Una storia medievale di scelta e autodeterminazione che, in un luogo carico di memoria, dialoga idealmente con quella di Rosa Govone
Ci sono storie capaci di attraversare i secoli perché continuano a interrogare il presente. Storie di libertà, di scelte controcorrente e di donne che hanno avuto il coraggio di immaginare per sé e per le altre un destino diverso da quello stabilito dal proprio tempo.
È in questo spazio tra storia, spiritualità, cultura e condizione femminile che si inserisce La Voce del Silenzio, lo spettacolo che oggi, sabato 3 ottobre alle 21 inaugura la stagione teatrale 2026/2027 del Polo Artistico e Culturale Le Rosine (via Plana 8/C a Torino).
Protagonista è Sara D’Amario, chiamata a dare voce e corpo a Chiara d’Assisi, una delle figure femminili più intense e rivoluzionarie del Medioevo.
Chiara d’Assisi, una scelta capace di cambiare il destino
La Voce del Silenzio è uno spettacolo di narrazione e musica con Sara D’Amario, Alberto Borgatta e Fabio Otta, musiche di Silvano Borgatta e regia tecnica di Luca Borgatta.
Al centro della scena c’è la vicenda della giovane Chiara: dalla fuga dalla casa paterna, quando ha circa diciotto anni, fino alla nascita della comunità delle Clarisse a San Damiano.
Accanto a lei emerge inevitabilmente la figura di Francesco d’Assisi, guida spirituale e compagno di un cammino costruito sulla povertà, sulla condivisione e sulla rinuncia al possesso.
Ma raccontare Chiara significa anche andare oltre l’immagine consegnata dall’iconografia religiosa. Significa incontrare una donna che, nel cuore del Medioevo, sceglie consapevolmente la propria strada.
Lo spettacolo ripercorre alcuni passaggi fondamentali della sua esistenza: l’arrivo alla Porziuncola, il taglio dei capelli come simbolo di una nuova vita, la clausura, la formazione della comunità femminile e soprattutto la lunga difesa del diritto a vivere senza possedere beni.
Una scelta spirituale che sulla scena acquista anche una lettura profondamente contemporanea: la clausura non soltanto come rinuncia, ma come spazio di libertà e autodeterminazione.
Da Chiara d’Assisi a Rosa Govone: due donne, due epoche, una scelta di libertà
È proprio il luogo nel quale lo spettacolo viene rappresentato a creare un ulteriore livello narrativo.
Più di cinque secoli dopo Chiara d’Assisi, infatti, un’altra donna avrebbe dato vita in Piemonte a una comunità pensata per offrire alle giovani una possibilità diversa.
Era Rosa Govone, fondatrice dell’Opera delle Rosine, che nel Settecento costruì un progetto basato sull’educazione, sul lavoro e sull’autonomia femminile.
Due donne lontanissime nel tempo e differenti per esperienza e vocazione. Eppure unite dalla capacità di trasformare una scelta personale in una dimensione collettiva.
È questo incontro ideale tra Chiara e Rosa a rendere particolarmente significativa la rappresentazione proprio alle Rosine: il teatro entra in un luogo che non è semplice contenitore dello spettacolo, ma diventa parte stessa del racconto.
«Mi piace pensare che il 3 ottobre alle Rosine non andrà semplicemente in scena uno spettacolo su Chiara d’Assisi: una storia di donne incontrerà un luogo che da quasi tre secoli custodisce un’altra storia di donne – dichiara Massimo Striglia, direttore generale del Polo Le Rosine –. Chiara e Rosa Govone, pur avendo seguito strade molto diverse, hanno avuto il coraggio di mettere in discussione il destino che il loro tempo aveva previsto per le donne. È questo dialogo, ancora sorprendentemente attuale, che vogliamo proporre al pubblico».
Teatro, memoria e cultura per aprire la nuova stagione delle Rosine
La Voce del Silenzio diventa così qualcosa di più di una ricostruzione biografica.
Attraverso parola e musica, lo spettacolo porta sul palcoscenico temi che appartengono alla storia ma continuano a parlare alla contemporaneità: la libertà individuale, il ruolo delle donne, la forza della comunità, il rapporto tra scelta personale e regole sociali.
La rappresentazione è inoltre inserita nell'ambito delle celebrazioni per l’800° anniversario della morte di San Francesco d’Assisi, offrendo l’occasione per rileggere quella stagione culturale e spirituale attraverso lo sguardo di una delle donne che maggiormente ne incarnarono la radicalità.
L’appuntamento inaugura la stagione 2026/2027 del Polo Artistico e Culturale Le Rosine, che nella stessa giornata apre le proprie porte alla città con un Open Day a ingresso libero dalle 10 alle 19, dedicato alla presentazione delle attività e dei corsi.
Un’intera giornata dedicata alla cultura che si concluderà, alle 21, con una storia nata otto secoli fa e ancora capace di porre una domanda estremamente moderna: quanto coraggio occorre per scegliere liberamente la propria vita?
Open Day dalle 10 alle 19, ingresso libero.