Il 13 novembre, nel giorno in cui avrebbe compiuto 79 anni, la comunità renderà omaggio al brigadiere ucciso dal terrorismo a Torino nel 1977
Avrebbe compiuto 79 anni il prossimo 13 novembre. Giuseppe Ciotta ne aveva soltanto 29 quando il terrorismo gli tolse la vita, lasciando una moglie e una bambina di appena due anni.
Venerdì 13 novembre, alle 10,30, nel giorno del suo compleanno, Mappano gli dedicherà un monumento: un luogo in cui il ricordo di un giovane servitore dello Stato possa incontrare lo sguardo delle nuove generazioni.
La cerimonia commemorativa si svolgerà al Giardino delle Collinette, all’interno del polo scolastico di via Generale Dalla Chiesa 24. L’iniziativa dell’Amministrazione comunale nasce dalla collaborazione con gli uffici della Polizia di Stato e con l’associazione Amici di Ascoli Satriano, il paese pugliese dove Ciotta era nato, oggi gemellato con Mappano.
Una targa sulla pietra, una storia da consegnare ai ragazzi
Sarà un masso proveniente dalle valli montane a sostenere la targa dedicata al brigadiere. Una pietra scelta come simbolo di resistenza e della difesa dei principi costituzionali: libertà, democrazia, rispetto, uguaglianza e legalità.
La collocazione nel polo scolastico dà al monumento un significato particolare. Il nome di Giuseppe Ciotta entrerà in uno spazio frequentato dai ragazzi, accanto ai luoghi della loro crescita. La sua storia potrà così diventare occasione di conoscenza, confronto e consapevolezza civile.
Gli studenti dell’Istituto comprensivo Giovanni Falcone sono stati coinvolti nella preparazione dell’appuntamento.
«Abbiamo preparato questo evento insieme alle ragazze e ai ragazzi della scuola», spiega la vicesindaca con delega all’Istruzione Paola Borsello, «in quanto riteniamo fondamentale far vivere momenti significativi e trasmettere l’importanza dei valori di una sana convivenza sociale e civile».
Chi era Giuseppe Ciotta, il brigadiere ucciso a Torino
Nato ad Ascoli Satriano il 13 novembre 1947, Giuseppe Ciotta entrò in Polizia nel 1967. Dopo la formazione e il servizio in diverse città italiane, arrivò alla Questura di Torino, dove lavorò all’Ufficio politico, le cui competenze sarebbero poi confluite nella Digos.
Erano gli anni della violenza terroristica, delle minacce alle istituzioni e degli attentati contro chi le rappresentava. Ciotta svolse il proprio lavoro in quel contesto difficile, guadagnandosi la stima dei superiori e dei colleghi.
Il 12 marzo 1977 fu assassinato sotto casa, in via Gorizia a Torino, mentre si preparava a raggiungere il lavoro. L’omicidio venne rivendicato dalle Brigate Combattenti – Prima Linea. Una mattina ordinaria, segnata dai gesti della vita familiare, diventò una tragedia destinata a lasciare una ferita duratura.
Ciotta lasciò la moglie Michelina e la piccola Nunzia. Dietro il nome inciso sulle lapidi rimangono anche loro: una famiglia privata di un marito e di un padre, un futuro interrotto prima dei trent’anni.
Il riconoscimento della Repubblica
Alla memoria di Giuseppe Ciotta è stata conferita la Medaglia d’oro al Merito civile, con provvedimento del 12 maggio 2004. Un riconoscimento che restituisce alla sua vicenda una dimensione nazionale e richiama il valore del servizio prestato alle istituzioni democratiche.
Strade, lapidi e luoghi pubblici hanno custodito negli anni il suo nome. Ora anche Mappano si prepara ad accoglierne la memoria, rafforzando il legame con Ascoli Satriano attraverso una storia che appartiene a entrambe le comunità e alla coscienza civile del Paese.
Grassi: «Una memoria da tramandare alle future generazioni»
Alla cerimonia è prevista la partecipazione di autorità civili, militari e religiose, familiari, amici, associazioni del territorio e rappresentanti della scuola.
«Sarà un momento estremamente significativo per la nostra comunità», sottolinea il sindaco Francesco Augusto Grassi. «Un altro simbolo tangibile rimane e custodisce la memoria sul territorio di Mappano, a testimonianza del legame con la comunità di Ascoli Satriano, e del profondo attaccamento ai valori civici e della memoria storica che intendiamo tramandare alle future generazioni».
Nel giorno in cui Giuseppe Ciotta avrebbe festeggiato il suo compleanno, Mappano ne ricorderà la vita e il servizio. Davanti a quella pietra, insieme ai ragazzi, il suo nome continuerà a raccontare il prezzo pagato per difendere la democrazia e la responsabilità di custodirla ogni giorno.