Innocenti passa all’opposizione, Spiandore e Nicosia votano contro: 8 a 7. Antonetto attacca la sindaca e chiama in causa anche la presidente del Consiglio Vallino
Le crepe nella maggioranza c’erano già. Questa volta, però, si sono trasformate in voti. E il risultato del Consiglio comunale parla chiaro: per la prima volta in oltre quattro anni, lunedì scorso, l’amministrazione della sindaca Giulia Guazzora è andata sotto, con 8 voti contrari e 7 favorevoli sul Documento unico di programmazione.
Una sconfitta che pesa soprattutto per come è maturata. A determinare il risultato non sono state soltanto le opposizioni. Diego Innocenti, eletto con Impegno per San Mauro, ha annunciato il passaggio all’opposizione, mentre i consiglieri del Partito Democratico Giuseppe Spiandore e Graziella Nicosia hanno votato contro il DUP insieme alle minoranze.
Il documento è stato così bocciato 8 a 7. Assenti Riccardo Carosso di Due Ponti e Anna Maria Barbero del PD. Per Guazzora il problema, da politico, è diventato anche numerico.
Innocenti rompe, il PD si divide: la crisi arriva ai voti
L’annuncio di Innocenti segna una rottura formale con la maggioranza. Il voto di Spiandore e Nicosia certifica invece una frattura nel PD che viene da lontano. Entrambi si sono schierati politicamente con l’ex vicesindaco Luca Rastelli, al quale Guazzora aveva revocato le deleghe durante la crisi scoppiata la scorsa primavera.
Quello che per mesi era rimasto sul terreno dei rapporti politici interni è arrivato così direttamente nell’aula consiliare.
Ed è questo il passaggio che rende la bocciatura del DUP qualcosa di più di un incidente di percorso. Il documento potrà essere modificato e ripresentato e la sua bocciatura non determina la caduta della Giunta. Ma dovrà tornare davanti al Consiglio prima del bilancio. E Guazzora dovrà trovare i voti necessari per approvarlo.
La domanda politica, dunque, è inevitabile: quale maggioranza sosterrà la sindaca alla prossima prova?
Dal PRGC al DUP, i segnali c’erano già
La tensione non nasce lunedì sera. Negli ultimi mesi le opposizioni avevano progressivamente alzato il livello dello scontro, contestando non soltanto singole decisioni, ma anche il metodo con cui l’amministrazione avrebbe gestito alcuni dei dossier più delicati.
Sul nuovo Piano regolatore erano arrivate le critiche di Paola Antonetto (FdI), Roberto Pilone (Lega), Roberto Olivero (Gruppo Misto) e Marco Bongiovanni del Movimento 5 Stelle, con contestazioni sul percorso di condivisione delle scelte urbanistiche e, in particolare, sul futuro dell’Oltrepò.
Proprio su una mozione relativa all’Oltrepò si era già verificato un passaggio politicamente significativo: Spiandore e Nicosia avevano votato insieme alle opposizioni. Quello che allora poteva essere letto come un dissenso circoscritto oggi, alla luce dell’8 a 7 sul DUP, assume un significato diverso.
La frattura era già arrivata in aula. Questa volta è stata sufficiente per battere la Giunta.
Antonetto: «Il tradimento politico ora la farà affondare»
Le opposizioni hanno colto immediatamente il significato politico del voto.
Particolarmente duro l’attacco della capogruppo di Fratelli d’Italia Paola Antonetto, che ha definito quanto accaduto «il risultato naturale» di una situazione maturata negli anni e ha puntato direttamente il dito contro la conduzione politica della sindaca.
Poi l’affondo: «Il tradimento politico di Guazzora è stato quello che ha fatto nascere questa amministrazione ed ora è quello che la farà affondare».
Con queste parole Antonetto sostiene che le rotture e i cambi di alleanze che, nella sua lettura, avrebbero contribuito alla nascita dell’attuale maggioranza siano le stesse dinamiche che oggi rischiano di travolgerne gli equilibri.
È la lettura dell’opposizione, ma fotografa la durezza raggiunta dallo scontro politico dopo il voto sul DUP.
Dalle dimissioni di Miatton al caso Vallino
Antonetto lega inoltre la crisi attuale a quanto accaduto nei mesi scorsi, quando nel giro di poco tempo arrivarono le dimissioni dell’assessora Daisy Miatton e la successiva revoca delle deleghe al vicesindaco Luca Rastelli.
Ed è proprio parlando della vicenda Miatton che la capogruppo di Fratelli d’Italia ha chiamato direttamente in causa Maria Vallino, esponente del PD, presidente del Consiglio comunale e ancora oggi nel campo politico che sostiene Guazzora.
Secondo quanto dichiarato da Antonetto, messaggi critici nei confronti della Giunta sarebbero a lei proprio da Vallino. Sempre secondo la ricostruzione della capogruppo di FdI, la presidente del Consiglio avrebbe fornito indicazioni utili a creare i presupposti che avrebbero portato alle dimissioni di Miatton.
Un’accusa politicamente pesante, proprio perché rivolta a una figura istituzionale che continua a presiedere il Consiglio comunale e a sostenere l’amministrazione Guazzora. Alle dichiarazioni di Antonetto non risulta essere ancora seguita una replica pubblica di Vallino.
Prima del Consiglio la protesta davanti al municipio
A rendere ancora più difficile la giornata per l’amministrazione era stata, poco prima dell’apertura dei lavori consiliari, la manifestazione dell’Autovip San Mauro davanti al municipio.
Atleti, famiglie, allenatori e dirigenti avevano chiesto risposte sui ritardi relativi al campo del Parco Einaudi. Una protesta distinta dalla crisi politica della maggioranza, ma arrivata proprio nelle ore in cui l’amministrazione si preparava ad affrontare uno dei Consigli più difficili del mandato.
Guazzora resta in carica, ma adesso deve ritrovare i numeri
Neppure il recente ingresso del consigliere Marino Giacomo Reymondet, subentrato a Germana Lionello dopo l’ingresso di quest’ultima in Giunta, è bastato a modificare l’esito della votazione. Eletto nella lista del PD come indipendente, Reymondet ha aderito al Gruppo Misto.
Sul piano istituzionale nulla è precipitato: Guazzora resta sindaca, la Giunta è in carica e la bocciatura del DUP non determina automaticamente una crisi amministrativa.
Politicamente, però, il passaggio è molto più delicato.
Perché dopo l’uscita di Innocenti e il voto contrario di Spiandore e Nicosia non basta più parlare di malumori o fibrillazioni. C’è un risultato scritto nel verbale del Consiglio: 8 a 7 contro il documento dell’amministrazione.
E tutto questo mentre si susseguono incontri, confronti e contatti nel tentativo di ricucire la frattura e ricostruire un equilibrio prima che il DUP torni in aula e, soprattutto, prima della prova del bilancio.
La diplomazia politica è dunque già al lavoro. Per mesi si è cercato di tenere insieme una maggioranza attraversata da tensioni sempre più evidenti. Adesso, dopo il voto del Consiglio, i pezzi sono sul tavolo e bisogna provare a rimetterli insieme.
Resta da capire se, questa volta, basterà l’Attack.