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Strambinello, la memoria diventa un percorso tra fotografie storiche e arte ceramica

Le immagini raccolte dai cittadini raccontano il passato lungo le vie del paese. Inaugurata anche un’opera degli studenti dell’istituto Faccio di Castellamonte

Le fotografie escono dagli album di famiglia e tornano nei luoghi di cui raccontano la storia. A Strambinello, la memoria diventa un percorso da attraversare a piedi, un’occasione per riconoscersi nel passato del paese e consegnarlo a chi verrà dopo.

È il cuore di Strambinello Arts, la manifestazione organizzata dal Comune in collaborazione con le associazioni del territorio, che unisce arte, ricordi e partecipazione in due giornate.

L’apertura è stata dedicata all’inaugurazione del murale all’ingresso del paese e dei pannelli espositivi lungo le vie, insieme alla mostra fotografica “Memorie del tempo”, allestita nel salone pluriuso. Un progetto cresciuto attraverso il contributo degli abitanti, il lavoro della biblioteca e la collaborazione con l’istituto «25 Aprile-Faccio» di Castellamonte.

Alla giornata sono intervenuti il sindaco Gualtiero Onore, Maura Caserio, Mauro Demarie, il docente Davide Quagliolio del Liceo Faccio e la consigliera regionale Paola Antonetto.

“Memorie del tempo”: dagli archivi di famiglia alle vie del paese

Il progetto fotografico ha preso forma circa un anno e mezzo fa da un’idea di Maura Caserio, responsabile della biblioteca di Strambinello: raccogliere immagini del paese nel tempo, invitando i cittadini a mettere a disposizione le fotografie conservate nelle proprie case.

La risposta ha permesso di costruire una raccolta proseguita per oltre un anno, arricchita anche da contributi recenti. A Maura si è affiancato Mauro Demarie, mentre Barbara Boffa ha portato il proprio apporto artistico e curato l’aspetto estetico del lavoro.

Da questa collaborazione sono nati i pannelli collocati lungo le vie e la mostra “Memorie del tempo”, curata dalla Biblioteca comunale di Strambinello, Maura Caserio, Barbara Boffa e Mauro Demarie.

Il significato culturale dell’iniziativa risiede nella condivisione: una fotografia privata può diventare una testimonianza utile a tutti, restituire un dettaglio dimenticato, aiutare a comprendere come siano cambiati i luoghi. Per chi li conosce da sempre è un incontro con i propri ricordi; per le nuove generazioni, un modo per avvicinarsi alla storia del paese.

Il sindaco: un lavoro costruito insieme

Nel ripercorrere la nascita dell’iniziativa, il sindaco ha sottolineato il contributo delle persone che l’hanno resa possibile. In apertura ha rivolto un ringraziamento particolare a Ramona, dipendente comunale, ricordando quanto lavoro ricada su un’unica persona in una piccola amministrazione.

«Se siamo qua oggi a fare questo evento è anche grazie a lei», ha dichiarato.

Il primo cittadino ha poi ricostruito il percorso dalla proposta iniziale alla raccolta delle immagini, fino alla realizzazione dei pannelli. Il suo invito a una breve passeggiata verso la torre, per osservare alcune installazioni, ha riportato il progetto alla sua dimensione più concreta: una storia da scoprire direttamente nelle strade di Strambinello.

La ceramica del Faccio, una testimonianza affidata al futuro

Accanto alle fotografie, l’inaugurazione ha dato spazio all’opera ceramica realizzata dagli studenti dell’istituto 25 Aprile-Faccio di Castellamonte, con il docente Davide Quaglioli.

Il sindaco ha ricordato l’impegno di Mauro Demarie nel sollecitarne l’esposizione e il coinvolgimento di una giovane del paese, già studentessa dell’istituto e oggi consigliera comunale. Realizzata anni prima e successivamente donata al Comune, l’opera ha trovato ora una collocazione pubblica.

La sua storia si intreccia così con quella della comunità che la accoglie. È un lavoro nato nella scuola, attraverso la creatività e la manualità dei ragazzi, che entra nel paesaggio quotidiano e diventa accessibile a tutti.

Nel suo intervento, Quagliolio ha insistito sul ruolo degli studenti e sul valore della ceramica come mezzo espressivo capace di lasciare una testimonianza duratura. Ha inoltre sottolineato l’importanza delle collaborazioni con i Comuni: occasioni attraverso cui la formazione artistica incontra il territorio e rende visibili competenze, idee e progetti.

Il Chiusella e il legame con la terra

Nell’opera trova rappresentazione anche il torrente Chiusella, richiamato durante la presentazione come un filo che collega il territorio all’alta valle.

Il riferimento al corso d’acqua accompagna una riflessione sul rapporto tra arte e paesaggio. La terra lavorata per creare la ceramica e quella coltivata appartengono, nelle parole del docente, a una stessa relazione con i luoghi: richiedono conoscenza, cura e gesti che si apprendono nel tempo.

È anche attraverso questi saperi che una comunità conserva la propria identità. L’opera degli studenti porta dunque a Strambinello un contributo artistico, ma anche una testimonianza del legame tra scuola, tradizione ceramica e territorio canavesano.

Domenica 11 ottobre: una galleria all’aperto tra artisti e artigiani

Strambinello Arts prosegue domani, domenica 11 ottobre, dalle 10 alle 18. Nel salone pluriuso sarà visitabile la mostra fotografica “Memorie del tempo”, mentre le vie del paese ospiteranno un percorso artistico con opere di artisti e artigiani locali, offrendo ai visitatori l’opportunità di incontrare personalmente gli autori.

Ideato da Barbara Boffa e Kirsty Ramsbottom, il percorso trasformerà gli spazi del paese in una galleria all’aperto, mettendo in dialogo la memoria fotografica con la creatività del presente.

Il programma prevede inoltre degustazioni di vini e prodotti locali, in collaborazione con i viticoltori strambinellesi e la Pro Loco. Un’occasione per conoscere il territorio anche attraverso i suoi sapori e il lavoro di chi lo coltiva.

Tra una fotografia da osservare e un artista da incontrare, le due giornate invitano a riscoprire Strambinello attraverso le storie che custodisce. La memoria trova posto nelle strade, mentre nuove opere entrano a farne parte: il paese continua a raccontarsi.

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