All’Abbadia di Loreto l’undicesima Cena Solidale. I fondi raccolti sosterranno “Vedere con le orecchie”, il progetto di AVIS Lanzo che favorisce la pratica sportiva di ciechi e ipovedenti
Ci sono ponti che non hanno bisogno di cemento e piloni. Si costruiscono mettendo insieme persone, tempo, disponibilità e quella voglia di esserci che, quando diventa collettiva, riesce ad accorciare anche le distanze più difficili.
Giovedì 3 settembre, all’Abbadia di Loreto, quel ponte aveva il volto degli oltre trecento partecipanti all’undicesima edizione della Cena Solidale “Un Ponte per un Sorriso”. Una lunga tavolata, musica, volontari al lavoro e soprattutto un obiettivo comune: trasformare una serata trascorsa insieme in un aiuto concreto.
Un ponte che negli anni ha cambiato destinazione
“Un Ponte per un Sorriso” era nato per sostenere le popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto. Da allora il ponte si è allungato, accorciato e ha cambiato più volte direzione, raggiungendo emergenze e realtà differenti, vicine e lontane.
Dalla Sardegna devastata dagli incendi al Sermig, fino alle iniziative sul territorio, il principio è rimasto lo stesso: arrivare là dove, in quel momento, qualcuno ha bisogno di una mano.
«È un gesto di attenzione di una comunità unita, che ha visto in prima fila Amministrazione comunale, associazioni, volontari e cittadini, verso chi ha più bisogno – sottolinea il sindaco Fabrizio Vottero –. In questi anni il nostro ponte è stato più o meno lungo, a seconda di chi abbiamo aiutato e delle realtà che abbiamo scelto di affiancare: dalle zone terremotate del Centro Italia alla Sardegna colpita dagli incendi, dal Sermig fino a casa nostra. Ma ha sempre avuto la stessa funzione: unire».
E c’è un aspetto che va oltre il risultato economico della singola iniziativa. «Lungo questo cammino – aggiunge Vottero – sono nati contatti e relazioni che non si sono fermati alla singola occasione, ma sono rimasti nel tempo».
La solidarietà 2026 va a “Vedere con le orecchie”
Quest’anno il ponte conduce verso lo sport accessibile. I proventi della Cena Solidale saranno infatti destinati a “Vedere con le orecchie”, progetto promosso dalla sezione AVIS di Lanzo e nato nel 2021 con l'obiettivo di consentire anche alle persone cieche o gravemente ipovedenti di avvicinarsi alla pratica sportiva.
Al centro del progetto c’è MAG.OO, un sistema acustico ad alta direzionalità pensato per fornire agli atleti un riferimento sonoro che li aiuti nell’orientamento e negli spostamenti.
Le prime sperimentazioni sono state effettuate nello sci alpino e il progetto si è successivamente esteso allo sci nordico e a diverse discipline del pattinaggio.
L'obiettivo è semplice da raccontare, ma ambizioso da realizzare: provare a togliere una barriera e fare in modo che una difficoltà visiva non significhi automaticamente dover rinunciare all’esperienza dello sport.
Quando il dono non è soltanto denaro
È proprio la parola “dono” ad aver attraversato l’intera serata dell’Abbadia di Loreto. Perché una cena solidale vive certamente dei fondi che riesce a raccogliere, ma anche delle ore regalate da chi prepara, serve, organizza, suona, mette a disposizione prodotti, spazi e competenze.
Lo ricordano i volontari di AVIS Lanzo: «Donare significa scegliere di esserci. Si può donare il sangue, il proprio tempo oppure un contributo economico: cambiano i gesti, ma non il loro valore. Quello che abbiamo visto all’Abbadia di Loreto ci ricorda quanto si può fare quando ciascuno mette a disposizione qualcosa di sé».
Da qui il ringraziamento «a chi ha partecipato, a chi ha lavorato e a chi ha contribuito al risultato di questa iniziativa».
Musica, volontari e un'intera comunità dietro le quinte
A dare una colonna sonora alla serata sono state le Moon Phases, mentre dietro le quinte si è mossa una rete molto più ampia.
Alla riuscita dell’appuntamento hanno contribuito Abbadia di Loreto, Borello Supermercati, Carrefour Express, EveryDay Crai, Al mulin d’Barot, Torcettificio Airola, Fantolino e Pian della Mussa, insieme ai volontari e a tutte le persone impegnate nell’organizzazione.
Ed è forse proprio qui che il nome scelto undici edizioni fa acquista il suo significato più concreto. Per costruire un ponte servono tanti elementi, ciascuno indispensabile all’altro. In questo caso sono persone.
Più di trecento erano sedute a tavola giovedì sera. Dietro ogni posto, però, c’era qualcosa in più di una cena: un piccolo pezzo di tempo, una presenza, un contributo, la decisione di non restare spettatori.
Anno dopo anno cambiano le emergenze, cambiano i destinatari e qualche volta cambia persino la distanza da percorrere. Il ponte, invece, resta. E continua a servire alla stessa cosa: raggiungere qualcuno dall’altra parte.
Chi è cieco o ipovedente ed è interessato al progetto “Vedere con le orecchie” e alla pratica degli sport invernali può rivolgersi alla sezione AVIS di Lanzo attraverso i suoi canali social, il sito dell’associazione o l’indirizzo e-mail dedicato.