Le terapie in combinazione a dose fissa possono migliorare l’aderenza alle cure, ridurre gli errori nell’assunzione e contribuire a una gestione più efficiente delle risorse sanitarie
Più farmaci in un’unica compressa: è consigliabile?La gestione delle malattie croniche, come l’ipertensione arteriosa, la dislipidemia (colesterolo alto), la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e le patologie cardiovascolari, richiede spesso l’impiego di più farmaci. Negli ultimi anni, l’uso di formulazioni a dose fissa che associano in un’unica compressa due o più principi attivi ha rivoluzionato l’approccio terapeutico, offrendo vantaggi clinici, organizzativi ed economici rilevanti per il paziente ed anche per il sistema sanitario.
Numerosi studi dimostrano che la semplificazione del regime farmacologico migliora significativamente l’aderenza alla terapia, soprattutto nei pazienti anziani o con più patologie. L’assunzione quotidiana di una sola compressa riduce il rischio di dimenticanze e rende più semplice seguire correttamente il trattamento.
Una metanalisi pubblicata su JAMA (2014) ha evidenziato che tali associazioni aumentano l’aderenza fino al 26% rispetto alla somministrazione separata dei farmaci. In patologie croniche come l’ipertensione o la BPCO, ogni incremento di aderenza anche solo del 10% si traduce in una significativa riduzione degli eventi avversi maggiori, come ictus, infarti e riacutizzazioni respiratorie.
Le associazioni precostituite inoltre uniscono principi attivi con meccanismi d’azione complementari, consentendo un miglior controllo della malattia con dosaggi più contenuti e minori effetti collaterali.
Ad esempio l’associazione di statina e acido acetilsalicilico o di ramipril, amlodipina e statina in una compressa unica rappresenta una strategia fondamentale nella prevenzione secondaria degli eventi cardiovascolari. La statina riduce il colesterolo LDL, l’aspirina inibisce l’aggregazione piastrinica e l’antiperensivo riduce la pressione arteriosa: più meccanismi sinergici nella riduzione del rischio ischemico.
Altro esempio, nella BPCO, la triplice terapia inalatoria (LABA + LAMA + ICS, es. vilanterolo/umeclidinio/fluticasone furoato) riduce significativamente le riacutizzazioni e migliora la qualità di vita rispetto alla doppia terapia. L’uso combinato in un unico inalatore migliora la compliance e riduce gli errori di somministrazione.
L’associazione sinergica consente, altro vantaggio, di ridurre il dosaggio dei singoli componenti, minimizzando gli effetti avversi. Ad esempio l’associazione di due antipertensivi a basso dosaggio è generalmente meglio tollerata rispetto all’uso in monoterapia ad alte dosi.
Infine, la semplificazione terapeutica non comporta solo vantaggi clinici, ma anche una significativa riduzione dei costi sanitari, sia diretti che indiretti. Riduzione dei ricoveri conseguente ad una migliore aderenza e un miglior controllo della malattia significano meno riacutizzazioni e complicanze, con un impatto positivo sui costi ospedalieri. Inoltre le associazioni riducono il numero di confezioni necessarie, semplificano la logistica delle farmacie e diminuiscono gli errori nella prescrizione. Molte associazioni peraltro sono oggi disponibili con costi inferiori rispetto alla somministrazione separata.
Un’analisi condotta dall’AIFA ha stimato che l’impiego sistematico di politerapie in un’unica compressa potrebbe ridurre la spesa farmaceutica pubblica di decine di milioni di euro l’anno, soprattutto in ambito cardiovascolare e respiratorio.
Una crociata ad oggi è rappresentata dal piano terapeutico necessario per alcune di queste terapie di associazione. L’impiego di politerapie in associazione in un’unica compressa rappresenta oggi una strategia razionale ed efficace nella gestione di molte patologie croniche.
I principali benefici includono: maggiore aderenza terapeutica, controllo più efficace della malattia, minori effetti collaterali e iduzione dei costi per il SSN. Questa opzione terapeutica merita di essere considerata con attenzione nella pratica clinica quotidiana, come parte di una medicina sempre più orientata alla semplificazione e all’efficacia.