Bosconero, la Fiera Agricola riporta in piazza la trebbiatura “alla moda veja”

Trattori d’epoca, animali, prodotti del territorio e antichi mestieri: grande partecipazione alla nona edizione. L’11 ottobre a Oglianico la mietitura del grano

Il mais lavorato come si faceva una volta, con i vecchi mezzi agricoli tornati in funzione davanti agli occhi di bambini, famiglie e curiosi. È stata la trebbiatura “alla moda veja” una delle immagini più caratteristiche della nona edizione della Fiera Agricola di Bosconero, che dal 24 al 27 settembre ha riportato al centro del paese il mondo contadino, le sue tradizioni e l’agricoltura di oggi.

Tre giornate di appuntamenti culminate domenica 27 settembre nella vera e propria giornata di fiera, aperta da un rito che a Bosconero è ormai diventato una tradizione: il nastro davanti al municipio non si taglia con le forbici, ma con un’accetta.

Una scelta simbolica che richiama l’identità agricola del paese e che anche quest’anno ha dato il via a una domenica affollata di mezzi agricoli, bestiame, prodotti tipici, gastronomia e iniziative per tutte le età.

«Abbiamo voluto mantenere anche quest’anno il caratteristico taglio del nastro con l’accetta – spiega l’assessore Renato Ferro –. Sabato i trattori d’epoca e quelli moderni hanno attraversato le strade del paese con la tradizionale trattorata, mentre domenica abbiamo mostrato come veniva lavorato il mais con i mezzi agricoli utilizzati a metà del secolo scorso».

Dai trattori alla trebbiatura: l’agricoltura diventa spettacolo

Proprio i trattori sono stati tra i grandi protagonisti della manifestazione. Sabato 26 settembre la sfilata dei mezzi agricoli per le vie di Bosconero ha richiamato numerosi spettatori, facendo da preludio alla Notte Gialla, animata dagli stand a chilometro zero di Campagna Amica, dall’Agrifood e dalla musica di dj Tad.

Domenica la Fiera è entrata nel vivo. Accanto all’esposizione dei mezzi agricoli e del bestiame, la trebbiatura del mais ha permesso soprattutto ai più giovani di vedere da vicino un lavoro che per generazioni ha scandito la vita delle campagne canavesane.

Non è mancato il lato più spettacolare e familiare della manifestazione: passeggiate in sella, truccabimbi, rapaci del centro di falconeria Hieramatra e dimostrazioni dei cani australiani impegnati nella conduzione delle pecore.

Spazio anche alla storia e alla tradizione con le dimostrazioni di scherma da duello della Compagnia del Pomo e della Punta.

Una Fiera che racconta anche l’agricoltura di oggi

La manifestazione, però, non ha guardato soltanto al passato. Il programma era iniziato giovedì 24 settembre, nel teatro di via Francavilla, con il convegno “L’agricoltura Canavesana per la Salute Alimentare dei Cittadini di Fronte al Cambiamento Climatico”, organizzato da Coldiretti.

Un momento di confronto dedicato alle trasformazioni che il settore agricolo è chiamato ad affrontare, tra cambiamento climatico, produzione alimentare e tutela della salute dei cittadini.

L’organizzazione della Fiera ha visto impegnati i Coltivatori e Coltivatrici Bosconeresi, Coldiretti, il mercato di Campagna Amica e Cia Agricoltori Italiani, con il patrocinio del Comune di Bosconero.

Numerose anche le realtà del territorio presenti in piazza: l’oratorio Suor Paola, il Comitato di Croce Rossa di Rivarolo Canavese e il distaccamento dei Vigili del Fuoco Volontari. La parte gastronomica è stata affidata agli stand della Pro Loco e della Rusà.

Presente inoltre il Gruppo Alpini, che ha approfittato della manifestazione per presentare il programma del cinquantenario, in calendario dall’8 al 18 ottobre.

L’11 ottobre torna anche la mietitura del grano

Il calendario dedicato alla tradizione agricola non termina con la Fiera. L’appuntamento con la mietitura del grano, inizialmente previsto per il 30 agosto e poi rinviato, sarà recuperato l’11 ottobre a Oglianico, in frazione San Grato.

«Sarà un’altra occasione – conclude Ferro – per mostrare come si lavorava un tempo e mantenere viva la memoria del nostro mondo agricolo. Vi aspettiamo numerosi».

La nona Fiera Agricola di Bosconero chiude così un’edizione capace di mettere insieme due anime dello stesso territorio: la memoria della civiltà contadina e un’agricoltura chiamata oggi a confrontarsi con nuove sfide ambientali, economiche e alimentari.

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