Il Gruppo Imprese Chieresi interviene sul futuro della viabilità del territorio: priorità allo svincolo A21 al Masio di Poirino, compensazioni contro il consumo di suolo e rilancio del Trasporto Pubblico Locale
La Gronda Est di Torino torna al centro del dibattito e il mondo produttivo del Chierese chiede di accelerare sulle infrastrutture, senza però trascurare la tutela del territorio e il potenziamento del trasporto pubblico.
A intervenire è Dario Kafaie, presidente del Gruppo Imprese Chieresi (GIC), dopo il recente confronto tra i sindaci in Città Metropolitana. L’associazione guarda con favore alla disponibilità espressa da diversi Comuni, tra cui Chieri, nei confronti dell’opera destinata a collegare l’A21 a sud con l’A4 a nord, completando il sistema viario intorno all’area torinese.
«Le aziende e i lavoratori hanno bisogno di una rete di infrastrutture e trasporti che permetta al nostro territorio di essere competitivo», sottolinea Kafaie. Secondo il GIC, l'assenza di un collegamento efficace nord-sud rappresenta oggi una criticità soprattutto per il sistema produttivo e la logistica.
Prima della Gronda Est, lo svincolo A21 al Masio
Nell’attesa delle decisioni sulla grande infrastruttura, il Gruppo Imprese Chieresi rilancia un intervento ritenuto più rapidamente realizzabile: lo svincolo dell’autostrada A21 in località Masio, a Poirino.
Un progetto già sostenuto dalle imprese e dai Comuni dell’area che, secondo Kafaie, consentirebbe di alleggerire la viabilità ordinaria dal traffico pesante e rappresenterebbe contemporaneamente il primo tassello del futuro collegamento della Gronda con la Torino-Piacenza.
«Questo svincolo rappresenta un intervento più rapido, mirato e di sicuro impatto positivo per ottimizzare i flussi di traffico, togliendo migliaia di mezzi pesanti dalla viabilità ordinaria», evidenzia il presidente del GIC.
Consumo di suolo, il GIC propone compensazioni ambientali
Sul tavolo resta però uno dei nodi più delicati: l’impatto ambientale della Gronda Est. Il GIC riconosce i rischi legati al consumo di suolo e alle conseguenze paesaggistiche e naturalistiche dell’opera, chiedendo che vengano affrontati attraverso un sistema strutturato di compensazioni.
La proposta è creare una sorta di “riserva strategica” di suolo non edificabile sulla collina torinese, attraverso acquisizione, tutela e rinaturalizzazione permanente di aree individuate con una pianificazione sovracomunale.
L’obiettivo sarebbe utilizzare le compensazioni non soltanto per mitigare l’impatto dell’infrastruttura, ma anche per rafforzare le aree protette, collegare i corridoi ecologici e impedire nuova cementificazione in porzioni significative della collina.
Per Kafaie occorre quindi trovare un equilibrio: la Gronda dovrebbe migliorare sicurezza, logistica e mobilità per i circa 140 mila abitanti del Chierese, senza trasformarsi in una semplice alternativa per i flussi autostradali di attraversamento.
«Il Chierese ha bisogno anche di un TPL efficiente»
Per il Gruppo Imprese Chieresi, tuttavia, parlare di nuove strade senza affrontare il tema del Trasporto Pubblico Locale sarebbe insufficiente.
Il GIC torna così a chiedere una riorganizzazione del TPL su scala territoriale, riprendendo una proposta avanzata nei mesi scorsi per offrire a lavoratori, studenti e cittadini una reale alternativa all’utilizzo dell’automobile.
«A oggi, nel Chierese, qual è l’alternativa all’automobile per spostarsi e raggiungere il posto di lavoro oppure l’ospedale?», domanda Kafaie, sottolineando la necessità di una programmazione che superi i confini dei singoli Comuni.
La posizione delle imprese punta quindi su due binari paralleli: migliorare le infrastrutture stradali e costruire un sistema di trasporto pubblico più efficiente, accompagnando le nuove opere con concrete misure di tutela ambientale.
«Continueremo a batterci per il potenziamento organico del Trasporto Pubblico in tutto il Chierese – conclude Kafaie – e per dimostrare che sostenibilità e competitività possono, e devono, andare di pari passo nella stessa direzione».