La segreteria provinciale affida il partito a Domenico Ravetti. Rastelli attacca: «Delegittimata la maggioranza del circolo». Intanto resta aperta la partita della nuova Giunta Guazzora
Tanto tuonò che, alla fine, piovve.
Dopo mesi di tensioni, riunioni, documenti contrapposti, fratture nella maggioranza e una guerra interna diventata ormai difficile persino da nascondere, sul Partito Democratico di San Mauro Torinese è "grandinato" il commissariamento.
Una decisione pesante, soprattutto perché arriva a ormai meno di un anno dalle prossime elezioni amministrative, quando il centrosinistra dovrebbe cominciare a costruire strategie, alleanze e candidature. A San Mauro, invece, prima ancora di discutere su chi dovrà correre, il PD deve provare a ricucire se stesso.
La decisione è stata assunta dalla segreteria provinciale torinese del Partito Democratico, guidata da Marcello Mazzù, che ha scelto di affidare il circolo sanmaurese a Domenico Ravetti nel ruolo, certo non semplice, di commissario.
Una crisi che viene da lontano
Difficile considerare il provvedimento un fulmine a ciel sereno.
La crisi politica sanmaurese cova da tempo e uno dei terreni principali dello scontro era già emerso sulla variante al Piano regolatore. Nel dicembre 2025 l'allora vicesindaco Luca Rastelli aveva preso le distanze dalla maggioranza proprio su quel provvedimento e mesi dopo, a luglio, avrebbe parlato pubblicamente di «distanze profonde» con la sindaca Giulia Guazzora, a cominciare proprio dalle scelte urbanistiche.
Poi, a fine maggio, la rottura è diventata politica e amministrativa: Guazzora ha revocato a Rastelli l'incarico di vicesindaco e le deleghe, mentre l'assessora Daisy Miatton, espressione della lista civica della sindaca, ha rassegnato le dimissioni a causa di un presunto (il termine presunto è d'obbligo visto che non è stato definitivamente chiarito dalla relazione della segretaria comunale che ha preferito pudentemente definirlo "inopportuno).
Il Consiglio comunale del 3 giugno si era già svolto in un clima di forte tensione, con Rastelli seduto tra il pubblico, e non più sui banchi della Giunta e la sindaca "assente giustificata".
Una fotografia plastica di una maggioranza entrata in una delle fasi più difficili del mandato.
E il dato politico pesa ancora di più perché il PD è una delle forze sulle quali si regge la maggioranza di Guazzora. La crisi, dunque, non riguarda soltanto la vita interna di un circolo: inevitabilmente si intreccia con gli equilibri dell'Amministrazione comunale.
Riunioni, documenti e due PD che non riescono più a parlarsi
Da allora il confronto interno ai democratici sanmauresi si è fatto sempre più duro.
Numerose riunioni del direttivo, confronti serrati e documenti che non sono riusciti a ricomporre una linea politica condivisa. Al contrario, con il passare delle settimane è diventata sempre più evidente l'esistenza di due anime del PD locale, divise non soltanto sulla valutazione dell'operato della sindaca, ma anche sulla gestione della crisi e sul futuro della coalizione.
Alla fine la segreteria provinciale ha deciso di intervenire dall'alto. e di imperio.
Ed è proprio qui che si apre adesso un'altra battaglia: quella sull'opportunità e sulle motivazioni del commissariamento.
Rastelli: «Coercizione senza una valida motivazione»
Durissima la reazione di Luca Rastelli, tra i protagonisti dello scontro politico degli ultimi mesi: «Da parte nostra, la maggioranza di questo direttivo non ha mai violato il regolamento, lo Statuto o il codice etico del partito. Da Torino, si è voluto accontentare la minoranza dem, delegittimando la maggioranza del circolo e questo è inaccettabile. È un atto unilaterale senza precedenti. È coercizione senza una valida motivazione».
Parole che spostano immediatamente il confronto dal piano organizzativo a quello politico.
Perché la domanda che inevitabilmente circola ora a San Mauro è semplice: il commissariamento servirà davvero a ricomporre il PD oppure rischia di approfondire ulteriormente una frattura già evidente?
Rastelli e la componente che lo sostiene contestano infatti alla segreteria provinciale di essere intervenuta contro una maggioranza del direttivo e dell'assemblea degli iscritti democraticamente costituita. Dall'altra parte, evidentemente, Torino deve aver giudicato la situazione non più governabile attraverso gli ordinari organismi del circolo.
Due letture opposte della stessa crisi.
E sulla Giunta resta aperta un'altra partita
Come se non bastasse, il terremoto nel PD arriva mentre non è ancora definitivamente chiusa la lunga partita per il completamento della Giunta Guazzora.
Il sito istituzionale del Comune, nell'ultimo assetto pubblicato dopo la crisi di maggio, indica accanto alla sindaca il vicesindaco Matteo Fogli e gli assessori Daniele Bagarin e Aldo Parola. Diverse deleghe precedentemente attribuite a Rastelli e Miatton risulta invece ancora trattenute direttamente dalla prima cittadina.
Le due nuove nomine sono attese a giorni, soprattutto dopo l'intervento del prefetto, chiamato in causa dalla consigliera Paola Antonetto (FdI) e le rassicurazioni dellla sindaca alla Prefettura subalpina.
Sul fronte democratico, secondo quanto filtra dagli ambienti politici sanmauresi, la componente di minoranza interna avrebbe indicato Germana Lionello, consigliera comunale eletta nelle file del Partito Democratico e la scelta avrebbe già ottenuto il via libera della sindaca Guazzora.
Per l'altro posto in Giunta, invece, le indiscrezioni raccolte indicano il nome dell'architetto Antonio Camillo, già storico dirigente del Comune di Settimo Torinese e in pensione dal 2024.
Al momento, tuttavia, sulle due indicazioni occorre attendere gli atti ufficiali della sindaca: fino alla firma dei decreti restano nomi politici accreditati, non nomine formalizzate.
Il paradosso democratico a un anno dal voto
Ed è forse questo il vero nodo politico.
Mentre dovrebbe prepararsi alle elezioni amministrative del 2027, il principale partito del centrosinistra sanmaurese si ritrova senza una guida politica locale eletta e affidato a un commissario provinciale, mentre la maggioranza che sostiene Guazzora deve ancora completare la propria squadra di governo dopo una crisi esplosa ormai più di tre mesi fa.
Il commissariamento potrà essere presentato come il tentativo di azzerare le tensioni e ripartire. Ma difficilmente basterà una decisione organizzativa a cancellare le domande politiche accumulate negli ultimi mesi.
Che cosa sarà del rapporto tra PD e Guazzora? Quale componente democratica detterà la linea verso il 2027? E soprattutto: il partito riuscirà a ricomporsi oppure la frattura finirà per trasferirsi direttamente nella costruzione delle prossime liste elettorali?
Domande tutt'altro che secondarie.
Perché a San Mauro non è più soltanto in discussione la gestione di una crisi di maggioranza. È già cominciata, di fatto, la lunga partita per il dopo-Guazzora e per le amministrative del 2027.
E il primo atto di quella partita, anziché celebrarsi con un congresso o con una ritrovata unità, porta il nome politicamente ingombrante di commissariamento.
Ma la risposta della componente che contesta la decisione provinciale non si farà attendere: Luca Rastelli e gli esponenti del circolo commissariato hanno convocato una conferenza stampa per l'11 settembre.
Ed è facile prevedere che quella di San Mauro non sarà una conferenza stampa di circostanza.