La festa di oggi completa il percorso di riqualificazione da 5 milioni di euro. Davanti al municipio, lo spazio diventa luogo d’incontro, memoria e vita democratica
Una piazza ritrova il proprio significato quando le persone tornano ad abitarla. Quando ci si ferma, ci si incontra, si lascia giocare un bambino. A Venaria Reale, questa mattina, domenica 25 ottobre, la festa per la rinnovata piazza Martiri della Libertà ha raccontato proprio questo: una città che si riappropria dei suoi spazi, a cominciare da quello sul quale si affaccia il municipio, cuore della vita democratica della comunità.
Una festa di comunità, sulle note di due bande
La cerimonia, inserita nella Festa d’Autunno, ha riunito l’Amministrazione guidata dal sindaco Fabio Giulivi, autorità civili e militari, associazioni e cittadini. Un momento solenne e insieme popolare, nel quale la conclusione di un’opera pubblica è diventata occasione per riconoscersi parte della stessa città.
Ad accompagnarlo, la musica del Corpo Musicale Giuseppe Verdi di Venaria Reale e della banda austriaca Ortsmusik Munderfing, ospite in questi giorni a San Carlo Canavese per i trent’anni di gemellaggio con i Filarmonici sancarlesi. Una presenza che ha portato nella piazza anche una storia di amicizia europea, accanto al sindaco di San Carlo e consigliere metropolitano Ugo Papurello.
Per essere presente, la Giuseppe Verdi ha rinunciato a una trasferta già programmata: una scelta che Giulivi ha voluto sottolineare con gratitudine. Il sindaco ha inoltre salutato il concittadino Ezio Audano, presidente nazionale dell’Anbima, ricordando come l’impegno alla guida dell’associazione non lo abbia allontanato dalla passione di sempre: essere tra i musici, con il proprio strumento.
Cinque milioni per ricucire la città
La festa arriva al termine di un intervento di rigenerazione urbana da 5 milioni di euro, finanziato attraverso il PNRR, che ha cambiato il volto di viale Buridani e della piazza del municipio. Dopo l’inaugurazione del viale, a maggio, piazza Martiri della Libertà rappresenta il tassello conclusivo di un percorso pensato per ricongiungere il centro storico alla città cresciuta nel Novecento.
Qui il cambiamento più evidente riguarda il modo di vivere lo spazio. Dove prima sostavano le automobili, oggi si può attraversare la piazza, fermarsi sulle panchine, accompagnare i bambini senza che ogni movimento debba misurarsi con un parcheggio.
«Abbiamo voluto togliere le auto da piazza Martiri», ha ricordato Giulivi, spiegando la scelta di mettere quell’area a disposizione della città. Nel suo intervento, il sindaco ha richiamato le immagini dei pomeriggi davanti al municipio: bambini che giocano, anziani seduti, famiglie che tornano a incontrarsi. È nella quotidianità di quelle presenze che l’Amministrazione individua il risultato più significativo dell’opera.
Attorno ci sono le scuole, i servizi per l’infanzia, le attività commerciali, gli uffici comunali. La nuova piazza mette in relazione questi luoghi e le persone che li frequentano. Diventa spazio per le cerimonie istituzionali e per le iniziative cittadine, ma anche per una sosta senza appuntamenti, per una conversazione all’uscita da scuola, per il tempo condiviso.
Il nome della piazza, la memoria della libertà
Il suo nome aggiunge a questa trasformazione una responsabilità particolare. Giulivi ha ricordato che l’antica piazza del Municipio venne dedicata ai Martiri della Libertà e ha richiamato la targa sul palazzo civico che custodisce la memoria di chi perse la vita per liberare il Paese.
Festeggiare davanti a quelle parole significa tenere insieme il presente e le ragioni della democrazia: la libertà conquistata allora e la possibilità, oggi, di vivere uno spazio pubblico aperto a tutti.
La piazza sulla quale si affaccia il municipio conserva così il suo valore più profondo: essere il luogo nel quale la comunità incontra le proprie istituzioni, celebra le ricorrenze e custodisce una memoria comune.
Una trasformazione che dialoga con la storia
La riqualificazione si inserisce in una storia urbana lunga oltre un secolo. Come ricostruito durante la cerimonia, il piano di ampliamento del 1910 individuò una nuova direttrice di sviluppo, alternativa all’asse barocco di via Mensa. Negli anni Trenta, la costruzione del municipio e della scuola De Amicis contribuì a definire questa parte della città come luogo della vita istituzionale e sociale.
L’intervento contemporaneo riprende quella funzione e la aggiorna. La piazza pedonale, resa complanare e ampliata verso il viale, si raccorda a un percorso nel quale trovano posto nuove alberature, fioriture, sedute e pavimentazioni.
Nel progetto figurano 162 alberi e oltre quattromila rose e arbusti, insieme all’impiego della pietra di Luserna e di superfici drenanti, pensate per favorire l’assorbimento dell’acqua nel terreno. La zona a 20 chilometri orari accompagna l’obiettivo di favorire spostamenti più lenti e una maggiore convivenza tra i diversi usi del viale.
Quattro anni di lavoro, tra ostacoli e collaborazione
Dietro il disegno restituito alla città restano quattro anni di lavoro, dalla progettazione alle opere, tra il 2022 e il 2026. Giulivi ha ricordato le difficoltà economiche, le criticità legate all’amianto, i problemi affrontati dalle imprese e gli interventi nel sottosuolo.
Un cantiere esteso lungo un’arteria commerciale ha significato anche accessi complicati per i residenti, disagi per i negozi e la necessità di un confronto continuo.
Da qui i ringraziamenti agli uffici, ai progettisti, alla direzione lavori, alle imprese, a Smat e ai gestori delle infrastrutture, oltre che ai commercianti coinvolti nel tavolo permanente. Il sindaco ha richiamato l’impegno dell’architetta Cardaci, dell’assessore Giuseppe Di Bella e delle giunte che hanno accompagnato le diverse fasi dell’intervento.
Il futuro comincia dalla vita quotidiana
Questa mattina quel percorso è arrivato davanti alla comunità, dentro una festa che ha unito istituzioni, volontariato, commercio e musica. La piazza del municipio torna così a essere un luogo nel quale la città può guardarsi e riconoscersi.
La sua nuova storia continuerà nei giorni ordinari: nelle voci dei bambini, nelle panchine occupate, nelle persone che si daranno appuntamento davanti al Comune. È lì che un’opera pubblica diventa patrimonio condiviso. E che il cuore democratico di Venaria ritrova, insieme alla propria forma, la presenza dei suoi cittadini.
Guarda il video della festa https://youtu.be/pin4VAfvJPc