il mandato è ormai entrato nel suo tratto conclusivo.

Lionello entra in Giunta

La prima novità è Germana Lionello (PD), alla quale va un pacchetto di deleghe fortemente politico e sociale: Welfare, Ambiente, Pace e cooperazione, Gemellaggi, Pari opportunità e diritti.

Il suo ingresso ha anche un'altra conseguenza, tutt'altro che secondaria. Riporta una donna nell'esecutivo dopo che l'uscita di Miatton aveva lasciato Guazzora come unica presenza femminile in Giunta e aveva aperto il caso sul rispetto dell'equilibrio di genere previsto dalla legge Delrio.

Si chiude il caso delle quote di genere

Una questione sulla quale, durante l'estate, si era consumato anche lo scontro con l'opposizione.

Nel Consiglio comunale del 6 luglio il capogruppo della Lega Roberto Pilone aveva infatti puntato il dito contro la composizione della Giunta, sostenendo che non rispettasse la quota minima del 40 per cento prevista dalla normativa per i Comuni sopra i 3 mila abitanti.

La stessa sindaca aveva riconosciuto che in quel momento l'equilibrio non era rispettato, annunciando l'intenzione di ripristinarlo.

Con Lionello il problema viene ora superato.

A Camillo Edilizia e Urbanistica

Il secondo volto nuovo è Antonio Camillo, ex storico dirigente del Comune di Settimo Torinese, che prende in mano Edilizia e Urbanistica, due settori tutt'altro che marginali e che fino al nuovo riassetto erano rimasti tra le competenze direttamente gestite dalla sindaca.

Ma il rimpasto ridisegna praticamente tutta la mappa delle deleghe.

Guazzora ridisegna la squadra

Guazzora conserva Lavori Pubblici, Patrimonio, Trasporti, Sport e Associazioni, mentre il vicesindaco Matteo Fogli diventa uno dei perni dell'esecutivo: a lui fanno capo Bilancio, Tributi, Rifiuti ed ecologia, Comunicazione e trasparenza, Legalità, Innovazione tecnologica e infrastrutture digitali, Personale e Partecipate.

Aldo Parola seguirà invece Polizia Locale e sicurezza, Protezione civile, Agricoltura, Anziani, Tecnologia, Servizi Demografici e Cimitero.

Per Daniele Bagarin sostanziale continuità: mantiene Politiche Educative, Commercio, Politiche Giovanili e Viabilità.

Una redistribuzione che racconta anche quanto pesante fosse diventato il carico sulle spalle dei pochi componenti rimasti dopo la crisi di maggio.

«Nuove competenze e nuovi entusiasmi»

«Con questi nuovi ingressi la Giunta riesce ad essere più efficace, grazie a nuove competenze e nuovi entusiasmi, e in grado di affrontare al meglio le sfide finali di questi ultimi mesi di mandato», spiega Guazzora dalla pagina social istituzionale. «È una squadra che rinnova il nostro impegno per la città, mettendo a servizio competenza e passione».

La sindaca sceglie dunque la parola rilancio. Politicamente, però, l'operazione ha anche il sapore di una ricucitura.

Una crisi che ha segnato la maggioranza

Perché la crisi scoppiata a maggio non era stata indolore. Le dimissioni di Miatton erano arrivate dopo le polemiche sollevate dall'opposizione su un presunto conflitto d'interessi, mentre la revoca di Rastelli aveva aperto un fronte ben più direttamente politico dentro la maggioranza. Nel giro di poche ore Palazzo Civico aveva perso due assessori e il vicesindaco.

Il successivo ingresso di Fogli nel ruolo di numero due dell'Amministrazione aveva permesso alla macchina comunale di andare avanti, ma non aveva risolto il problema di una Giunta rimasta incompleta.

E soprattutto non aveva spento le polemiche.

Per tutta l'estate sulla maggioranza è rimasta così sospesa una domanda: quando sarebbe arrivato il rimpasto?

La risposta arriva soltanto adesso.

La ripartenza con il cronometro acceso

Lionello e Camillo portano la Giunta da quattro a sei componenti, sindaca compresa, restituiscono una distribuzione più ordinaria delle deleghe e consentono a Guazzora di presentarsi all'ultimo tratto della consiliatura con una squadra finalmente ricostruita.

È però una ripartenza con il cronometro già acceso.

Dopo oltre tre mesi trascorsi a gestire le conseguenze della crisi, alla nuova Giunta resta infatti poco tempo per dimostrare che il rimpasto non sia soltanto servito a riempire due caselle rimaste vuote.

Per Guazzora la crisi può essere archiviata. Adesso comincia la prova più difficile: trasformare una squadra ricostruita a fine mandato in una squadra capace di lasciare risultati prima che sulla consiliatura cali il sipario.

Image

Non Solo Contro

Il giornale è a cura dell'Associazione Culturale onlus NonSoloContro.
Registrazione n. 2949 del 31/01/2019 rilasciata dal Tribunale di Torino
Direttore responsabile: Nadia Bergamini

Area riservata