L'emendamento punta a finanziare straordinari e turni aggiuntivi nei Comuni. Antonetto (FdI): «La sicurezza non può avere orari»
Più pattuglie della Polizia locale nelle strade piemontesi durante le ore serali e notturne, soprattutto nei fine settimana e nei periodi in cui aumentano movida ed eventi. È l'obiettivo dell'emendamento all'Assestamento di Bilancio 2026-2028 presentato dal capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale, Carlo Riva Vercellotti, che prevede 900mila euro per sostenere i Comuni del Piemonte.
«La sicurezza non può avere orari. È proprio nelle ore serali e notturne che i cittadini chiedono una presenza concreta delle istituzioni sul territorio» afferma la consigliera regionale Paola Antonetto (FdI).
I fondi dovrebbero finanziare straordinari e ampliamento dei turni degli agenti, consentendo ai Comuni di garantire una o due pattuglie operative anche nelle ore notturne. Nel mirino ci sono vandalismi, risse, degrado e fenomeni legati alla cosiddetta “mala movida”, con particolare attenzione anche alla sicurezza percepita da donne e ragazze.
Dal Patto di Torino ai Comuni del Piemonte
La proposta si inserisce in un quadro più ampio di interventi regionali sulla sicurezza urbana. Un precedente importante è il Patto per la Sicurezza Urbana di Torino, sostenuto dalla Regione con 2,3 milioni di euro e finalizzato anche al potenziamento di mezzi e servizi sul territorio.
Ma l'impegno regionale sulla Polizia locale non si limita al capoluogo. Tra gli interventi più recenti figurano anche 890mila euro destinati alle Polizie locali piemontesi per dotazioni e strumenti tecnici, oltre agli investimenti sulla formazione degli agenti e all'avvio sperimentale del primo gruppo cinofilo regionale.
Il nuovo stanziamento da 900mila euro segna quindi un ulteriore passaggio: dalle attrezzature alla presenza concreta degli agenti nelle strade, sostenendo economicamente quei Comuni che spesso faticano, soprattutto per carenza di risorse e personale, a garantire servizi prolungati fino alla notte.
Risorse ai Comuni della Città metropolitana di Torino
I fondi saranno destinati ai territori piemontesi con l'esclusione del Comune di Torino, già beneficiario di uno specifico finanziamento. La ripartizione dovrebbe avvenire sulla base della popolazione e delle esigenze locali, mentre l'organizzazione dei servizi sarà coordinata con Prefetture e Comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica.
La questione assume così anche una dimensione sociale: aumentare la presenza della Polizia locale significa rafforzare il presidio degli spazi pubblici, ma anche offrire ai sindaci maggiori strumenti per affrontare situazioni di degrado e criticità che incidono sulla qualità della vita dei cittadini.
«Sostenere la Polizia municipale significa dare ai sindaci strumenti in più per tutelare cittadini, famiglie e attività economiche», conclude Antonetto.
La partita politica sarà ora quella dell'attuazione: capire come verranno distribuiti i 900mila euro e, soprattutto, quanto lo stanziamento riuscirà a trasformarsi effettivamente in più pattuglie e più ore di servizio nelle strade dei Comuni piemontesi.