Il censimento invita a sostenere il patrimonio culturale e ambientale italiano. Tra i luoghi c’è la storica linea che unisce Torino alle Valli di Lanzo: si vota fino al 15 dicembre
Ci sono luoghi che amiamo e che rischiamo di perdere. Custodiscono ricordi personali, raccontano la storia delle comunità e danno un volto ai territori. Eppure, proprio questo patrimonio può scivolare lentamente nell’oblio, minacciato dall’abbandono, dall’incuria o dalla mancanza di attenzione.
Piccole chiese, borghi che si spopolano, dimore disabitate, paesaggi esposti al dissesto idrogeologico: la tutela comincia anche dalla capacità di riconoscerne il valore e di chiedere che abbiano un futuro.
È questo l’obiettivo della XIII edizione de “I Luoghi del Cuore”, il programma promosso dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Il censimento, aperto fino al 15 dicembre 2026, raccoglie le segnalazioni dei cittadini per dare voce ai luoghi che meritano cura e valorizzazione.
La Torino-Ceres tra i luoghi da sostenere
Tra i beni presenti nel censimento figura la ferrovia Torino-Ceres, un’infrastruttura che ha accompagnato lo sviluppo del territorio a nord-ovest del capoluogo e delle Valli di Lanzo. La sua candidatura richiama l’attenzione su un patrimonio nel quale convivono storia dei trasporti, architettura e paesaggio.
Per generazioni, questi binari hanno significato lavoro, collegamenti con la città e accesso alla villeggiatura. Hanno avvicinato la montagna a Torino, contribuendo alla vita economica e sociale delle comunità attraversate.
Sostenerne la valorizzazione significa riconoscere questa eredità e mantenerla viva anche per chi oggi conosce la linea soltanto attraverso gli spostamenti quotidiani.
Una piccola ferrovia nella storia dell’innovazione
Lungo il suo percorso si sono svolti esperimenti che hanno segnato la storia della tecnologia. Nel 1884, l’ingegnere Lucien Gaulard dimostrò la possibilità di trasmettere energia elettrica da Torino a Lanzo, accendendo quaranta lampadine nella stazione. All’esperimento assistette Galileo Ferraris, presidente della Giuria internazionale di elettricità. Una lapide conserva ancora il ricordo di quell’episodio.
Tra il 1920 e il 1921, l’elettrificazione a 4.000 volt in corrente continua confermò il ruolo pionieristico della Torino-Ceres, contribuendo allo sviluppo delle successive tecnologie ferroviarie italiane. Anche il ponte in cemento armato di Ceres testimonia la stagione di innovazione che interessò la linea.
Le stazioni liberty e la memoria del viaggio
Il patrimonio della Torino-Ceres si riconosce anche nelle stazioni della tratta montana, ispirate agli chalet svizzeri e reinterpretate secondo il gusto liberty. Tetti in legno, pietra, mattoni e sale d’attesa raccontano un’epoca nella quale gli edifici ferroviari erano parte integrante dell’accoglienza dei viaggiatori.
Sono testimonianze che legano la storia dell’architettura a quella delle comunità locali. Conoscerle e valorizzarle può aiutare a costruire nuove occasioni di visita e a rafforzare il rapporto tra la ferrovia e il territorio.
Un patrimonio che guarda al futuro
L’integrazione nella rete ferroviaria nazionale nel 2024 e il ritorno dei treni tra Germagnano e Ceres dal 13 settembre 2026 hanno aperto una nuova fase per il collegamento con le valli.
La partecipazione al censimento FAI offre un’occasione per richiamare l’attenzione anche sul valore culturale della linea: sugli edifici, sulle testimonianze tecnologiche e sul paesaggio che accompagna il viaggio.
L’invito: votare e far conoscere la Torino-Ceres
Chi ha a cuore la Torino-Ceres può sostenerla fino al 15 dicembre 2026, attraverso la pagina dedicata sul sito del FAI, selezionando il pulsante per votare.
L’invito è rivolto agli abitanti, ai pendolari, agli appassionati di ferrovie e a chi conserva il ricordo di una giornata trascorsa nelle Valli di Lanzo: votare e condividere la candidatura significa dare visibilità a un patrimonio che appartiene alla storia collettiva.
Perché il futuro di un luogo comincia anche da una comunità che sceglie di riconoscerlo e di prendersene cura.
Al momento al 1° post per i beni del Piemonte c'è l'Abbazia della Sacra di San Michele a Sant'Ambrogio di Torino con 5.748 punti (18esimo nella clssifica nazionale); al 2 posto il Forte Bormida di Alessandria con 3.420 punti e al terzo la Feserrovia Torino-Ceres con 2.845 punti, ma per partecipare bisogna raggiungere quota 3.000