Fondi PNRR, cassoni coperti e fotovoltaico per una struttura che sostituisce un punto da oltre 58mila accessi all’anno. Nell’area dell’ex fabbrica arriverà anche un parco urbano
Oltre 1,3 milioni di euro per trasferire il centro di raccolta dei rifiuti e recuperare una porzione dell’ex Ipca.
A Ciriè, in località Borche, la trasformazione dell’area industriale passa da un servizio che nel 2025 ha assorbito quasi il 45 per cento degli accessi registrati nei dieci ecocentri del Consorzio Cisa. La nuova struttura, inaugurata sabato 24 ottobre, mette a disposizione spazi più ampi, cassoni al coperto e attrezzature per compattare i materiali prima del trasporto.
L’intervento nasce dalla collaborazione tra Consorzio di Area Vasta Cisa, Sia e Comune di Ciriè. A finanziarlo sono circa 935mila euro del PNRR–NextGenerationEU, ai quali si aggiungono quasi 371mila euro a carico di Sia. Il bacino di riferimento comprende il Ciriacese e le Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone.
Un centro di raccolta per oltre 58mila accessi all’anno
Le dimensioni del servizio spiegano la necessità dell’investimento. Nel 2025 il punto di conferimento di Ciriè ha contato 58.167 accessi sui 129.680 complessivi della rete consortile. Nello stesso anno ha ricevuto oltre 858 tonnellate di ingombranti, circa 274 tonnellate di imballaggi in legno e sughero e più di 273 tonnellate di inerti, oltre a elettrodomestici, oli esausti e altre tipologie di rifiuti.
Un flusso consistente, gestito finora in una sede costruita più di vent’anni fa, quando quantità e modalità della raccolta erano diverse.
«Allora la raccolta differenziata sfiorava il 40 per cento, oggi siamo al 77 per cento e abbiamo già superato gli obiettivi regionali del 2030», ha spiegato il presidente del Consorzio Cisa, Mario Burocco. Il prossimo passaggio, nelle intenzioni del Consorzio, riguarda la prevenzione: «Ora dobbiamo porci anche il traguardo di ridurre i rifiuti. Per questo vogliamo affiancare all’ecocentro uno spazio per il riuso».
L’obiettivo è consentire agli oggetti ancora utilizzabili di avere una seconda vita, prima che entrino nel circuito degli scarti.
Cassoni coperti, compattatori e pannelli solari
La novità più evidente del nuovo ecocentro di Ciriè è la copertura dei cassoni, la prima volta nella rete consortile. A questa si affiancano i press-container, che compattano i materiali per ridurre i volumi da movimentare e i costi di trasporto, e una pesa per rendere più precisa la gestione dei conferimenti.
Sul tetto è stato installato un impianto fotovoltaico da 15 kW, dimensionato per coprire il fabbisogno energetico della struttura e produrre energia in eccedenza.
«Il contributo europeo ci ha consentito di pensare in grande, prevedendo attrezzature e infrastrutture che normalmente non sono presenti in queste realtà», ha osservato il direttore generale di Sia, Giorgio Perello. La finalità è migliorare il servizio mantenendo sotto controllo la spesa sostenuta dagli utenti.
Perello ha inoltre richiamato il ruolo dei cittadini nei risultati della raccolta differenziata e la necessità di considerare lo smaltimento come l’ultimo passaggio, dopo prevenzione e recupero.
Il cantiere tra messa in sicurezza e scadenze PNRR
La realizzazione del centro ha richiesto di coordinare i lavori con la messa in sicurezza del sito e con i termini imposti dai finanziamenti europei. Il Comune ha concesso il diritto di superficie sulla porzione interessata dall’intervento, lavorando insieme al Consorzio e alla società di gestione.
«L’area ci è stata consegnata nei tempi previsti e l’impresa ha rispettato i termini stringenti del PNRR», ha sottolineato la presidente di Sia, Celestina Olivetti.
Il progetto e la direzione dei lavori sono stati affidati all’architetto Maurizio Dal Pio, con il contributo dell’ingegner Mario Vaccarone e del geometra Massimiliano Vottero. Le opere hanno coinvolto Cogeis di Quincinetto, Carnieletto e Sigma Impianti Elettrici di San Carlo Canavese, in raccordo con l’ufficio tecnico comunale guidato dall’architetto Maria Teresa Noto.
Ex Ipca, un parco urbano atteso nella primavera 2027
Il nuovo centro di raccolta è una parte del recupero dell’ex Ipca, un complesso di circa 20mila metri quadrati la cui storia resta legata alle morti dei lavoratori e alle battaglie per la sicurezza sul lavoro.
Nella restante porzione dell’area è previsto un parco urbano con percorsi ciclopedonali, spazi per lo sport e per le manifestazioni. L’inaugurazione è attesa nella primavera del 2027. Le piantumazioni, finanziate con fondi regionali Fesr, fanno parte del progetto “I colori della memoria”.
«Chiudere una pagina dolorosa non vuol dire dimenticare: proprio da qui sono partiti passi importanti per il riconoscimento del diritto alla sicurezza sul lavoro», ha dichiarato la sindaca Loredana Devietti. Un’eredità che il Comune intende conservare attraverso un percorso della memoria.
La candidatura ai bandi del 2022, presentata insieme a Cisa e Sia, ha consentito di far procedere la messa in sicurezza e la costruzione dell’ecocentro.
Il trasferimento avrà conseguenze anche su un’altra zona della città: libererà la precedente sede del servizio, permettendo di completare i collegamenti attorno al nuovo palazzetto dello sport di via Grande Torino.
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