Sindrome IgG4 correlata, all’Accademia di Medicina di Torino un incontro sulle nuove sfide diagnostiche

Sindrome IgG4 correlata, all’Accademia di Medicina di Torino un incontro sulle nuove sfide diagnostiche

Esperti a confronto a Torino per approfondire diagnosi precoce, manifestazioni cliniche e nuove prospettive terapeutiche

La sindrome IgG4 correlata, una patologia fibro-infiammatoria ancora poco conosciuta ma sempre più frequentemente riscontrata nella pratica clinica, sarà al centro della seduta scientifica organizzata dall'Accademia di Medicina di Torino in programma martedì 30 giugno alle 21. 

L'appuntamento, dal titolo "La sindrome IgG4 correlata: una sfida diagnostica emergente", riunirà alcuni tra i maggiori esperti italiani per fare il punto sulle difficoltà diagnostiche e sulle prospettive terapeutiche di una malattia sistemica che interessa diverse branche della medicina, dall'immunologia alla reumatologia, dalla gastroenterologia alla nefrologia.

Ad aprire i lavori saranno Dario Roccatello, Professore Emerito di Nefrologia dell'Università di Torino, e Floriano Rosina, gastroenterologo e direttore del Medical Team di Torino, entrambi soci dell'Accademia di Medicina. Seguiranno gli interventi di Emanuel Della Torre, professore di Medicina presso l'Unità di Immunologia, Reumatologia, Allergie e Malattie Rare dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, e di Luca Frulloni, professore di Gastroenterologia dell'Università di Verona.

Cos'è la sindrome IgG4 correlata

La malattia IgG4 correlata è una patologia infiammatoria cronica caratterizzata dalla formazione di lesioni che possono simulare tumori, infiltrate da plasmacellule IgG4 e linfociti B CD19 positivi. Se non identificata e trattata tempestivamente, può determinare una progressiva fibrosi degli organi coinvolti, con conseguenze permanenti sulla loro funzionalità.

La diagnosi rappresenta ancora oggi una delle principali criticità. Per riconoscere la malattia è infatti necessario integrare dati clinici, esami di laboratorio, indagini radiologiche e conferma istologica. L'assenza di biomarcatori facilmente utilizzabili nella medicina territoriale rende difficile un'identificazione precoce, con il risultato che molti pazienti ricevono una diagnosi solo dopo mesi o anni dall'insorgenza dei primi sintomi.

Terapie: tra corticosteroidi e nuove prospettive

Attualmente il trattamento si basa prevalentemente sull'impiego di glucocorticoidi sistemici, spesso per periodi prolungati e con cicli ripetuti. La ricerca sta però aprendo nuove prospettive grazie allo sviluppo di terapie innovative mirate, sebbene al momento non siano ancora disponibili strategie terapeutiche condivise a livello internazionale.

L'incontro dell'Accademia di Medicina rappresenterà quindi un'importante occasione di aggiornamento per medici, specialisti e professionisti sanitari interessati alle più recenti evidenze scientifiche su una patologia in costante crescita dal punto di vista diagnostico.

La seduta sarà aperta al pubblico e potrà essere seguita sia in presenza presso l'Accademia di Medicina di Torino, in via Po 18, sia in diretta streaming attraverso il collegamento disponibile sul sito dell'Accademia. La registrazione dell'evento sarà successivamente pubblicata online.

Image

Non Solo Contro

Il giornale è a cura dell'Associazione Culturale onlus NonSoloContro.
Registrazione n. 2949 del 31/01/2019 rilasciata dal Tribunale di Torino
Direttore responsabile: Nadia Bergamini

Area riservata