Torino, neurodivergenze in età evolutiva: percorsi gratuiti per bambini e famiglie
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Torino, neurodivergenze in età evolutiva: percorsi gratuiti per bambini e famiglie

Alle Rosine un nuovo progetto sociale rivolto ai minori dai 3 ai 14 anni. Dodici incontri individuali per sostenere competenze, autonomie e gestione delle emozioni

Sostenere un bambino neurodivergente significa spesso accompagnare un’intera famiglia, offrendo strumenti concreti per affrontare la quotidianità e costruendo un collegamento efficace con le risorse presenti sul territorio. Parte da questa prospettiva il nuovo progetto di opera sociale promosso dalla Fondazione Istituto delle Rosine, dedicato alle neurodivergenze in età evolutiva.

L’iniziativa propone gratuitamente percorsi psico-educativi individuali per bambine, bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni, con un’attenzione particolare allo spettro autistico, all’ADHD, alla plusdotazione e alle difficoltà nella regolazione emotiva e comportamentale.

Un intervento che si colloca in un ambito particolarmente delicato: quello dell’accompagnamento dei minori e delle loro famiglie, chiamate spesso a gestire bisogni differenti tra casa, scuola, relazioni sociali e percorsi specialistici.

Neurodivergenze, un sostegno costruito sui bisogni del minore

A seguire i percorsi sarà un’équipe di psicologhe specializzate nello spettro autistico, nell’ADHD, nell’Alto Potenziale Cognitivo e nelle difficoltà socio-emotive.

L’obiettivo non è uniformare comportamenti e caratteristiche individuali, ma lavorare sulle risorse e sui bisogni specifici di ogni bambino o ragazzo, favorendo lo sviluppo delle competenze sociali e comunicative, una migliore gestione delle emozioni, l’autoregolazione e una maggiore autonomia nella vita quotidiana.

Il progetto è rivolto a minori con profilo neurodivergente, comprese diagnosi o caratteristiche riconducibili al Disturbo dello Spettro Autistico (ASD), al Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) e all’Alto Potenziale Cognitivo, oltre alle situazioni caratterizzate da difficoltà nella regolazione emotiva e comportamentale.

Genitori e caregiver diventano parte del percorso

Uno degli aspetti socialmente più significativi dell’iniziativa riguarda il coinvolgimento delle famiglie. Genitori e caregiver non resteranno ai margini dell’intervento, ma saranno parte integrante del percorso attraverso momenti di confronto, orientamento e restituzione.

L’obiettivo è fare in modo che le competenze sviluppate durante gli incontri possano trovare applicazione anche nei diversi contesti di vita del minore.

È proprio nella quotidianità, infatti, che possono emergere alcune delle difficoltà più rilevanti: nella gestione delle emozioni, nelle relazioni, nelle autonomie personali, nell’organizzazione delle attività o nella comunicazione.

Coinvolgere gli adulti di riferimento permette quindi di costruire una maggiore continuità tra il lavoro svolto durante gli incontri e ciò che avviene nella vita di tutti i giorni.

Dodici incontri con attività personalizzate

Il percorso prevede 12 incontri, prevalentemente individuali, strutturati sulla base delle caratteristiche e delle necessità del singolo minore.

Gli interventi potranno comprendere attività personalizzate e strutturate, supporti visivi, strumenti di Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA), training delle abilità sociali, role-playing, videomodeling, storie sociali, attività ludiche e strumenti multimediali.

Non esiste dunque un modello identico per tutti: metodologie e strumenti vengono individuati in funzione del profilo e dei bisogni del bambino o del ragazzo.

Un intervento complementare ai servizi sanitari

Un elemento centrale riguarda il rapporto con la rete sanitaria e specialistica già presente sul territorio. Il progetto della Fondazione Istituto delle Rosine viene infatti proposto come intervento complementare ai servizi sanitari e specialistici, con l’obiettivo di offrire un ulteriore sostegno alle famiglie.

Accanto al potenziamento delle risorse individuali e familiari, il percorso potrà contribuire, quando necessario, anche a orientare le famiglie verso servizi e opportunità territoriali più appropriati.

Una funzione che rafforza la dimensione sociale dell’iniziativa: non soltanto lavorare con il minore, dunque, ma aiutare la famiglia a individuare strumenti, interlocutori e risorse utili all’interno della comunità.

«Sostenere i ragazzi significa sostenere le famiglie»

«Sostenere bambini e ragazzi neurodivergenti significa, per noi, sostenere anche le loro famiglie, offrendo strumenti, ascolto e accompagnamento in un percorso che valorizzi le risorse di ciascuno», sottolinea Massimo Striglia, direttore generale della Fondazione Istituto delle Rosine.

Il progetto rappresenta inoltre un nuovo tassello delle attività sociali sviluppate dalla Fondazione.

«È un nuovo passo nel percorso delle Opere sociali con cui la Fondazione vuole essere sempre più vicina alle persone e alle esigenze della comunità», aggiunge Sara D’Amario, direttrice artistica.

Posti limitati: come presentare la candidatura

L’iniziativa è gratuita, ma il numero dei posti disponibili è limitato.

Le famiglie interessate possono presentare la propria candidatura scrivendo all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Un progetto che prova così a mettere insieme supporto psicologico ed educativo, accompagnamento familiare e rete territoriale, partendo da un principio fondamentale: riconoscere le caratteristiche individuali di ogni bambino e ragazzo e costruire intorno a lui, e alla sua famiglia, strumenti concretamente utilizzabili nella vita quotidiana.

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