Caselle-Milano, scoppia il caso: Torino teme di perdere peso sul suo aeroporto

Caselle-Milano, scoppia il caso: Torino teme di perdere peso sul suo aeroporto

L’ipotesi di integrazione tra Sagat e Sea accende lo scontro politico. Caselle cresce del 17,3%, ma resta il nodo delle garanzie su investimenti, rotte e governance

Un aeroporto che macina record, una città che non ne possiede più neppure una quota e l’ipotesi di un’alleanza con il gigante milanese che fa esplodere la politica. 

È il Ferragosto caldo di Torino-Caselle, dove lo studio sulla possibile integrazione tra Sagat e Sea apre uno scenario che coinvolgerebbe anche Malpensa e Linate.

L’operazione è ancora allo studio, ma il timore è già chiaro: Caselle entrerà in un grande sistema aeroportuale del Nord-Ovest da protagonista oppure finirà nell’orbita di Milano?

Marrone attacca, il centrodestra chiede garanzie

Durissimo il vicepresidente della Regione Maurizio Marrone (FdI), che parla di «scippo di Ferragosto» e «delitto perfetto della sinistra», collegando la vicenda alla privatizzazione di Sagat iniziata durante l’amministrazione Fassino.

Marrone, che all’epoca votò contro la cessione, teme conseguenze per logistica, turismo, investimenti e sviluppo del Piemonte.

Anche Forza Italia, con il consigliere comunale Domenico Garcea, annuncia battaglia in Sala Rossa e punta l’attenzione sul futuro peso di Torino nelle decisioni.

Torino, però, ha già venduto Caselle

Il punto politicamente più delicato è che il controllo pubblico di Sagat è già stato perso da tempo.

La dismissione iniziò nel 2012 con la vendita del 28% comunale a F2i. Successivamente il fondo conquistò la maggioranza e, nel 2018, durante l’amministrazione Appendino, Torino cedette anche l’ultimo 10%. Uscì dal capitale anche la Città Metropolitana.

Oggi Sagat appartiene interamente a 2i Aeroporti, controllata da F2i e Asterion Industrial Partners. La stessa 2i Aeroporti possiede già il 45% di Sea.

Caselle vola: +17,3% nel 2026

La polemica arriva mentre Torino registra numeri da record. Nei primi sei mesi del 2026 Caselle ha raggiunto 2.888.628 passeggeri, +17,3% sul 2025, la crescita percentuale più alta tra i primi venti aeroporti italiani. Nel 2025 aveva già superato per la prima volta i 5 milioni di viaggiatori.

Il divario con Milano resta però enorme: Torino è il dodicesimo aeroporto italiano, mentre nei primi sei mesi Malpensa ha registrato 14,55 milioni di passeggeri e Linate 5,88 milioni. Inoltre, sul lungo raggio, molti piemontesi utilizzano già Malpensa o i principali hub europei.

Un polo da oltre 47 milioni di passeggeri

L’integrazione avrebbe dimensioni considerevoli: Sea ha movimentato 42,3 milioni di passeggeri nel 2025 e, con Caselle, nascerebbe un sistema da oltre 47 milioni di viaggiatori.

La vera partita sarà quindi sulle condizioni. Torino dovrà ottenere investimenti certi, crescita delle rotte internazionali, tutela dell’occupazione e un ruolo nelle future decisioni.

Il rischio da evitare è che Caselle venga utilizzata per convogliare traffico verso Malpensa anziché crescere con una propria identità.

Lo studio atteso a settembre dovrà dare le prime risposte.

Per Caselle, nel momento di maggiore crescita della sua storia recente, la questione non sarà soltanto entrare o meno nell’orbita di Milano: sarà capire con quale peso Torino entrerà nel nuovo sistema.

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