Il dossier di Valle stima un impatto fino a 729 milioni in vent’anni. Il Pd attacca anche sul coinvolgimento del direttore Leli: «La dirigenza pubblica resti fuori dallo scontro politico»
Si alza il livello dello scontro politico sullo scorporo del Regina Margherita e del Sant’Anna dalla Città della Salute. Dopo il dossier con cui il vicepresidente della Commissione Sanità Daniele Valle (Pd) ha messo sotto la lente i possibili costi dell’operazione, interviene la capogruppo dem in Consiglio regionale Gianna Pentenero, chiamando direttamente in causa il presidente Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi.
«In merito alle polemiche relative ai costi dello scorporo abbiamo notato che Cirio e Riboldi hanno preferito il silenzio, chiedendo di replicare al direttore della nuova azienda, Adriano Leli», afferma Pentenero.
Per la capogruppo Pd sarebbe stato un errore coinvolgere direttamente un dirigente pubblico nella polemica.
«La dirigenza pubblica è un patrimonio collettivo che andrebbe preservato dallo scontro politico», sostiene, chiedendo che siano gli esponenti della Giunta a rispondere nel merito alle contestazioni dell’opposizione.
Il nodo dei costi: la stima arriva a 729 milioni
A pesare sul confronto sono soprattutto i numeri contenuti nel dossier “Quanto ci costa il nuovo Regina Margherita?” presentato da Valle. Il documento individua nove capitoli di spesa e stima 472,5 milioni di euro per le voci quantificabili, con costi ricorrenti pari a 35,6 milioni l’anno e un impatto teorico complessivo di 729 milioni nell’arco di vent’anni. Restano inoltre alcune voci ancora da quantificare.
Si tratta, va precisato, delle stime elaborate dal dossier del Pd e non di un costo complessivo ufficialmente certificato dalla Regione.
Tra le voci indicate figurano 441 milioni per la nuova struttura comprensivi degli interessi ipotizzati dal dossier, 15 milioni per la progettazione da anticipare ai fini del finanziamento INAIL, 8 milioni annui per le strutture amministrative e tecniche, 500mila euro per la governance e ulteriori costi di gestione.
Il nuovo ospedale e il finanziamento INAIL
Sul fronte degli investimenti, la Regione ha annunciato a luglio l'inserimento del nuovo Regina Margherita nella proposta ministeriale degli interventi di edilizia sanitaria finanziabili dall’INAIL per 300 milioni di euro.
Ed è proprio sulla distanza tra investimento sanitario, costi organizzativi e spese future che si concentra l'offensiva dell'opposizione.
Pentenero contesta infatti anche un altro punto: lo scorporo era stato inizialmente presentato come un'operazione senza nuovi oneri, mentre oggi emergerebbe un quadro economico più complesso. Lo stesso dossier richiama inoltre valutazioni secondo cui una piena autonomia della nuova azienda a isorisorse non sarebbe facilmente realizzabile e potrebbero esserci costi incrementali ancora da definire.
Sanità piemontese, la battaglia ora è sulla trasparenza
Il confronto si sposta così dal modello organizzativo alla trasparenza sui costi della nuova sanità piemontese. Da una parte la Regione punta sull'autonomia del polo materno-infantile e sulla realizzazione di un nuovo Regina Margherita; dall'altra il Pd chiede di conoscere quanto l'intera operazione peserà realmente nel medio e lungo periodo.
Per Pentenero, però, la responsabilità della risposta deve rimanere politica: «Rispondano Cirio e Riboldi», senza trasformare la dirigenza sanitaria pubblica in protagonista dello scontro tra maggioranza e opposizione.